• Via di San Gallicano, Rome, Italy
  • (39) 06 8992225
  • dream@santegidio.org

Category Page: Malawi

Il lavoro di DREAM con gli adolescenti in Malawi

È un caldo lunedì di ottobre e Ak. si allontana dal suo quartiere sorridendo, salutando tutti i suoi conoscenti e gridando: “Vado a scuola! Evviva! Vado in una boarding school!”. Ivy e Maureen sono andati a prenderlo al mattino presto per accompagnarlo in una scuola residenziale che una famiglia italiana ha deciso di pagare per lui. Ak. ancora non riesce a crederci; fino allo scorso anno non riusciva a frequentare la scuola, non aveva nulla da mangiare, non aveva soldi per pagare il trasporto e raggiungere il centro DREAM…

Lui è uno dei tanti adolescenti in cura presso i centri DREAM e Ivy e Maureen, da più di un anno, avevano notato che il suo trattamento non era più efficace, non prendeva bene le medicine, non rispettava gli appuntamenti e perciò si erano dedicate a capire meglio la sua situazione. Orfano di padre, abbandonato dalla madre affetta da seri problemi psichici, per un periodo ha abitato con una zia ma poi è stato allontanato con l’accusa di essere un bambino stregone e di aver causato la morte del padre. È così diventato uno dei tanti bambini di strada che affollano i centri urbani del Malawi. Con l’aiuto degli operatori di DREAM sono stati fatti numerosi tentativi di reinserirlo nella casa di alcuni parenti ma dopo qualche mese veniva di nuovo cacciato via, sospettato di essere il responsabile della cattiva sorte in famiglia, delle piogge scarse, delle malattie o dei problemi economici. Qualcuno gli diceva apertamente: “è meglio che muori e finisci al cimitero con tuo padre”.

Maureen, una delle coordinatrici del centro DREAM di Blantyre, non ha mai smesso di cercare soluzioni, trova l’appoggio di  suor. Matilde che comincia ad aiutarlo: gli passa qualcosa da mangiare alla fine delle lezioni e qualche volta lo accompagna a far le visite e prendere le medicine.  I teen agers sono tra i pazienti più problematici e spesso, dopo un successo iniziale nell’età dell’infanzia, la terapia non dà più i risultati sperati a causa della scarsa aderenza.

Nei centri DREAM in Malawi ci sono quasi mille adolescenti in cura, molti sono orfani ma anche nei casi in cui ci sono famiglie presenti e attente non è semplice convincerli a prendere regolarmente la terapia.  L’adolescenza è un’età difficile a tutte le latitudini, si comincia a prendere coscienza di sé, si progetta il futuro e non è facile farlo quando la propria vita è segnata dall’AIDS contratta alla nascita. Tante sono le domande che si affollano nella mente dei ragazzi, come sarà la mia vita? Potrò sposarmi, Avere dei figli? A che serve studiare se sono malato? Dovrò prendere la terapia per tutta la vita? Questioni complesse da affrontare persino per un adulto e che diventano insormontabili per un adolescente specialmente se non ha una stabilità affettiva e sociale che lo circonda.

Spesso i genitori o i parenti sono in difficoltà, non sanno come comunicare ai figli, che sono sieropositivi. Talvolta le mamme si sentono colpevoli di aver trasmesso il virus ai propri figli e sfuggono, per ignoranza o senso di inadeguatezza, il momento in cui parlare con franchezza e spiegare le ragioni dell’assunzione quotidiana della terapia. Fino a quando si tratta di bambini piccoli la gestione è più semplice, basta una scusa, ad esempio dire “…queste sono medicine per l’anemia…” o “…per prevenire la malaria…”ma con gli adolescenti è più difficile. Sovente i ragazzi vengono a sapere per caso il loro problema, magari da un compagno di scuola, che si accorge delle regolari e frequenti assenze per andare a prendere le medicine e comincia a prenderli in giro.

