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DREAM allo IAS 2017 a Parigi

DREAM è stato presente alla Conferenza della International AIDS Society 2017 a Parigi.

Il convegno ha visto riuniti oltre 6.000 professionisti impegnati in tutto il mondo nella lotta all’infezione da HIV. È stato espresso grande entusiasmo per i risultati ottenuti negli ultimi anni nel trattamento, con oltre il 50% delle persone con HIV in tutto il mondo che sono state messe in terapia. Un importante passo nel raggiungimento degli obiettivi del 90-90-90 stabiliti da UNAIDS per il 2020.

Ma nonostante questi dati positivi alcuni punti risultano ancora carenti, in particolare lo scarso accesso al trattamento antiretrovirale in Africa e in Europa dell’Est, la diffusione delle resistenze ai farmaci (particolarmente preoccupante soprattutto nei bambini), la “retention in care” e la cura delle “key population” (adolescenti, sex-workers, omosessuali, bambini).

Altri temi importati affrontati sono stati la co-infezione con tubercolosi e epatiti, la prevenzione materno-infantile e l’emergere di patologie croniche dell’invecchiamento nei pazienti con HIV.

DREAM ha portato il suo contributo con due lavori. Uno studio in Mozambico su algoritmi avanzati di diagnostica della tubercolosi e un poster sulla retention in Malawi: entrambi hanno raccolto molto interesse tra i ricercatori impegnati nel settore.

Nonostante i dati incoraggianti e il lavoro per la diffusione delle cure come quello di DREAM, la lotta all’infezione da HIV incontra sul suo cammino drammatici gap nell’accesso alla terapia nell’Africa sub-sahariana e la sfida enorme costituita dalla retention in care.

DREAM è sul campo ogni giorno combattendo insieme a tanti africani questa battaglia.

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Un convegno sul ruolo degli attivisti nella cura dell’AIDS

Venerdì 21 luglio si è svolto a Kinshasa, presso la sala del PNLS (Programma Nazionale di Lotta contro l’AIDS), un convegno dal titolo “Condivisione dell’esperienza degli attivisti del programma DREAM nella lotta contro l’HIV/AIDS”.

L’idea nasce dall’interesse sempre maggiore del Programma Nazionale, responsabile nel paese della presa in carico dei pazienti HIV, verso l’esperienza di DREAM, che presenta anche in RDC ottimi risultati di retention.  Dream da diversi anni ha inoltre avviato un importante lavoro di sensibilizzazione nei quartieri soprattutto periferici e di sostegno all’aderenza dei malati alle cure, grazie al prezioso apporto degli attivisti. Per iniziativa del PNLS sono stati quindi invitati tutti i maggiori attori  del settore, in particolare i responsabili della presa in carico psicosociale e del settore comunitario, i rappresentanti delle reti dei pazienti sieropositivi, i rappresentanti degli organismi intenzionali, tra cui i CDC, l’OMS. Di rilievo inoltre la presenza di Istituzioni che collaborano con i grandi fondi internazionali, quali Global Fund e PEPFAR e altre ONG come MSF, ICAP. Presenti anche i diversi  rappresentanti  dei molti centri di salute e maternità della zona sanitaria di N’Sele (Kinshasa), in cui è presente DREAM e che collaborano con il centro.

