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Il primo orto comunitario a Machinjiri, in Malawi

Il 19 giugno 2017 presso il Centro Nutrizionale “Giovanni Paolo II” ha preso avvio il primo Orto di Comunità promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con Slow Food.

Il progetto è stato reso possibile dall’iniziativa delle Comunità di Sichem e di Efraim di Olgiate Olona (VA) che, il 29 aprile scorso, hanno organizzato, con la partecipazione di un biologo malawiano di DREAM, in Italia in quei giorni per un master di specializzazione, una serata di raccolta fondi dal titolo: “4000 polpette per il Malawi”.

La realizzazione di questo primo orto pilota nell’area di Machinjiri è una soluzione concreta e sostenibile per fronteggiare l’emergenza fame e le difficoltà economiche che hanno colpito numerose famiglie dell’area.

L’inizio di questa nuova avventura è stato sancito da un corso di formazione della durata di due giorni, tenuto da due rappresentanti di Slow Food in Malawi. Hanno partecipato 15 persone che, coltivando la terra, potranno sostentare le proprie famiglie e migliorare le proprie condizioni di vita.

Il primo giorno di corso sono stati esposti gli elementi teorici, il giorno successivo si è cominciato a predisporre il terreno per la semina.

La partnership tra la Comunità e Slow Food permetterà di raggiungere questo obiettivo di utilità sociale in un modo “Buono, Pulito e Giusto”, paradigma dell’associazione Slow Food che da anni lavora in Africa per lo sviluppo di orti con la campagna “10.000 orti in Africa”.

Particolare attenzione verrà data al mantenimento della biodiversità delle coltivazioni, valorizzando le specie di frutta e verdura locali ed evitando la monocoltura del mais, responsabile in parte del problema alimentare, in quanto necessita di molta acqua per crescere.
Non verranno inoltre utilizzati pesticidi chimici e semi OGM ma metodi naturali di concimazione e protezione delle piante e semi locali selezionati dalla pratica e dalla sapienza dei contadini maturata negli anni.

La squadra di “neo-contadini”, composta da persone con età ed esperienze di vita diverse,  si è messa all’opera con entusiasmo ed unità di intenti.
Il nome scelto per quest’orto è: “Mbeu kwa Ufulu”, (che significa: Semi di Libertà)

Libertà della terra da pesticidi, dai semi OGM; libertà delle donne e uomini di questo meraviglioso paese dalla fame e dall’assenza di speranza.

Semi di libertà che preparano un futuro migliore partendo da una grande ricchezza: la gente e la terra africana.

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