L’aderenza al trattamento per gli adolescenti è una sfida aperta in tutti i paesi dove l’HIV è endemico e per questo motivo negli ultimi anni nei centri DREAM del Malawi è iniziata una approfondita riflessione sulla condizione degli adolescenti sieropositivi per poter meglio sostenere questi giovani pazienti.

Dopo alcune lezioni con il personale sulle caratteristiche dell’età adolescenziale, è stata effettuata un’analisi specifica di tutti i pazienti tra i 10 e i 17 anni. Si è poi indagato per ciascuno se erano stati informati e con quali modalità del proprio status e in riunioni successive sono stati aiutati e istruiti i genitori, o gli adulti di riferimento, su come comunicare la diagnosi ai propri figli.

Ad esempio, raccontare che al tempo della gravidanza l’accesso universale al trattamento non era disponibile e sottolineare che comunque i genitori si sono sempre presi cura dei figli, portandoli all’ospedale per la terapia e aiutandoli a crescere, ha contribuito a ricostruire un rapporto di fiducia tra adulti e ragazzi.

Per i casi più difficili, che mostravano carica virale in risalita dopo anni che questi bambini godevano di buona salute e prendevano correttamente la terapia, è stato deciso un intervento mirato con l’affiancamento di un attivista come punto di riferimento e sono state predisposte frequenti visite domiciliari di supporto per tutta la famiglia.

Sono poi iniziati i “sabati per gli adolescenti”, parte del personale socio sanitario dei centri DREAM, su base volontaria, ha deciso di dedicare l’ultimo sabato del mese all’apertura del centro dedicando così un giorno speciale di attività  ai teen agers. Avere un giorno riservato ai giovani ha avuto un effetto molto positivo, per i ragazzi non era più necessario perdere un giorno di scuola (il sabato non ci sono lezioni) ed essere circondati da coetanei ha reso il centro più accogliente e “su misura” per loro.  I centri il sabato cambiano volto: centinaia di ragazzi e ragazze se ne “impadroniscono”. Dalla mattina presto fino all’orario di chiusura è possibile vedere ragazzi che giocano a scacchi, a pallone, chiacchierano fra di loro, partecipano agli incontri di educazione sanitaria preparati dal personale e fanno merenda insieme.

Appartenere ad un gruppo, fatto così determinate in questa fase della crescita, da forza, coraggio, entusiasmo e voglia di vivere. Talvolta sono invitati a partecipare al sabato anche ragazzi più grandi che sono stati adolescenti di DREAM e che sono un esempio di storie di successo sociale e terapeutico, come G e F che si sono da poco sposati, G lavora come elettricista in una importante azienda del paese.

Con il moltiplicarsi dei sabati di DREAM sempre più ragazzi e ragazze hanno ricominciato a venire al centro, anche quando non avevano appuntamenti fissati. Hanno acquisito la consapevolezza di non essere soli ad affrontare la difficile condizione di sieropositività e sono nate tante belle amicizie. Questo gruppo ha anche favorito il recupero dei giovani con le situazioni sociali più disagiate come Ak.

Dall’essere insieme, far parte di un gruppo, di una famiglia in cui sentirsi accolti, fa maturare nuove idee e occasioni di amicizia, come quella proposta da T e R. che tanto desideravano fare una gita per vedere gli animali della savana che popolano il Malawi. E così… autotassazione per alcuni mesi per pagarsi il trasporto fino al parco di Chickwawa nel sud del paese… preparazioni di sandwich per un pranzo comune… un aiuto per ottenere un ingresso al parco a tariffa agevolata e… il 4 novembre 75 ragazzi sono andati in gita insieme alla scoperta del loro paese che certamente domani sarà un paese migliore, grazie anche al loro contributo per la costruzione di una società più umana e inclusiva.

 

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Malawi 24 – Women urged to go for cervical cancer screening

BY CHIKONDI MAGALASI ON NOV 06, 2017 (Malawi 24)

Women around Phalombe district have been told the importance of going for screening for cervical cancer, which is one of the deadliest diseases in the world.

A week long campaign has been launched in the district and is expected to run from 6th to 10th November 2017 with support from Disease Relief through Excellent and Advanced Means (DREAM).