Fondamentale  al convegno la partecipazione di tutti gli attivisti e buona parte del personale del centro DREAM di Kinshasa.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati il contesto nel quale è nata e si inscrive la figura dell’attivista,  le caratteristiche salienti di quella che è divenuta a tutti gli effetti una importante figura professionale. Delineati poi i requisiti richiesti, la formazione di cui DREAM si fa carico, nonché i differenti aspetti in cui si inserisce il lavoro dell’attivista, e come si relaziona con il centro e il personale della struttura. Sono stati infine presentati i dati di attività, in particolare degli ultimi 2 anni, nei quali al lavoro dell’equipe medica si è affiancato il loro intervento. I risultati, anche se parziali e necessariamente ancora limitati nel tempo, hanno dimostrato l’ indispensabile contributo degli attivisti nel lavoro di sostegno alla retention; in particolare sono stati sottolineati, attraverso numerosi interventi ,  aspetti particolarmente problematici quali la presa in carico degli adolescenti, il rinforzo dell’aderenza,  la ricerca attiva dei pazienti “persi di vista” agli appuntamenti, ed il counselling e sostegno alle coppie sierodiscordanti. Altri ancora hanno spiegato il programma di “parrainage” nei confronti degli adolescenti, cioè di affiancamento stretto di uno di loro  ad un adolescente non aderente che abiti vicino. E’ una vera e propria sfida che cerca il coinvolgimento della famiglia, spesso fatta di nonni o zii, anch’essi in difficoltà, e lotta per la conquista della fiducia del ragazzo o ragazza. Al tempo stesso  è anche attivazione di reti di sostegno, fino alla copertura delle spese scolastiche, che ha consentito a una buona parte di questi ragazzi di riuscire ad essere aderenti e a raggiungere finalmente la soppressione della  carica virale.

Il rappresentante dell’OMS, dott. Nicolas NKIERE MASHENI,  ha voluto infine sottolineare come non si possa combattere la lotta contro l’AIDS e la tubercolosi, solo con la medicalizzazione della malattia, ma sia invece necessario avere un approccio globale del malato coinvolgendo gli attivisti che possono avere un grande ruolo per il successo della cura.

Il convegno si è concluso con le parole di sincero ringraziamento del direttore del  PNLS, Dott. Théodore ASSANI SALUBEZYA, che ha sottolineato l’importanza della particolare attenzione che il Programma  DREAM pone nella cura  dei bambini e degli adolescenti.

Gli attivisti, che per la prima volta a Kinshasa hanno pubblicamente preso posizione, difendendo il loro lavoro e il loro apporto, hanno oggi dimostrato ancora una volta che senza un’anima nessun programma, neppure di eccellenza, può raggiungere obiettivi di qualità.

Il  Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio, con i suoi importanti risultati, è l’esempio di come uomini e donne, liberati dallo stigma, sinceramente desiderosi di rendersi utili agli altri, ritrovata la dignità di un servizio qualificante, possono fare la differenza nella cura dell’AIDS e cambiare le società in cui vivono.

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I “Campioni” al centro DREAM di Maputo

Migliorare l’accesso ai servizi sanitari soprattutto nell’ambito della cura del virus HIV, con un’attenzione particolare per gli adolescenti e le donne. E’ stato il tema dibattuto il 22 giugno a Maputo, in un’importante conferenza cui hanno partecipato i “Campioni per una generazione libera dall’AIDS in Africa”, ovvero ex statisti africani che hanno dimostrato una particolare attenzione a questo importante aspetto della salute e che sono riusciti ad apportare miglioramenti significativi in questo campo, grazie alla loro buona governance durante il loro mandato. Un’occasione per riunire personalità influenti e stimate in grado di orientare e migliorare le politiche sanitarie nell’ Africa sub-sahariana.

Il giorno successivo, una folta delegazione dei “Champions” ha visitato a Maputo il centro DREAM “para criança” della Comunità di Sant’Egidio, per conoscere da vicino la realtà e l’esempio di “best practice” offerta dal modello DREAM: gli ex presidenti Alberto Chissano  (Mozambico) , Kgalema Petrus Motlanthe (Sud Africa) e Speciosa Wandira-Kazibwe (Uganda), insieme a rappresentanti istituzionali del Lesoto, Swaziland, Kenya, Tanzania e Zambia sono stati accolti dall’ equipe di DREAM che ha potuto mostrare i servizi di salute offerti nel centro, dove ricevono gratutitamente le cure migliaia di pazienti, e l’alta specializzazione del laboratorio di biologia molecolare annesso al centro di cura, uno dei 7 realizzati da DREAM nel paese.

