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Category Page: Convegni e conferenze

A Maputo il secondo workshop internazionale dei laboratori del programma DREAM

Si è concluso la scorsa settimana a Maputo il secondo workshop internazionale dei responsabili di laboratorio del programma DREAM in Africa. Il workshop ha visto coinvolti un gruppo di biologi e tecnici di laboratorio responsabili della gestione e dell’implementazione dei sistemi qualità in  otto tra i più grandi laboratori del programma DREAM. Lo scopo del workshop, finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana, è stato ancora una volta quello di confrontarsi, condividere sfide ed esperienze, trovare soluzioni comuni, per rendere il servizio dei laboratori sempre più efficiente ed efficace.

I diversi responsabili hanno tutti presentato il bilancio di attività del proprio laboratorio dell’ultimo anno, con particolare riguardo all’integrazione nelle reti nazionali e al lavoro svolto per ampliare sempre più il numero di centri di salute serviti, mantenendo tuttavia costante la qualità delle prestazioni e i tempi di risposta analitici. I responsabili dei sistemi qualità hanno potuto analizzare e confrontare i progressi compiuti in termini di implementazione della norma ISO15189 – 2012, traendo dall’esperienza dell’uno e dell’altro suggerimenti, esempi concreti e stimolo per continuare il lavoro. Tutti hanno tratto grande beneficio dall’incontrarsi di nuovo e dall’ascolto reciproco.

Il workshop ha segnato un’altra tappa nella costruzione di quella collaborazione e confronto aperta lo scorso anno a Blantyre, e che è continuata nel corso di tutto l’anno, attraverso contatti e confronti a distanza. Una tappa importante nella costituzione di una rete di professionisti sempre più in collaborazione, che scambia volentieri opinioni e consigli, e che rafforza la propria identità di sistema di eccellenza al servizio di tutti i malati, appartenenti ai centri DREAM ma anche ai tanti altri centri di salute pubblici che sempre più afferiscono ai laboratori DREAM, dove possono trovare garanzia di qualità e competenza crescenti.

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DREAM allo IAS 2017 a Parigi

DREAM è stato presente alla Conferenza della International AIDS Society 2017 a Parigi.

Il convegno ha visto riuniti oltre 6.000 professionisti impegnati in tutto il mondo nella lotta all’infezione da HIV. È stato espresso grande entusiasmo per i risultati ottenuti negli ultimi anni nel trattamento, con oltre il 50% delle persone con HIV in tutto il mondo che sono state messe in terapia. Un importante passo nel raggiungimento degli obiettivi del 90-90-90 stabiliti da UNAIDS per il 2020.

Ma nonostante questi dati positivi alcuni punti risultano ancora carenti, in particolare lo scarso accesso al trattamento antiretrovirale in Africa e in Europa dell’Est, la diffusione delle resistenze ai farmaci (particolarmente preoccupante soprattutto nei bambini), la “retention in care” e la cura delle “key population” (adolescenti, sex-workers, omosessuali, bambini).

Altri temi importati affrontati sono stati la co-infezione con tubercolosi e epatiti, la prevenzione materno-infantile e l’emergere di patologie croniche dell’invecchiamento nei pazienti con HIV.

DREAM ha portato il suo contributo con due lavori. Uno studio in Mozambico su algoritmi avanzati di diagnostica della tubercolosi e un poster sulla retention in Malawi: entrambi hanno raccolto molto interesse tra i ricercatori impegnati nel settore.

Nonostante i dati incoraggianti e il lavoro per la diffusione delle cure come quello di DREAM, la lotta all’infezione da HIV incontra sul suo cammino drammatici gap nell’accesso alla terapia nell’Africa sub-sahariana e la sfida enorme costituita dalla retention in care.

DREAM è sul campo ogni giorno combattendo insieme a tanti africani questa battaglia.