Hawa Sangare: It is important for women to go for screening

The organization’s National Coordinator for Cervical Cancer Dr Hawa Mamary Sangare told Malawi24 on Saturday during the launch at Nazombe Primary School ground that it is important for women to go for screening since cervical cancer is a dangerous diseases.

“It is alarming in all the districts here in Malawi, we saw that there is need to go step by step and here in Phalombe we are helping the district health office to screen women,” she said.

Meanwhile, Phalombe District Health Officer (DHO) Ketwin Kondowe has said they are expecting to screen many women during the campaign.

“We are very optimistic that more women during the campaign will be screened in all the eight centres we have put in place.

“Cervical cancer kills but if the woman is screened earlier and she has signs and symptoms of it then she can be helped in time,” said Kondowe.

Meanwhile, Senior Chief Nazombe has commended DREAM for the initiative saying this will help women not only from his area but most parts of the district to know their health status.

“Let me thank DREAM for coming up with this initiative on screening cervical cancer, our women here will really be helped,” she told this publication.

Nazombe then asked women to flock to the centres in large numbers during or after the campaign since this is very vital to their daily lives.

In Phalombe the campaign will be done in centres within three Traditional Authorities namely; Nkhulambe, Jenala and Nazombe. Women in the reproductive age group of 15-45 are those expected to go for screening in the selected health centres. DREAM is a global health care which aims to lessen non-communicable and communicable diseases.

 

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

DREAM OPEN DAY in Malawi

Il ruolo della diagnostica di laboratorio nella gestione dell’HIV e della comorbidità nell’era degli obiettivi globali 90-90-90

Nel mese di Agosto si è svolto il primo open day del centro DREAM “Elard Alumando” a Mandala, Blantyre alla presenza del ministro della salute del Malawi Atupele Muluzi e di tanti partner e collaboratori del programma DREAM in Malawi.

La giornata è stata l’occasione di presentare a tutti gli stakeholders del programma DREAM le sue attività principali, le risorse di cui dispone, sia in termini di equipaggiamenti che di risorse umane, che può mettere al servizio del paese e dei partner e i risultati che il programma intende raggiungere nel prossimo futuro.

DREAM da tanti anni opera in Malawi, soprattutto nella lotta all’HIV AIDS, e recentemente ha allargato il suo campo d’azione ad altre malattie quali le malattie cardio vascolari, il cancro delle cervice uterina, la diagnosi e cura della tubercolosi, le epatiti, altre non –communicable diseases.

Con l’evento di Agosto si è voluto mostrare come il programma può contribuire allo sforzo che tutto il paese sta compiendo per migliorare la salute dei propri cittadini. Al tempo stesso l’evento è stato l’occasione per informare i partecipanti e avviare un dibattito pubblico su alcune tematiche particolari quali il ruolo del laboratori nella strategia 90-90-90, il tema delle resistenze all’HIV e il ruolo dei laboratori nella cura delle epatiti.

DREAM, nei suoi 12 anni di attività in Malawi, ha contribuito in diversi modi alla lotta all’AIDS, ma uno dei suoi contributi fondamentali è stato lo sviluppo di un network di laboratori di biologia molecolare. Pertanto al centro dell’evento è stato il tema della diagnostica e sul suo ruolo nell’affrontare le sfide aperte. Per questo tutti gli ospiti hanno mostrato un grande interesse durante la visita al laboratorio, guidata dal suo responsabile il dott. Richard Luhanga.

Il neo ministro della salute, in una delle sue prime visite ufficiali alle strutture sanitarie del paese, ha apprezzato particolarmente il fatto che l’evento, svoltosi in un centro di salute e non in una sala conferenze, ha permesso l’incontro umano con lo staff del programma, non solo il personale sanitario come tecnici di laboratorio, medici e infermieri, ma anche i pazienti e le expert clients, cuore pulsante delle attività di DREAM. Nel suo discorso di saluto ha inoltre ribadito la volontà del paese di rimanere leader nell’innovazione, e di farlo insieme a partner come la Comunità di Sant’Egidio e il programma DREAM.