Tutta la delegazione ha apprezzato le prestazioni offerte ed in particolare il presidente Chissano ha voluto farsi misurare la pressione arteriosa e, rivolto ai numerosi pazienti presenti, ha invitato tutti a seguire con scrupolo i controlli e le prescrizioni mediche. Il Presidente ha quindi voluto ricordare come abbia sempre apprezzato il Programma DREAM e lo abbia accompagnato fin dai suoi esordi, quando i farmaci anti-retrovirali non erano ancora presenti nel paese e la Comunità di Sant’Egidio è stata pioniera nell’introduzione della terapia per la cura dell’AIDS. Rivolgendosi al Presidente, uno dei pazienti che abitualmente riceve le cure nel centro, prendendo la parola, ha parlato del centro DREAM come di una casa accogliente come una famiglia. Una famiglia che non è più solo in Mozambico, dove ha mosso i primi passi, ma si è diffusa in altri 10 paesi dell’Africa sub-sahariana, una “best practice” che i Champions hanno riconosciuto debba essere conosciuta e replicata, perchè presto possa essere una realtà quella di una generazione libera dall’AIDS in Africa, come le migliaia di bambini nati sani e liberi dal virus HIV proprio grazie al protocollo di cura attuato dalle madri in questo centro DREAM.

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Il primo orto comunitario a Machinjiri, in Malawi

Il 19 giugno 2017 presso il Centro Nutrizionale “Giovanni Paolo II” ha preso avvio il primo Orto di Comunità promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con Slow Food.

Il progetto è stato reso possibile dall’iniziativa delle Comunità di Sichem e di Efraim di Olgiate Olona (VA) che, il 29 aprile scorso, hanno organizzato, con la partecipazione di un biologo malawiano di DREAM, in Italia in quei giorni per un master di specializzazione, una serata di raccolta fondi dal titolo: “4000 polpette per il Malawi”.

La realizzazione di questo primo orto pilota nell’area di Machinjiri è una soluzione concreta e sostenibile per fronteggiare l’emergenza fame e le difficoltà economiche che hanno colpito numerose famiglie dell’area.

L’inizio di questa nuova avventura è stato sancito da un corso di formazione della durata di due giorni, tenuto da due rappresentanti di Slow Food in Malawi. Hanno partecipato 15 persone che, coltivando la terra, potranno sostentare le proprie famiglie e migliorare le proprie condizioni di vita.

Il primo giorno di corso sono stati esposti gli elementi teorici, il giorno successivo si è cominciato a predisporre il terreno per la semina.

La partnership tra la Comunità e Slow Food permetterà di raggiungere questo obiettivo di utilità sociale in un modo “Buono, Pulito e Giusto”, paradigma dell’associazione Slow Food che da anni lavora in Africa per lo sviluppo di orti con la campagna “10.000 orti in Africa”.

Particolare attenzione verrà data al mantenimento della biodiversità delle coltivazioni, valorizzando le specie di frutta e verdura locali ed evitando la monocoltura del mais, responsabile in parte del problema alimentare, in quanto necessita di molta acqua per crescere.
Non verranno inoltre utilizzati pesticidi chimici e semi OGM ma metodi naturali di concimazione e protezione delle piante e semi locali selezionati dalla pratica e dalla sapienza dei contadini maturata negli anni.

La squadra di “neo-contadini”, composta da persone con età ed esperienze di vita diverse,  si è messa all’opera con entusiasmo ed unità di intenti.
Il nome scelto per quest’orto è: “Mbeu kwa Ufulu”, (che significa: Semi di Libertà)

Libertà della terra da pesticidi, dai semi OGM; libertà delle donne e uomini di questo meraviglioso paese dalla fame e dall’assenza di speranza.

Semi di libertà che preparano un futuro migliore partendo da una grande ricchezza: la gente e la terra africana.

