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Category Page: Corsi di formazione

Qualità nella diagnostica e nelle cure. L’impegno di DREAM per la formazione in Camerun

Nel 2016 il Camerun ha adottato la strategia “test and treat” per mettere fine all’epidemia di AIDS nel paese e, nello stesso tempo, ha scelto di estendere a tutta la popolazione sieropositiva l’accesso alla carica virale, esame fondamentale per misurare il successo del trattamento. I due laboratori DREAM di Dschang e Yaounde, realizzati dalla Comunità di Sant’Egidio, fanno parte della rete di 10 laboratori a cui tutti i centri di salute del paese faranno riferimento per effettuare la carica virale. Si tratta di un esame sofisticato che necessita di elevati livelli di precisione e qualità. Proprio per potenziare il sistema laboratori, DREAM ha organizzato a Dschang un corso di formazione dal titolo “Introduzione di un sistema di qualità nel laboratorio clinico”, a cui hanno partecipato biologi e tecnici di 18 centri di salute ed ospedali della regione Ovest del Camerun. Il corso, che si è svolto dal 23 al 25 novembre, ha alternato sessioni teoriche a sessioni pratiche nel laboratorio DREAM di Dschang ed è stato caratterizzato da grande partecipazione e voglia di migliorare lo standard delle strutture dove ognuno operava.
Una delegazione della Comunità di Sant’Egidio ha poi incontrato il Ministro della Salute del Camerun ed ha espresso la disponibilità di accrescere la collaborazione per continuare a sostenere lo sforzo del paese nella lotta alla malattia.

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Il programma DREAM all’Università del Piemonte Orientale. “La gestione dell’infezione da HIV in Malawi: il ruolo della diagnostica molecolare”

IMG-20160630-WA0002Il programma DREAM fin dall’inizio ha ritenuto necessario l’utilizzo della diagnostica e del monitoraggio di laboratorio per assicurare ai suoi pazienti cure di qualità. E’ stato il primo programma in Africa ad aprire e utilizzare per routine laboratori di biologia molecolare e, solamente in Mozambico e in Malawi, i laboratori DREAM hanno eseguito fino ad ora più di mezzo milione di cariche virali.

Con 300.000 persone assistite, di cui le prime in trattamento da circa 15 anni, nuove sfide si sono poste, tra le quali la necessità di studiare le farmacoresistenze di HIV. Per questo, in collaborazione con varie istituzioni ed enti di ricerca, DREAM è impegnato nello studio delle farmacoresistenze, nella descrizione di mutazioni e polimorfismi presenti, anche in considerazione dei vari sottotipi circolanti nelle aree dove DREAM lavora, ed è anche impegnato nello sviluppo di un metodo diagnostico sostenibile e adatto alle necessità locali.

IMG-20160630-WA0007A questo proposito, si è svolto durante il mese di giugno a Novara, in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale (UPO) e la scuola di dottorato in biotecnologie mediche, un periodo di formazione e ricerca operativa, che ha visto impegnato nel progetto il biologo Richard Luhanga, Country Director dei laboratori DREAM in Malawi. La sua presenza è stata inoltre l’occasione per un seminario di presentazione della situazione dell’HIV AIDS in Malawi, con particolare riguardo al ruolo dei laboratori di biologia molecolare, e l’opportunità di spiegare come, anche con l’aiuto del programma DREAM, il Malawi sta provando a fare fronte all’epidemia.

Grazie alla disponibilità di molti all’interno dell’Università e dei laboratori, ma anche di sostenitori locali che hanno sostenuto economicamente la realizzazione dello stage, lavoriamo per rendere accessibile un test che sempre di più dovrà essere utilizzato anche in Africa per la migliore gestione del paziente HIV in trattamento.2016-07-09_161039

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A Roma per la Salute Globale!