L’evento è stato anche una preziosa occasione per rafforzare il rapporto con le principali organizzazioni impegnate nel settore sanitario come UNAIDS, UNICEF, i CDC, la Clinton Health Access Inititative e cooperazioni nazionali di diversi paesi.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Il primo orto comunitario a Machinjiri, in Malawi

Il 19 giugno 2017 presso il Centro Nutrizionale “Giovanni Paolo II” ha preso avvio il primo Orto di Comunità promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con Slow Food.

Il progetto è stato reso possibile dall’iniziativa delle Comunità di Sichem e di Efraim di Olgiate Olona (VA) che, il 29 aprile scorso, hanno organizzato, con la partecipazione di un biologo malawiano di DREAM, in Italia in quei giorni per un master di specializzazione, una serata di raccolta fondi dal titolo: “4000 polpette per il Malawi”.

La realizzazione di questo primo orto pilota nell’area di Machinjiri è una soluzione concreta e sostenibile per fronteggiare l’emergenza fame e le difficoltà economiche che hanno colpito numerose famiglie dell’area.

L’inizio di questa nuova avventura è stato sancito da un corso di formazione della durata di due giorni, tenuto da due rappresentanti di Slow Food in Malawi. Hanno partecipato 15 persone che, coltivando la terra, potranno sostentare le proprie famiglie e migliorare le proprie condizioni di vita.

Il primo giorno di corso sono stati esposti gli elementi teorici, il giorno successivo si è cominciato a predisporre il terreno per la semina.

La partnership tra la Comunità e Slow Food permetterà di raggiungere questo obiettivo di utilità sociale in un modo “Buono, Pulito e Giusto”, paradigma dell’associazione Slow Food che da anni lavora in Africa per lo sviluppo di orti con la campagna “10.000 orti in Africa”.

Particolare attenzione verrà data al mantenimento della biodiversità delle coltivazioni, valorizzando le specie di frutta e verdura locali ed evitando la monocoltura del mais, responsabile in parte del problema alimentare, in quanto necessita di molta acqua per crescere.
Non verranno inoltre utilizzati pesticidi chimici e semi OGM ma metodi naturali di concimazione e protezione delle piante e semi locali selezionati dalla pratica e dalla sapienza dei contadini maturata negli anni.

La squadra di “neo-contadini”, composta da persone con età ed esperienze di vita diverse,  si è messa all’opera con entusiasmo ed unità di intenti.
Il nome scelto per quest’orto è: “Mbeu kwa Ufulu”, (che significa: Semi di Libertà)

Libertà della terra da pesticidi, dai semi OGM; libertà delle donne e uomini di questo meraviglioso paese dalla fame e dall’assenza di speranza.

Semi di libertà che preparano un futuro migliore partendo da una grande ricchezza: la gente e la terra africana.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

DREAM 2.0: Prevenzione e cura del tumore della cervice uterina

Intervista con la Dottoressa Hawa Sangarè Mamary, Coordinatore Nazionale per la Prevenzione e Cura del Tumore della Cervice Uterina per i centri DREAM della Comunità di Sant’Egidio in Malawi.

 

Dal 20 al 27 aprile si è svolta in Malawi, nel distretto di Blantyre, una campagna per la prevenzione e la cura dei tumori della cervice uterina. L’evento ha avuto un ampio eco tra la popolazione locale e sui mass media.

Incontriamo la Dottoressa Hawa per farci raccontare come si è svolta l’iniziativa e per farci spiegare quali sono i risultati ottenuti e le sfide per il futuro.

Il cancro della cervice uterina è un tipo di tumore molto diffuso in Africa, in particolare tra le donne sieropositive e che si può prevenire con l’utilizzo del vaccino (di routine nei paesi occidentali, ma non ancora diffuso nei paesi in via di sviluppo a causa dei costi) e che si può facilmente curare se la diagnosi viene effettuata per tempo, diagnosi che si può fare grazie ad uno screening di semplice esecuzione.

 

D: Buongiorno, si può presentare brevemente e dirci quale è il suo ruolo nel Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio ?

