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DREAM 2.0: Prevenzione e cura del tumore della cervice uterina

Intervista con la Dottoressa Hawa Sangarè Mamary, Coordinatore Nazionale per la Prevenzione e Cura del Tumore della Cervice Uterina per i centri DREAM della Comunità di Sant’Egidio in Malawi.

 

Dal 20 al 27 aprile si è svolta in Malawi, nel distretto di Blantyre, una campagna per la prevenzione e la cura dei tumori della cervice uterina. L’evento ha avuto un ampio eco tra la popolazione locale e sui mass media.

Incontriamo la Dottoressa Hawa per farci raccontare come si è svolta l’iniziativa e per farci spiegare quali sono i risultati ottenuti e le sfide per il futuro.

Il cancro della cervice uterina è un tipo di tumore molto diffuso in Africa, in particolare tra le donne sieropositive e che si può prevenire con l’utilizzo del vaccino (di routine nei paesi occidentali, ma non ancora diffuso nei paesi in via di sviluppo a causa dei costi) e che si può facilmente curare se la diagnosi viene effettuata per tempo, diagnosi che si può fare grazie ad uno screening di semplice esecuzione.

 

D: Buongiorno, si può presentare brevemente e dirci quale è il suo ruolo nel Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio ?

 

Dr. Hawa Sangarè

R: Mi chiamo Sangare Hawa Mamary, sono un medico e lavoro con il programma DREAM in Malawi dal 2010 presso il centro Elard Alumando di Blantyre.

Nel mio lavoro a DREAM mi occupo di molte cose: visito e curo i pazienti HIV positivi, in particolare sono responsabile del programma di prevenzione verticale per prevenire la trasmissione del virus HIV da mamma a bambino (PMTCT) e mi dedico alle donne incinta e ai loro figli nati nel programma che sono praticamente tutti sieronegativi, ma che noi seguiamo fino al compimento dei due anni di età.

Mi occupo inoltre del monitoraggio e della supervisione nelle strutture sanitarie distrettuali dove DREAM collabora e sostiene il Ministero della Sanità in materia di HIV e diagnostica infantile precoce. Un altro aspetto del mio lavoro è la formazione delle attiviste (Expert Clients). Si tratta di pazienti che selezioniamo e formiamo per seguire le nuove donne che entrano nel programma attraverso la Home Care ed un programma di educazione sanitaria e nutrizionale capillare.

Sono anche Coordinatore Nazionale per DREAM dei programmi per la salute delle donne e in particolare della prevenzione e cura dei tumori femminili.  Nei nostri centri eseguiamo lo screening per il cancro della cervice uterina attraverso l’ispezione visiva della cervice, usando l’acido acetico (VIA).

 

D: Quale è la diffusione del cancro della cervice uterina in Malawi e quali sono le possibilità di cure e prevenzione?

 

In Malawi, il cancro della cervice uterina rappresenta il 45% di tutti i tumori. Nel 2010 l’HPV Center dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che in Malawi ogni anno 3684 donne sviluppano il cancro della cervice uterina e, in assenza di programmi efficaci, molte moriranno per questa malattia. Purtroppo i centri per la diagnosi e cura sono molto scarsi e presenti solo nelle principali città.

 

D: Quali sono gli interventi che DREAM sta mettendo in atto per combattere i tumori del collo dell’utero in Malawi?

 

R: Il nostro programma si basa prevalentemente sulla prevenzione e cura. Lavoriamo come partner del Ministero della Salute e utilizziamo l’approccio dell’unica visita (SVA: single visit approach) con l’esecuzione del VIA (visual inspection of the cervix) e crioterapia immediata nei casi in cui è indicata. Questo è un metodo efficace e pratico approvato dal Ministero della Salute del Malawi e da molti paesi africani.  Inoltre DREAM, in collaborazione con Norwegian Church Aid supporta il Servizio Sanitario Nazionale con la formazione di personale medico, supervisione e fornitura di materiali e apparecchi per la crioterapia nei distretti di Mangochi e Balaka.

 

D: Quando e perché ha iniziato a lavorare sulla prevenzione e cura dei tumori femminili?

 

Abbiamo iniziato questo programma nel febbraio 2016. Questa idea è nata insieme al nuovo approccio del programma DREAM che dal 2016 è diventato DREAM 2.0.

L’idea è quella di prendere in considerazione la salute globale dei nostri pazienti. Abbiamo subito notato l’alta prevalenza del cancro della cervice tra le donne HIV + e ci siamo resi conto che i servizi esistenti non erano in grado di raggiungere tutte le donne.

 

D: Come è nata l’idea di dedicare una settimana speciale per questa campagna?

 

R: L’idea della Campagna ci è venuta dopo aver partecipato ad un meeting in cui si discuteva dell’implementazione dello screening nel distretto di Blantyre. Durante la riunione è emerso che la maggior parte dei centri sanitari rurali non erano in grado di effettuare lo screening. Per questo abbiamo chiesto a diversi partners di lavorare con noi nel distretto di Blantyre e abbiamo organizzato delle cliniche mobili per eseguire lo screening nelle zone rurali.

 

D: Chi ha collaborato all’organizzazione di questa settimana?

 

R: L’elenco è molto lungo; per prima cosa abbiamo avuto numerosi incontri con il District Health Officer (DHO) di Blantyre, i vari responsabili per i diversi settori sanitari, i capi villaggio e le Autorità Tradizionali delle aree e con il personale dei centri sanitari rurali. Il loro accordo e la loro collaborazione era necessaria per la buona riuscita dell’evento.