Aggiornamento per operatori sanitari DREAM da 6 paesi africani

corso-dream-06-2016Si è concluso a Roma “Approccio globale alla salute”, il corso del programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio che ha coinvolto 32 partecipanti da 6 paesi, Camerun, Tanzania, Mozambico, Kenya, Nigeria e Congo RDC. Le lezioni si sono svolte nella sede operativa del programma DREAM a Roma, in un’aula gremita di clinici che lavorano nei centri DREAM gestiti dalle Figlie della Carità nei 6 paesi. I temi principali del corso hanno riguardato approfondimenti sul nuovo approccio del programma DREAM alla salute, teso a fornire servizi sanitari completi alle persone con HIV/AIDS che sono arruolate nel programma sanitario. Non più solo terapia antiretrovirale, ma anche diagnosi e trattamento della tubercolosi, prevenzione delle malattie cardiovascolari, diabete e altre malattie non trasmissibili come i tumori.  In cattedra, professori universitari e medici specialisti di diverse università e ospedali di tutta Italia, di cui alcuni collaborano stabilmente con l’ONLUS GHT, mettendo a disposizione le loro conoscenze e la loro esperienza per offrire consulenze ai medici africani su casi riguardanti diverse specialità. I temi del corso sono stati in particolare: la coinfezione HIV –tubercolosi e HIV- epatite, la resistenza ai farmaci antiretrovirali, patologie dermatologiche e neurologiche e altro ancora.

Il corso è stata anche un’occasione per confrontare le diverse realtà del programma DREAM nei 6 paesi di provenienza dei partecipanti. Interessanti i momenti in cui i partecipanti rispondevano alle domande di colleghi con la loro esperienza sul campo, portando casi clinici concreti e proponendo soluzioni sperimentate.

Ogni giornata si è conclusa con la visita ai servizi che la Comunità di Sant’Egidio offre ai migranti, ai senza tetto, agli anziani e ai poveri, interventi a supporto dei più vulnerabili che sono portati avanti a Roma grazie all’impegno di centinaia di volontari.

Realizzare un corso per più di 30 persone, provenienti da 6 paesi africani ha richiesto un grande sforzo organizzativo ed ha ricevuto il supporto finanziario di diversi donatori, tra cui Fondation Assistance Internationale (FAI), Fondazione Generali e Cooperazione Italiana.

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DREAM 2.0, L’approccio globale alla salute

Iniziano oggi a Maputo, in Mozambico, i lavori del Corso di formazione panafricano organizzato dal programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio e dalla Global Health Telemedicine in collaborazione con il Ministero della Salute Mozambicano, dal titolo Disease Relief through Excellent and Advanced Means: “DREAM 2.0 – The global approach to health”.

2016-02-15_intestazioneUn corso rivolto ad operatori sanitari (medici, infermieri, tecnici di salute, medical officers) provenienti da centri sanitari pubblici e privati di 11 paesi africani (Camerun, Repubblica Centroafricana, Repubblica di Guinea, Kenya, Malawi, Mozambico, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Swaziland, Tanzania, Togo).
Le lezioni saranno tenute da specialisti europei e mozambicani provenienti dai principali centri clinici e universitari dei rispettivi paesi.
Un corso di formazione internazionale, espressione della globalizzazione che ci rende di fatto sempre più connessi e interdipendenti. Ma, se l’intensità delle migrazioni, dei commerci e delle comunicazioni è in costante aumento, in molti paesi, specie se guardiamo all’Africa, l’accessibilità alle cure è ancora un privilegio per pochi.

Anche per questo il rafforzamento dei singoli sistemi sanitari rappresenta un tema prioritario nell’agenda di sviluppo per i paesi più poveri ed è un punto chiave per il raggiungimento dei Sustainable Developent Goals fissati dall’Assemblea Generale dell’ONU (No poverty, Zero hunger, Good Health and well being…).
Il lavoro di DREAM in questi anni ha mostrato come gli investimenti nella cura dell’AIDS hanno avuto un impatto enorme sui sistemi sanitari. Oggi DREAM è un modello di contrasto non solo all’HIV/AIDS, ma anche ad altre malattie infettive e patologie croniche che si stanno diffondendo sempre più nei paesi del sud del mondo. Per combattere questa battaglia non bastano i farmaci ma c’è bisogno soprattutto di formazione e sostegno da parte di tanti.