 

Dr. Hawa Sangarè

R: Mi chiamo Sangare Hawa Mamary, sono un medico e lavoro con il programma DREAM in Malawi dal 2010 presso il centro Elard Alumando di Blantyre.

Nel mio lavoro a DREAM mi occupo di molte cose: visito e curo i pazienti HIV positivi, in particolare sono responsabile del programma di prevenzione verticale per prevenire la trasmissione del virus HIV da mamma a bambino (PMTCT) e mi dedico alle donne incinta e ai loro figli nati nel programma che sono praticamente tutti sieronegativi, ma che noi seguiamo fino al compimento dei due anni di età.

Mi occupo inoltre del monitoraggio e della supervisione nelle strutture sanitarie distrettuali dove DREAM collabora e sostiene il Ministero della Sanità in materia di HIV e diagnostica infantile precoce. Un altro aspetto del mio lavoro è la formazione delle attiviste (Expert Clients). Si tratta di pazienti che selezioniamo e formiamo per seguire le nuove donne che entrano nel programma attraverso la Home Care ed un programma di educazione sanitaria e nutrizionale capillare.

Sono anche Coordinatore Nazionale per DREAM dei programmi per la salute delle donne e in particolare della prevenzione e cura dei tumori femminili.  Nei nostri centri eseguiamo lo screening per il cancro della cervice uterina attraverso l’ispezione visiva della cervice, usando l’acido acetico (VIA).

 

D: Quale è la diffusione del cancro della cervice uterina in Malawi e quali sono le possibilità di cure e prevenzione?

 

In Malawi, il cancro della cervice uterina rappresenta il 45% di tutti i tumori. Nel 2010 l’HPV Center dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che in Malawi ogni anno 3684 donne sviluppano il cancro della cervice uterina e, in assenza di programmi efficaci, molte moriranno per questa malattia. Purtroppo i centri per la diagnosi e cura sono molto scarsi e presenti solo nelle principali città.

 

D: Quali sono gli interventi che DREAM sta mettendo in atto per combattere i tumori del collo dell’utero in Malawi?

 

R: Il nostro programma si basa prevalentemente sulla prevenzione e cura. Lavoriamo come partner del Ministero della Salute e utilizziamo l’approccio dell’unica visita (SVA: single visit approach) con l’esecuzione del VIA (visual inspection of the cervix) e crioterapia immediata nei casi in cui è indicata. Questo è un metodo efficace e pratico approvato dal Ministero della Salute del Malawi e da molti paesi africani.  Inoltre DREAM, in collaborazione con Norwegian Church Aid supporta il Servizio Sanitario Nazionale con la formazione di personale medico, supervisione e fornitura di materiali e apparecchi per la crioterapia nei distretti di Mangochi e Balaka.

 

D: Quando e perché ha iniziato a lavorare sulla prevenzione e cura dei tumori femminili?

 

Abbiamo iniziato questo programma nel febbraio 2016. Questa idea è nata insieme al nuovo approccio del programma DREAM che dal 2016 è diventato DREAM 2.0.

L’idea è quella di prendere in considerazione la salute globale dei nostri pazienti. Abbiamo subito notato l’alta prevalenza del cancro della cervice tra le donne HIV + e ci siamo resi conto che i servizi esistenti non erano in grado di raggiungere tutte le donne.

 

D: Come è nata l’idea di dedicare una settimana speciale per questa campagna?

 

R: L’idea della Campagna ci è venuta dopo aver partecipato ad un meeting in cui si discuteva dell’implementazione dello screening nel distretto di Blantyre. Durante la riunione è emerso che la maggior parte dei centri sanitari rurali non erano in grado di effettuare lo screening. Per questo abbiamo chiesto a diversi partners di lavorare con noi nel distretto di Blantyre e abbiamo organizzato delle cliniche mobili per eseguire lo screening nelle zone rurali.

 

D: Chi ha collaborato all’organizzazione di questa settimana?