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Un convegno sul ruolo degli attivisti nella cura dell’AIDS

Venerdì 21 luglio si è svolto a Kinshasa, presso la sala del PNLS (Programma Nazionale di Lotta contro l’AIDS), un convegno dal titolo “Condivisione dell’esperienza degli attivisti del programma DREAM nella lotta contro l’HIV/AIDS”.

L’idea nasce dall’interesse sempre maggiore del Programma Nazionale, responsabile nel paese della presa in carico dei pazienti HIV, verso l’esperienza di DREAM, che presenta anche in RDC ottimi risultati di retention.  Dream da diversi anni ha inoltre avviato un importante lavoro di sensibilizzazione nei quartieri soprattutto periferici e di sostegno all’aderenza dei malati alle cure, grazie al prezioso apporto degli attivisti. Per iniziativa del PNLS sono stati quindi invitati tutti i maggiori attori  del settore, in particolare i responsabili della presa in carico psicosociale e del settore comunitario, i rappresentanti delle reti dei pazienti sieropositivi, i rappresentanti degli organismi intenzionali, tra cui i CDC, l’OMS. Di rilievo inoltre la presenza di Istituzioni che collaborano con i grandi fondi internazionali, quali Global Fund e PEPFAR e altre ONG come MSF, ICAP. Presenti anche i diversi  rappresentanti  dei molti centri di salute e maternità della zona sanitaria di N’Sele (Kinshasa), in cui è presente DREAM e che collaborano con il centro.

Fondamentale  al convegno la partecipazione di tutti gli attivisti e buona parte del personale del centro DREAM di Kinshasa.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati il contesto nel quale è nata e si inscrive la figura dell’attivista,  le caratteristiche salienti di quella che è divenuta a tutti gli effetti una importante figura professionale. Delineati poi i requisiti richiesti, la formazione di cui DREAM si fa carico, nonché i differenti aspetti in cui si inserisce il lavoro dell’attivista, e come si relaziona con il centro e il personale della struttura. Sono stati infine presentati i dati di attività, in particolare degli ultimi 2 anni, nei quali al lavoro dell’equipe medica si è affiancato il loro intervento. I risultati, anche se parziali e necessariamente ancora limitati nel tempo, hanno dimostrato l’ indispensabile contributo degli attivisti nel lavoro di sostegno alla retention; in particolare sono stati sottolineati, attraverso numerosi interventi ,  aspetti particolarmente problematici quali la presa in carico degli adolescenti, il rinforzo dell’aderenza,  la ricerca attiva dei pazienti “persi di vista” agli appuntamenti, ed il counselling e sostegno alle coppie sierodiscordanti. Altri ancora hanno spiegato il programma di “parrainage” nei confronti degli adolescenti, cioè di affiancamento stretto di uno di loro  ad un adolescente non aderente che abiti vicino. E’ una vera e propria sfida che cerca il coinvolgimento della famiglia, spesso fatta di nonni o zii, anch’essi in difficoltà, e lotta per la conquista della fiducia del ragazzo o ragazza. Al tempo stesso  è anche attivazione di reti di sostegno, fino alla copertura delle spese scolastiche, che ha consentito a una buona parte di questi ragazzi di riuscire ad essere aderenti e a raggiungere finalmente la soppressione della  carica virale.

Il rappresentante dell’OMS, dott. Nicolas NKIERE MASHENI,  ha voluto infine sottolineare come non si possa combattere la lotta contro l’AIDS e la tubercolosi, solo con la medicalizzazione della malattia, ma sia invece necessario avere un approccio globale del malato coinvolgendo gli attivisti che possono avere un grande ruolo per il successo della cura.

Il convegno si è concluso con le parole di sincero ringraziamento del direttore del  PNLS, Dott. Théodore ASSANI SALUBEZYA, che ha sottolineato l’importanza della particolare attenzione che il Programma  DREAM pone nella cura  dei bambini e degli adolescenti.

Gli attivisti, che per la prima volta a Kinshasa hanno pubblicamente preso posizione, difendendo il loro lavoro e il loro apporto, hanno oggi dimostrato ancora una volta che senza un’anima nessun programma, neppure di eccellenza, può raggiungere obiettivi di qualità.