20160215_corso_maputo_1I docenti del corso di formazione provengono da diverse realtà italiane e mozambicane che rappresentano l’eccellenza clinica in particolari campi: l’Istituto Besta di Milano per la neurologia, il Dipartimento di Biotecnologie Mediche dell’Università di Siena per l’infettivologia, L’Ospedale San Giovanni di Roma per la telemedicina, il Dipartimento Cardiovascolare e dei Trapianti dell’Ospedale S. Camillo per la cardiologia, l’Unità Operativa aziendale ASL Romagna per la dermatologia e il programma DREAM del Mozambico, solo per citarne alcune.

Il programma delle lezioni affronterà diverse tematiche quali: HIV, resistenze e nuove terapie; tubercolosi; ipertensione e patologie cardiovascolari, elettrocardiografia e terapia medica delle principali cardiopatie; diagnostica radiologica ed ecografica; salute materno-infantile; dermatologia; neuropatie ed epilessie.

Durante il corso di formazione verranno discussi diversi casi clinici, alcuni dei quali sono stati oggetto di teleconsulti tra l’Africa e l’Europa. La piattaforma informatica realizzata da BS Innova e implementata dalla Global Health Telemedicine ha infatti realizzato una rete di 13 centri africani che usufruiscono di un innovativo servizio di teleconsulto multidisciplinare. Ad oggi sono attive ben 13 discipline mediche a cui rispondono un’ottantina di professionisti volontari europei.

E’ forse uno dei primi modelli di globalizzazione della sanità sostenuto anche dalla SIT, Società Italiana di telemedicina e sanità elettronica.

I servizi realizzati del programma DREAM e il corso di formazione sono resi possibili grazie al contributo concreto della Conferenza Episcopale Italiana, dalla Fondation Assistance International e dalla Cooperazione Svizzera.

Il corso si concluderà con una settimana di esperienza clinica e lezioni di semeiotica pratica nei centri clinici DREAM di Maputo.

In collaborazione con:

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Approfondimenti su:

dream.santegidio.org

www.ghtelemedicine.org

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Inaugurato il corso di formazione DREAM ad Arusha in Tanzania

FullSizeRenderGli ultimi 5 anni hanno visto grandi mutamenti nel campo della lotta all’AIDS: il trattamento farmacologico ha raggiunto 12 milioni di persone nei paesi a risorse limitate, la mortalità è nettamente diminuita e, negli ultimi anni, ha cominciato a diminuire anche l’incidenza. Ma come colmare il divario fra aspettativa di vita e salute delle persone con HIV nei paesi africani? Quali strategie occorre attuare affinché gli strumenti che abbiamo a disposizione, come la terapia antiretrovirale, siano pienamente utilizzate sfruttando tutte le loro potenzialità? E ancora: quali terapie usare in caso di fallimento della seconda linea terapeutica, come migliorare il circuito della diagnosi precoce, come garantire ai pazienti un accesso alle cure duraturo nel tempo? Sono questi gli argomenti e le domande sollevate dal corso di formazione“ DREAM a model of HIV/ AIDS  Treatment” che si è aperto oggi ad Arusha in Tanzania, grazie ai fondi della CEI, nell’ambito dei progetti per il terzo Mondo finanziati con i fondi dell’ otto per mille.

IMG_1378Il monte Kilimangiaro che domina dall’alto, ha salutato  le differenti  equipe  provenienti da tutta la Tanzania che hanno fatto viaggi molto lunghi per partecipare a questa settimana di formazione . Numerosi appartengono a congregazioni religiose operanti nei centri di salute del Paese, altri sono operatori sanitari di strutture  governative.

La cura dell’AIDS costituisce ancora una grande sfida in Tanzania e richiede  una risposta articolata e professionale per garantire  sistemi di cura solidi e di qualità. DREAM è presente nel paese da molti anni: dal 2003 è iniziata una prima collaborazione ad Iringa  che ha poi determinato la decisione di offrire al territorio più colpito dalla pandemia un centro clinico per la cura e la prevenzione dell’HIV, Tubercolosi e Malaria.

Da allora una rete di collaborazioni si è intessuta attorno a quel centro che è stato inaugurato dal Presidente Kikwete.