 

R: L’elenco è molto lungo; per prima cosa abbiamo avuto numerosi incontri con il District Health Officer (DHO) di Blantyre, i vari responsabili per i diversi settori sanitari, i capi villaggio e le Autorità Tradizionali delle aree e con il personale dei centri sanitari rurali. Il loro accordo e la loro collaborazione era necessaria per la buona riuscita dell’evento.

 

D: quale è stato il programma della settimana?

 

R: La cerimonia di apertura si è tenuta il 19 Aprile nel Centro di Salute di Chileka. Il giorno successivo abbiamo iniziato le attività di screening che si sono protratte fino al 27 aprile.

L’intervento è stato sempre preceduto da lezioni di educazione sanitaria per spiegare l’importanza di sottoporsi alla prevenzione periodicamente e per favorire la diffusione di questo messaggio.

Alle lezioni seguiva l’attività di screening.  Abbiamo operato in 9 siti: Chikowa, Dziwe, Chileka, Chimembe, South Lunzu Machinjiri, Lirangwe, Makhata, Lundu e Ndeka. Tutte le donne trovate positive sono state indirizzate ai due siti di riferimento per il trattamento, l’ospedale Queen Elizabeth e il centro DREAM Elard Alumando.

 

D: quale era l’obbiettivo preposto e quante donne sono state esaminate?

 

R: Il nostro obiettivo era di raggiungere 1500 donne nel corso della campagna.

In realtà, durante questa settimana abbiamo sottoposto a screening 2731 donne (il 182% rispetto alla nostra previsione), 52 sono risultate positive al VIA (2%) e trattate con la crioterapia, 10 donne mostravano segni di cancro in stage 2 o 3 e sono state indirizzate per il trattamento chirurgico (0,3%).

 

D: perché ritiene che l’educazione alla salute e queste campagne siano importanti?

 

R: L’educazione sanitaria e la campagna che abbiamo svolto sono importanti perché rendono la comunità consapevole dei rischi per la salute e permettono, grazie ad una diagnosi precoce, di intervenire su questa patologia prima che si manifesti attraverso i sintomi e diventi difficile da trattare, questo è particolarmente importante in paesi a risorse limitate come il Malawi.

Inoltre questo aiuta le persone a cambiare il loro stile di vita e ad evitare i comportamenti a rischio. Nel corso della campagna ci siamo resi conto che molte persone non si sono mai sottoposte a screening a causa della mancanza di informazioni su come questo tipo di tumore si sviluppa e di come può essere trattato.

 

D: Quali sono state le reazioni e i commenti della gente?

 

R: Le donne erano felici e grate per questa occasione. A causa della forte domanda che abbiamo suscitato, abbiamo deciso di offrire due giorni ulteriori per lo screening al Centro DREAM Elard Alumando. L’ultimo giorno della campagna tutti i siti erano pieni di donne. Abbiamo ricevuto richieste per ripetere l’evento e molte donne verranno nelle prossime settimane al nostro centro per usufruire della routine di prevenzione che offriamo due giorni alla settimana.

 

D: Come hanno reagito le istituzioni sanitarie e i donatori?

 

R: L’ufficio del District Health Officer ha accolto la proposta della campagna con molto entusiasmo, Alcuni mass media hanno fatto pubblicità all’evento gratuitamente. La Croce Rossa ha offerto le tende gratuitamente per lo svolgimento delle attività. La Total Malawi ci ha sostenuto per l’acquisto di alcuni materiali necessari per lo screening.

 

D: Quali piani avete per il futuro e come pensate di andare avanti con questo programma?

 

R: Quest’anno siamo riusciti a coprire 9 aree e abbiamo raggiunto moltissime donne, tante altre continueranno a venire da noi nei prossimi mesi. Il prossimo febbraio (come è noto il 4 febbraio è la giornata mondiale per la prevenzione del cancro) il nostro piano è di ripetere lo screening di massa in più aree rurali. Inoltre vorremmo che la prossima campagna coprisse 4 settimane.