 

D: quale è stato il programma della settimana?

 

R: La cerimonia di apertura si è tenuta il 19 Aprile nel Centro di Salute di Chileka. Il giorno successivo abbiamo iniziato le attività di screening che si sono protratte fino al 27 aprile.

L’intervento è stato sempre preceduto da lezioni di educazione sanitaria per spiegare l’importanza di sottoporsi alla prevenzione periodicamente e per favorire la diffusione di questo messaggio.

Alle lezioni seguiva l’attività di screening.  Abbiamo operato in 9 siti: Chikowa, Dziwe, Chileka, Chimembe, South Lunzu Machinjiri, Lirangwe, Makhata, Lundu e Ndeka. Tutte le donne trovate positive sono state indirizzate ai due siti di riferimento per il trattamento, l’ospedale Queen Elizabeth e il centro DREAM Elard Alumando.

 

D: quale era l’obbiettivo preposto e quante donne sono state esaminate?

 

R: Il nostro obiettivo era di raggiungere 1500 donne nel corso della campagna.

In realtà, durante questa settimana abbiamo sottoposto a screening 2731 donne (il 182% rispetto alla nostra previsione), 52 sono risultate positive al VIA (2%) e trattate con la crioterapia, 10 donne mostravano segni di cancro in stage 2 o 3 e sono state indirizzate per il trattamento chirurgico (0,3%).

 

D: perché ritiene che l’educazione alla salute e queste campagne siano importanti?

 

R: L’educazione sanitaria e la campagna che abbiamo svolto sono importanti perché rendono la comunità consapevole dei rischi per la salute e permettono, grazie ad una diagnosi precoce, di intervenire su questa patologia prima che si manifesti attraverso i sintomi e diventi difficile da trattare, questo è particolarmente importante in paesi a risorse limitate come il Malawi.

Inoltre questo aiuta le persone a cambiare il loro stile di vita e ad evitare i comportamenti a rischio. Nel corso della campagna ci siamo resi conto che molte persone non si sono mai sottoposte a screening a causa della mancanza di informazioni su come questo tipo di tumore si sviluppa e di come può essere trattato.

 

D: Quali sono state le reazioni e i commenti della gente?

 

R: Le donne erano felici e grate per questa occasione. A causa della forte domanda che abbiamo suscitato, abbiamo deciso di offrire due giorni ulteriori per lo screening al Centro DREAM Elard Alumando. L’ultimo giorno della campagna tutti i siti erano pieni di donne. Abbiamo ricevuto richieste per ripetere l’evento e molte donne verranno nelle prossime settimane al nostro centro per usufruire della routine di prevenzione che offriamo due giorni alla settimana.

 

D: Come hanno reagito le istituzioni sanitarie e i donatori?

 

R: L’ufficio del District Health Officer ha accolto la proposta della campagna con molto entusiasmo, Alcuni mass media hanno fatto pubblicità all’evento gratuitamente. La Croce Rossa ha offerto le tende gratuitamente per lo svolgimento delle attività. La Total Malawi ci ha sostenuto per l’acquisto di alcuni materiali necessari per lo screening.

 

D: Quali piani avete per il futuro e come pensate di andare avanti con questo programma?

 

R: Quest’anno siamo riusciti a coprire 9 aree e abbiamo raggiunto moltissime donne, tante altre continueranno a venire da noi nei prossimi mesi. Il prossimo febbraio (come è noto il 4 febbraio è la giornata mondiale per la prevenzione del cancro) il nostro piano è di ripetere lo screening di massa in più aree rurali. Inoltre vorremmo che la prossima campagna coprisse 4 settimane.

È inoltre fondamentale formare altri centri e renderli autonomi nell’esecuzione del VIA. È utile anche attrezzare cliniche mobili per raggiungere le zone rurali remote. È importante avvicinare servizi sanitari di qualità alla gente.  Un nostro sogno è anche quello di poter somministrare il vaccino HPV alle adolescenti.

Per riuscire nei nostri piani confidiamo in un maggior sostegno da parte di aziende, organizzazioni non governative e donatori privati. Naturalmente continueremo, come sempre, ad effettuare lo screening di routine a chi si rivolge presso i nostri centri.

 

D: Quali sono state le sfide principali nella realizzazione di questa attività?

 

Direi che la prima sfida è stata quella della sensibilizzazione delle donne specialmente nelle aree rurali, ma comunque e stato un successo, in alcuni casi abbiamo terminato le attività molto tardi a causa del gran numero di pazienti presenti. Un altro problema è stato il breve periodo della campagna. La campagna ha attirato molte donne, che volevano essere sottoposte allo screening, con adeguate risorse avremmo potuto prolungarne la durata.

Nonostante ciò abbiamo dimostrato che è possibile fare molto. In sette giorni abbiamo visitato un numero di donne che corrisponde al 52% del totale di coloro esaminate a Blantyre in tutto il 2016.

 

D: Grazie, vuole aggiungere qualcosa al termine di questa intervista?

 

R: Si, vorrei, in particolare a nome delle donne che vivono nelle zone rurali, dire grazie alla Comunità di Sant’ Egidio per aver reso possibile questa campagna e avere allargato il campo di interesse di DREAM alla prevenzione del cancro nelle donne. Vorrei ringraziare anche i mass media per il ruolo svolto nell’ incoraggiare e mobilitare le donne. Sono grata anche alle istituzioni sanitarie pubbliche e tutti i donatori e gli operatori che hanno sostenuto le nostre attività.  E grazie anche a voi per questa intervista.

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