DSC02474Ad Arusha , nel 2008, è stato inaugurato  un nuovo centro DREAM con annesso laboratorio di biologia molecolare;   qualche anno fa anche nel nord del Paese, a Masanga,  è stato aperto un centro di cura DREAM gestito dalla Congregazione delle Figlie della Carità.

Una crescente domanda di replicazione e di supporto del programma DREAM ha spinto ad organizzare un nuovo appuntamento che vede riuniti professionisti della salute, che desiderano approfondire le proprie conoscenze e condividere le esperienze di questi anni, con un grande desiderio di conoscere di più e di specializzarsi.

La presenza dell’  RMO di Arusha , dr.ssa Frida Mokiti ha voluto sottolineare  la partecipazione e il supporto delle autorità tanzane al programma DREAM, verso cui  ci sono grandi aspettative e riconoscenza per quanto realizzato.

Il Provinciale degli Spiritani , padre Amandus, ha poi espresso la grande gioia di condividere da anni con la Comunità questa felice esperienza di cura auspicando che questa cresca sempre più.

Karibu DREAM, Benvenuto DREAM! !

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Salute globale, formazione e telemedicina nell’Africa sub-Sahariana

Global health: a strategy to enhance patient care. Blantyre, Malawi. 17-21 novembre 2014.

Cardiologia, neurologia, angiologia, chirurgia, epatologia, radiologia, malattie infettive con una particolare attenzione all’epidemia di Ebola, ma anche comuni patologie croniche in aumento anche nell’Africa sub-Sahariana che spesso sono ignorate, non diagnosticate e quindi non trattate.  Di tutto questo si è parlato a Blantyre in Malawi, grazie ad un corso multi specialistico al quale hanno partecipato medici del Malawi, della Tanzania, del Kenia e del Mozambico, organizzato dal Programma Dream della Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con GHT-Onlus  (Global Health Telemedicine). DREAM che è diffuso in 10 paesi africani, cura 250.000 pazienti affetti da HIV/AIDS ed ha permesso fino ad oggi a circa 26.000 bambini di nascere sani da madre HIV positiva. In Malawi è presente con 13 centri di cura,  3 laboratori di analisi e supporta 24 maternità del ministero della salute con il programma di prevenzione verticale per HIV.

In cattedra un piccolo drappello di specialisti italiani: cardiologi, neurologi, infettivologi, internisti, epatologi, dermatologi, angiologi e radiologi che hanno portato le loro conoscenze ed esperienze a 50 colleghi dell’Africa sub-sahariana. All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco di Blantyre e dirigenti del Ministero della salute Malawiano e della National Aids Commission.

Grazie alla partnership tra DREAM e GHT e’stato possibile in questo ultimo anno installare  8 Centri di Telemedicina in Malawi, Tanzania e Mozambico; da questi paesi giungono via web richieste di teleconsulto e di refertazione di ECG. Le risposte sono rapide e soprattutto simulano un centro diagnostico e terapeutico europeo. Dai Centri di Telemedicina è inviata una sintetica descrizione del paziente, della sua storia clinica e del suo esame obiettivo, l’elettrocardiogramma, i valori di pressione, frequenza cardiaca e ossigenazione del sangue e, se necessario e possibile, delle sue analisi del sangue.

Lo specialista attivato immagina un paziente reale innanzi a sé e fornisce le risposte richieste, tenendo presenti i limiti locali sulla disponibilità degli strumenti diagnostici e dei farmaci.

Dai Centri di Telemedicina in pochi mesi sono giunti oltre 1200 teleconsulti, realizzando  un network che ha portato le “nostre” quotidiane conoscenze ed abitudini terapeutiche molto lontano.

Al termine del Corso, realizzato grazie anche a fondi di GHT e della CEI, saranno inaugurati 2 nuovi Centri di Telemedicina, uno a Blantyre, finanziato dalla Onlus “Nico i frutti del chicco” ed un secondo a Balaka, sempre in Malawi, dando prova così che un nuovo modello di cooperazione è possibile, ad alto impatto ed a basso costo. Un’alleanza Nord e Sud che schiude  al  futuro di una sanità migliore per l’Africa.

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