È inoltre fondamentale formare altri centri e renderli autonomi nell’esecuzione del VIA. È utile anche attrezzare cliniche mobili per raggiungere le zone rurali remote. È importante avvicinare servizi sanitari di qualità alla gente.  Un nostro sogno è anche quello di poter somministrare il vaccino HPV alle adolescenti.

Per riuscire nei nostri piani confidiamo in un maggior sostegno da parte di aziende, organizzazioni non governative e donatori privati. Naturalmente continueremo, come sempre, ad effettuare lo screening di routine a chi si rivolge presso i nostri centri.

 

D: Quali sono state le sfide principali nella realizzazione di questa attività?

 

Direi che la prima sfida è stata quella della sensibilizzazione delle donne specialmente nelle aree rurali, ma comunque e stato un successo, in alcuni casi abbiamo terminato le attività molto tardi a causa del gran numero di pazienti presenti. Un altro problema è stato il breve periodo della campagna. La campagna ha attirato molte donne, che volevano essere sottoposte allo screening, con adeguate risorse avremmo potuto prolungarne la durata.

Nonostante ciò abbiamo dimostrato che è possibile fare molto. In sette giorni abbiamo visitato un numero di donne che corrisponde al 52% del totale di coloro esaminate a Blantyre in tutto il 2016.

 

D: Grazie, vuole aggiungere qualcosa al termine di questa intervista?

 

R: Si, vorrei, in particolare a nome delle donne che vivono nelle zone rurali, dire grazie alla Comunità di Sant’ Egidio per aver reso possibile questa campagna e avere allargato il campo di interesse di DREAM alla prevenzione del cancro nelle donne. Vorrei ringraziare anche i mass media per il ruolo svolto nell’ incoraggiare e mobilitare le donne. Sono grata anche alle istituzioni sanitarie pubbliche e tutti i donatori e gli operatori che hanno sostenuto le nostre attività.  E grazie anche a voi per questa intervista.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Malawi, una sfida che può essere vinta: dall’HIV/AIDS all’empowerment delle giovani donne

Le donne del Movimento I DREAM sono ormai conosciute in Malawi e sempre più di frequente viene loro richiesto di partecipare ad eventi e presentazioni pubbliche per testimoniare la loro storia ed essere di esempio di come sia possibile vivere e realizzare le proprie ambizioni in una società che, in particolare nelle zone rurali, ancora non riconosce alle donne il ruolo e il contributo che possono dare allo sviluppo del paese.

È importante diffondere e approfondire temi quali l’igiene, l’educazione sanitaria e la prevenzione delle malattie, l’importanza della registrazione all’anagrafe, il diritto allo studio, il ruolo della donna nella famiglia e nella società, temi che diffondono una nuova cultura a partire dalle donne adolescenti.

C’è un proverbio africano che afferma: “se educhi un ragazzo, educhi una persona, se educhi una ragazza educhi una famiglia ed un intera nazione”

Grazie alle giovani donne è possibile costruire un paese migliore, ridurre i matrimoni delle adolescenti e le maternità precoci che spesso sono una via di fuga dalla povertà e prevenire le violenze domestiche. Le donne educate e consapevoli aiutano la famiglia a crescere e anche i tassi di mortalità infantile sono abbattuti nelle giovani madri che hanno ricevuto una buona educazione.

Negli ultimi mesi le donne di DREAM hanno lavorato molto all’esterno dei centri di cura, si sono svolti incontri pubblici presso aziende, come ad esempio presso la Total Malawi, ma anche in alcune scuole secondarie con studenti e insegnanti, come ad es. nella Bakita Secondary School di Balaka, dove oltre 700 ragazze hanno partecipato, con grande interesse, per un intera giornata all’incontro con le testimonial  del Movimento.

L’esempio di donne che hanno conquistato un ruolo nella società è di grande sostegno per le ragazze che sono HIV positive e che sono in trattamento, ma non solo per loro, per tante ragazze l’esempio vivente di come si possa, partendo da una condizione che appare di debolezza e di svantaggio affermarsi e divenire attori principali per la costruzione di una nuova coscienza civile diviene una prospettiva diversa con cui guardare al loro futuro nella società.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail