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I “Campioni” al centro DREAM di Maputo

Migliorare l’accesso ai servizi sanitari soprattutto nell’ambito della cura del virus HIV, con un’attenzione particolare per gli adolescenti e le donne. E’ stato il tema dibattuto il 22 giugno a Maputo, in un’importante conferenza cui hanno partecipato i “Campioni per una generazione libera dall’AIDS in Africa”, ovvero ex statisti africani che hanno dimostrato una particolare attenzione a questo importante aspetto della salute e che sono riusciti ad apportare miglioramenti significativi in questo campo, grazie alla loro buona governance durante il loro mandato. Un’occasione per riunire personalità influenti e stimate in grado di orientare e migliorare le politiche sanitarie nell’ Africa sub-sahariana.

Il giorno successivo, una folta delegazione dei “Champions” ha visitato a Maputo il centro DREAM “para criança” della Comunità di Sant’Egidio, per conoscere da vicino la realtà e l’esempio di “best practice” offerta dal modello DREAM: gli ex presidenti Alberto Chissano  (Mozambico) , Kgalema Petrus Motlanthe (Sud Africa) e Speciosa Wandira-Kazibwe (Uganda), insieme a rappresentanti istituzionali del Lesoto, Swaziland, Kenya, Tanzania e Zambia sono stati accolti dall’ equipe di DREAM che ha potuto mostrare i servizi di salute offerti nel centro, dove ricevono gratutitamente le cure migliaia di pazienti, e l’alta specializzazione del laboratorio di biologia molecolare annesso al centro di cura, uno dei 7 realizzati da DREAM nel paese.

Tutta la delegazione ha apprezzato le prestazioni offerte ed in particolare il presidente Chissano ha voluto farsi misurare la pressione arteriosa e, rivolto ai numerosi pazienti presenti, ha invitato tutti a seguire con scrupolo i controlli e le prescrizioni mediche. Il Presidente ha quindi voluto ricordare come abbia sempre apprezzato il Programma DREAM e lo abbia accompagnato fin dai suoi esordi, quando i farmaci anti-retrovirali non erano ancora presenti nel paese e la Comunità di Sant’Egidio è stata pioniera nell’introduzione della terapia per la cura dell’AIDS. Rivolgendosi al Presidente, uno dei pazienti che abitualmente riceve le cure nel centro, prendendo la parola, ha parlato del centro DREAM come di una casa accogliente come una famiglia. Una famiglia che non è più solo in Mozambico, dove ha mosso i primi passi, ma si è diffusa in altri 10 paesi dell’Africa sub-sahariana, una “best practice” che i Champions hanno riconosciuto debba essere conosciuta e replicata, perchè presto possa essere una realtà quella di una generazione libera dall’AIDS in Africa, come le migliaia di bambini nati sani e liberi dal virus HIV proprio grazie al protocollo di cura attuato dalle madri in questo centro DREAM.

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Il Programma DREAM all’Assemblea della Repubblica del Mozambico

Il 19 aprile scorso una delegazione di parlamentari del Mozambico si è recata in visita al Centro para a Crianca di Maputo, per conoscere meglio le attività della Comunità di Sant’Egidio per il contrasto all’AIDS e alla Tubercolosi svolte attraverso il Programma DREAM.
Durante la visita, la delegazione si è mostrata molto interessata al lavoro di prevenzione di DREAM e all’approccio olistico alle malattie. Inoltre grande stupore hanno suscitato i risultati ottenuti in questi anni, particolarmente il dato del 100% di bambini nati sani dal programma di prevenzione della trasmissione del virus dalla madre sieropositiva al bambino.
I parlamentari hanno poi chiesto ai responsabili del Programma nel paese una relazione sulle attività e i risultati ottenuti in questi 16 anni di attività.
Il 5 maggio, la dr. Nurja Majid e la dr.Elsa Mutemba, responsabili cliniche per DREAM in Mozambico, sono state invitate a una sessione dell’Assemblea della Repubblica sulla situazione dell’infezione da HIV in Mozambico, nella quale una parte è stata dedicata ai risultati di DREAM e all’efficacia del modello di cura. E’ stato inoltre ricordato che DREAM è stato il primo ad introdurre i farmaci antiretrovirali nel paese e ad aprire i laboratori di biologia molecolare per il monitoraggio della cura dell’AIDS in Mozambico.
Alla fine della sessione è stato rivolto un ringraziamento alla Comunità di Sant’Egidio per il prezioso sostegno offerto attraverso DREAM alla salute del popolo mozambicano.

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Firmato un accordo di collaborazione tra DREAM e l’ambasciata giapponese a Maputo

Il 27 febbraio 2017 è stato firmato un contratto tra la Comunità di Sant’Egidio e l’Ambasciata Giapponese a Maputo per la realizzazione del blocco per la prevenzione dei tumori all’interno del “centro per la salute della donna” a Zimpeto, Maputo.
L’area di Zimpeto è situata nel distretto di Ka Mabukwana, nella periferia nord di Maputo. La popolazione del distretto è di circa 337.000 abitanti di cui il 60% di età 15-64 anni. Il distretto è tra le aree più popolate di Maputo, e le strutture sanitarie presenti (6 centri di salute e un ospedale) non sono sufficienti.
La popolazione del distretto è composta soprattutto da persone recentemente immigrate dalle aree rurali e si contano numerosi edifici residenziali appena costruiti, mentre circa il 13% delle abitazioni sono costituite da capanne di paglia.
Il centro per la salute della donna è un centro polivalente, in cui sono previste sezioni specializzate per il trattamento dell’infezione da HIV (che ha una prevalenza tra gli adulti del 23% a Maputo), la prevenzione della trasmissione madre-bambino, per la diagnosi precoce delle neoplasie delle donne, una sezione per la cura della Tubercolosi (prima causa di morte tra le persone con HIV, e una tra le prime cause di morte in genere in Mozambico) e una zona destinata alla supplementazione nutrizionale dei pazienti malnutriti.
Entro i primi tre anni di attività si prevede di prendere in cura circa di 5000 pazienti HIV+. Circa 500 donne ogni anno potranno beneficiare anche dello screening per il cancro al collo dell’utero, la cui incidenza in Mozambico è la più alta al mondo (42-60 nuovi casi all’anno ogni 100.000 donne). Le donne con HIV sono più a rischio di sviluppare il tumore al collo dell’utero.
Come negli altri centri DREAM, anche nel nuovo centro di Zimpeto saranno adottati i protocolli più avanzati sia nella formazione dello staff, sia negli standard diagnostici e terapeutici.
L’ambasciata giapponese ha già contribuito alla realizzazione del centro di salute di Matola 2; con l’accordo appena firmato si compie un altro importante passo nella collaborazione tra il programma DREAM e l’ambasciata giapponese a Maputo, nello sforzo comune di migliorare la salute del popolo mozambicano.

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Emergenza fame: distribuzioni alimentari in Malawi e in Mozambico

Al via il progetto di DREAM finanziato dalla Cooperazione Italiana

distribuzioni_-aimentari-1Il progetto di emergenza fame finanziato dalla Cooperazione Italiana e implementato dal programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio in Mozambico e in Malawi ha iniziato a raggiungere le popolazioni colpite dalla siccità.

Il 2016 è stato un anno particolarmente difficile in Africa australe, circa 15 milioni di persone sono state colpite dalla crisi alimentare. El Ninho, che provoca un riscaldamento della temperatura superficiale dell’oceano nel Pacifico orientale e centrale ogni 5 anni circa, ha causato una siccità che ha gravi ripercussioni sulla già fragile agricoltura nella regione. Questo ha portato ad una particolare scarsità nel raccolto e ad un significativo aumento dei prezzi degli alimenti con risvolti nutrizionali gravi in popolazioni già largamente colpite dalla malnutrizione. Per questo DREAM ha iniziato un progetto di emergenza grazie ai fondi della cooperazione italiana, con l’obiettivo di far fronte alla crisi alimentare in Malawi e Mozambico.

In Mozambico è stata effettuata una prima distribuzione di generi alimentari ai pazienti con infezione da HIV, maggiormente esposti ai rischi della malnutrizione; nel primo mese sono stati raggiunti circa 270 pazienti nei centri DREAM di Quelimane, Beira e  Manga Chingussura; ciascuno ha ricevuto  un pacco contenente riso, fagioli, zucchero e olio.

In Malawi, paese più povero che ha risentito maggiormente della siccità, le distribuzioni hanno coinvolto i centri DREAM di Balaka, Kapire, Dzoole e Kapeni raggiungendo oltre 1.000 pazienti con HIV. In pochi giorni, tra il 30 settembre e il 1 ottobre, sono state poi realizzate distribuzioni presso i villaggi di Phalombe e di Chikwawa; queste distribuzioni hanno raggiunto circa 900 famiglie scelte grazie al supporto dei capi villaggio e dei parroci che hanno individuato ­famiglie in difficoltà con ­persone vulnerabili: bambini orfani, anziani, famiglie con molti bambini, madri sole con figli.

Il progetto di emergenza fame è frutto della sinergia tra DREAM, diffuso e radicato nel contesto africano, e la Cooperazione Italiana che ha reso disponibili i fondi necessari e rappresenta una risposta rapida ed efficace al bisogno delle popolazioni colpite da El Ninho in Africa australe.

Per approfondire:     news 1     news 2

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Collaborazione tra DREAM e PEPFAR per favorire l’aderenza al trattamento

Lotta all’HIV

maputo-pepfarÈ stato firmato pochi giorni fa un accordo tra il programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio e il PEPFAR per la realizzazione di un progetto in Mozambico. Il PEPFAR è uno dei fondi più grandi al mondo per il contrasto all’infezione da HIV, che deriva direttamente da finanziamenti del Presidente degli Stati Uniti. Il progetto approvato è incentrato sulla retention in care, cioè sul riuscire a trattenere i pazienti in cura nel tempo. La retention è uno dei cardini del successo della terapia antiretrovirale in Africa, ma spesso rischia di essere uno dei maggiori punti deboli. Nei contesti africani infatti spesso l’aderenza al trattamento è ostacolata da molteplici fattori non strettamente clinici, come lo stigma, i contesti sociali e familiari, la povertà. È quindi necessario mettere in capo delle strategie mirate efficaci, come fa ormai da anni il programma DREAM grazie al lavoro delle attiviste. Per questo PEFPAR ha deciso di finanziare DREAM per un progetto a Maputo, nel “Centro Para Cirança” rivolto a circa 5.600 persone, per favorire ed incentivare la corretta esecuzione del trattamento antiretrovirale. Il progetto durerà un anno e vedrà coinvolte numerose attiviste che parleranno con i pazienti, testimonieranno il successo di una terapia ben eseguita con fedeltà, andranno a cercare i pazienti a casa qualora non si presentino alla visita. È l’approccio di DREAM che ha dato grandi successi in tutta l’Africa, che oggi riceve ulteriore riconoscimento e supporto.

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Primi risultati del progetto di DREAM sull’emergenza fame finanziato dalla cooperazione italiana

fame2016_1Avviato il progetto di emergenza fame per dare una prima risposta alla crisi alimentare scatenata da El Nino in Africa australe. Il 2016 è stato un anno di crisi alimentare in Africa, che ha colpito quasi 15 milioni di persone ( leggi news ). Grazie ai fondi della cooperazione italiana, il programma DREAM ha avviato un progetto specifico di aiuti alimentari alle popolazioni più colpite dalla siccità in Malawi e in Mozambico che raggiungerà oltre 20.000 persone.

Una prima fase del progetto prevedeva, accanto alla distribuzione di cibo, la realizzazione di questionari al fine di analizzare la situazione e poter dare risposte più adeguate ed, eventualmente, pianificare interventi mirati nel futuro.

L’inchiesta è stata svolta in poco più di una settimana e ha coinvolto rapidamente circa cinquecento persone nei due paesi nei centri DREAM e nei villaggi raggiunti dal progetto. La situazione nei due paesi, come noto, è risultata critica. In Mozambico gli intervistati vivono in media in case con altre 6 persone e riescono a fornire alimenti sufficienti per la famiglia solo nel 2% dei casi, riportando un peggioramento della situazione alimentare nel 2016 rispetto al passato in oltre il 95% dei casi con un aumento dei prezzi riportato da quasi tutti gli intervistati. Situazione del tutto simile in Malawi, dove però il contesto prevalentemente rurale rende la popolazione particolarmente soggetta ai cambiamenti climatici e alle difficoltà di immagazzinamento degli alimenti: circa l’80% degli intervistati ha dichiarato di avere serie difficoltà a reperire il cibo da ottobre a gennaio; sempre in Malawi solo un intervistato su quattro mangia proteine più di due volte a settimana.

Questi dati sono solo un ulteriore tassello nella descrizione di una situazione difficile, come quella della attuale crisi alimentare in Africa australe. La malnutrizione, in particolare infantile, è lungi dall’essere un problema del passato in Africa, ma necessita di investimenti e di interventi urgenti. DREAM ormai da quasi 15 anni combatte la malnutrizione, in Africa sono stati consegnati in questi anni circa un milioni di pacchi alimentari e migliaia di bambini hanno mangiato quotidianamente ai centri nutrizionali gestiti da DREAM nel continente.

Il progetto dell’Emergenza fame della Cooperazione Italiana insieme al programma DREAM ed altri partner risponde a queste domande pressanti del continente africano.

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