Il  Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio, con i suoi importanti risultati, è l’esempio di come uomini e donne, liberati dallo stigma, sinceramente desiderosi di rendersi utili agli altri, ritrovata la dignità di un servizio qualificante, possono fare la differenza nella cura dell’AIDS e cambiare le società in cui vivono.

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Conferenza a Nairobi: Achieving 90-90-90 in Kenya: DREAM experiences in HIV care

In Kenya il Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio è presente dal 2005. Ad oggi oltre 7000 pazienti sono in assistenza in 7 centri di cura Nairobi e nella “eastern region”. Dall’inizio il NASCOP (National Aids Control Program) e il Ministero della salute del Kenya hanno appoggiato il Programma e l’azione sul campo nelle diverse contee. DREAM è stato chiamato a fare parte delle commissioni nazionali per la stesura delle linee guida della cura dell’HIV.  Da un anno il paese ha scelto la strategia del cosiddetto del 90 90 90. (90% dei pazienti testati, 90% in trattamento stabile e 90% con una carica virale non più rilevabile). A Nairobi il Programma DREAM è portato avanti grazie alla collaborazione con la Congregazione delle Figlie della Carità.

La Cooperazione Italiana da oltre 5 anni sostiene il programma in Kenya. Per sottolineare questi aspetti di collaborazione e il raggiungimento degli ottimi risultati si è svolta a Nairobi la Conferenza dal titolo “Achieving 90-90-90 in Kenya: DREAM experiences in HIV care and treatment. The role of partnership: challenges and results”

L’Ambasciatore Italiano e quello di Irlanda intervenuti alla conferenza hanno sottolineato come durante le loro visite al centro clinico hanno potuto constatare la qualità di trattamento e i chiari risultati dimostrando la validità e la solidità del programma, così come la presenza di partenariati di livello e di lunga durata.

Forte sostegno e grande riconoscimento da parte sia del NASCOP che dei rappresentati della contee che hanno ricordato e sottolineato come DREAM sia il partner di elezione sulla lotta della pandemia e per l’ottenimento di risultati di valore. Il Professor Palombi, Responsabile scientifico del Programma DREAM ha quindi analizzato i risultati sia dal punto di vista delle qualità che del raggiungimento degli obiettivi. Ha messo in evidenza come il modello di cura proposto possa veramente essere una proposta replicabile per il paese e garantire risultati tangibili.

A lui si è associata la rappresentante della Maryland University, partner da anni di DREAM in Kenya, mostrando come le analisi dei dati e le valutazioni fatte sul campo abbiano messo in evidenza come DREAM possa essere un modello valido anche per la formazione.

La conferenza ha quindi sottolineato come il lavoro di tanti anni del programma ha costituito un importante elemento di sviluppo e di sostegno al paese e ai malati che grazie alla capillare presenza anche in aree rurali e distanti dalle città, come succede nella “eastern region”, riescono ad accedere a servizi di alta qualità. Grazie DREAM, Asante sana!

La notizia sul sito dell’ Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

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DREAM partecipa a AIDS2016

Durban, Sudafrica. Il Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio a AIDS2016

20160719_142613Dopo 16 anni l’incontro biennale organizzato dall’International AIDS Society fa ritorno a Durban, Sudafrica.  La International AIDS Conference è uno degli incontri più importanti a livello globale per la lotta all’HIV/AIDS: 18.000 delegati da tutto il mondo tra scienziati, medici, ricercatori, policy makers,  ONG si stanno confrontando ad alto livello sui vari temi relativi alla lotta al virus.

Tra loro c’è anche il Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio, che ha presentato alcuni studi scientifici su temi di grande impatto epidemiologico condotti con i colleghi di DREAM in Malawi e in Mozambico, in collaborazione con diversi istituti internazionali (“Non-communicable chronic diseases in HIV-infected patients in Malawi and the impact of antiretroviral therapy”, “TB diagnosis with combined point-of-care tests in HIV+ patients in Mozambique”, “Consequences of an adherence support program and genotypic resistance testing for second-line ART eligibility”, “Growth patterns of African breastfed children exposed to maternal combination antiretrovirals (cART) pre and postnatally”).

DREAM ha inoltre partecipato alla pre-conference sulla tubercolosi presentando dei dati relativi al lavoro di ricerca per l’individuazione di strategie ottimali per la diagnosi della TB nei pazienti con HIV (ancora oggi una sfida spesso irrisolta in Africa), suscitando grande interesse negli esperti del settore.

Inoltre DREAM è stato invitato a parlare alla pre-conference organizzata da Caritas, Catholic HIV & AIDS Network, Cathca, Cabrini Ministries and Southern African Catholic Bishops’Conference; DREAM è stato presentato come una buona pratica e un modello replicabile per ottenere un servizio efficace di cura dell’HIV/AIDS in Africa; inoltre è stato sottolineato quanto DREAM rappresenti un grande sostegno ai ministeri della salute dei paesi in cui opera.

L’incontro di Durban è un momento alto di condivisione delle esperienze e delle buone pratiche in modo da accelerare il passo verso l’eliminazione del virus. Il segretario generale delle Nazioni Unite aprendo l’incontro ha dichiarato: “L’appello è che Durban 2016 segni l’impegno per una nuova era nella quale portiamo a termine quanto iniziato”. Il Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio ancora una volta porta la sua lunga ed efficace esperienza a servizio di questa sfida.

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AIDS: Mario Giro all’ONU presenta il programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio

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Prevenzione e visione di lungo periodo è la chiave della strategia

NEW YORK, 9 Giugno – Un sogno contro un incubo. Con Pacem Kawonga, una donna del Malawi testimonial delle campagne contro l’Aids in Africa, il programma ‘Dream’ della Comunità di Sant’Egidio sbarca all’Onu nei giorni del vertice ad alto livello al Palazzo di Vetro sulla lotta all’Aids . “E’ un’esempio di visione a lungo termine contro la tendenza a concentrarci solo sul breve periodo“, ha detto il vice ministro degli Esteri Mario Giro intervenendo all’evento collaterale organizzato dalle missioni di Italia, Germania, Kenya e Malawi. Nato nel 2002, grazie al contributo di donatori pubblici e privati, Dream continua a fornire cure di eccellenza e gratuite a più di 300.000 malati in 10 paesi africani e, con la somministrazione della terapia alle donne in gravidanza, previene il contagio nei bambini. “Da un lato ci servono più risorse, dall’altro servono esempi di partnership come questo in vista di un più efficiente modello di cooperazione” ha detto Giro. Pacem Kawonga, una delle prima pazienti sieropositive accolte dal primo centro Dream aperto in Malawi, ha portato al seminario la sua esperienza di donna sana, madre di due bambini sani e che da anni dedica la sua vita ad aiutare migliaia di donne nelle sue condizioni. Giro ha sottolineato la necessità di guardare a prevenzione e cura in modo integrato: “Un altro elemento chiave della strategia“. Appoggiando l’approccio che per ogni dollaro speso in medicine ne deve essere speso un altro per prevenire, puntando su capitale umano e formazione, il viceministro ha sottolineato l’importanza di puntare alle categorie più vulnerabili: profughi, migranti, detenuti, ‘lavoratori sessuali’. Quanto al fondo globale di lotta all’Aids, “l’Italia è tornata. Sono pronti altri 40 milioni di dollari in sostegno e non ci fermiamo“, ha detto Giro, annunciando la convocazione di una conferenza a Roma il 27 giugno: servirà a creare slancio in vista della conferenza dei donatori di Montreal in settembre quando verrà definito il prossimo impegno italiano per il triennio 2017-2019: “Siamo tornati tra i grandi contributori nel 2014 con un impegno triennale di 100 milioni di Euro per salvare 17 milioni di vite umane e a Montreal ci sarà un aumento“. (ANSA)

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