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Rinnovato l’accordo tra DREAM e l’Associazione Bambini del Danubio per il sostegno al Programma in Congo RDC

Il Programma DREAM è presente in Congo RDC dal 2009 a Mbandakà e dal 2011 a Kinshasa  con l’apertura del Centro Floribert Bwana realizzato grazie al contributo dell’Associazione Bambini del Danubio e al Gruppo Assicurazioni Generali.

L’associazione Bambini del Danubio e il suo Presidente Dr Sergio Balbinot non hanno mancato durante tutti questi anni di sostenere, con il loro aiuto concreto e con la solidarietà necessaria, lo sviluppo del Programma DREAM nel paese.  Il desiderio di curare i meno fortunati secondo metodologie ed approcci moderni di qualità e gratuiti, hanno accomunato fin dall’ inizio l’Associazione Bambini del Danubio e la Fondazione DREAM Comunità di Sant’Egidio. Le due associazioni si sono ritrovate negli anni vicine e molto solidali condividendo in tutto il lavoro e la speranza di poter rendere accessibili le cure ai malati più svantaggiati, come i malati in Congo o i bambini provenienti da paesi poveri, curati gratuitamente in Italia.

E’ grazie a questa amicizia e appoggio concreto, garantito dall’Associazione Bambini del Danubio, che il Programma DREAM oggi rappresenta nella Repubblica Democratica del Congo l’esempio migliore di cure gratuite e di qualità per l’HIV.

In questi giorni, nello spirito di grande affiatamento e collaborazione, nonché di condivisione degli obiettivi, è stato firmato un nuovo accordo, che consentirà al Programma DREAM di proseguire le sue attività grazie alle risorse necessarie assicurate dall’Associazione  permettendo la continuazione delle cure dei malati in Congo.

Durante questi anni di grande lavoro e di grande amicizia con molti, DREAM ha incontrato uomini e donne che hanno reso possibile il suo lavoro in Africa tra i malati. Dall’inizio  l’Associazione Bambini del Danubio  è stata tra questi.

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DREAM 2.0: Prevenzione dei tumori femminili in partnership con la Fondazione Veronesi in Guinea

DREAM in Guinea è presente da più di 10 anni nella lotta all’AIDS e l’approccio di DREAM è sempre stato  quello di metter al centro degli sforzi il paziente, l’uomo e la donna non come malattia, ma come persona, ciascuna con le sue proprie  necessità e caratteristiche. La cura dell’AIDS e delle patologie ad esso connesse ha permesso a tanti di comprendere come sia possibile vivere bene con l’AIDS, alle donne di generare figli sani e di conservare le proprie forze per prendersene cura. L’attenzione alla donna è prioritaria per molti motivi, sia perché è la prima vittima della malattia (ben oltre la metà dei pazienti sono donne) sia perché attraverso di lei, più cosciente della responsabilità verso la propria famiglia, è possibile raggiungere il nucleo familiare, i bambini e infine i partner.

Da questa comune attenzione alla salute della donna è scaturita l’alleanza con la Fondazione Veronesi che ha consentito la formazione di un medico specializzato per la diagnosi dei tumori al seno  e l’invio di un ecografo, con sonde adatte anche ad altri esami.

La diagnostica

 

nella Repubblica di Guinea è costosa e difficilmente raggiungibile. Così, nella prospettiva di DREAM 2.0 i medici che lavorano nei centri DREAM hanno potuto avere la possibilità di accostarsi allo strumento e aprirsi alla prospettiva di offrire ai propri pazienti altre possibilità di diagnosi e cura.

Verificata la buona condizione dell’ecografo, tutti i medici operanti presso il centro sono stati reclutati per un corso teorico pratico sull’ecografia.

La procedura ha incluso un pre e un post test per valutare l’impatto della presentazione teorica, ma soprattutto l’interesse verso questa forma diagnostica innovativa nei nostri centri.

L’entusiasmo è stato grande e dopo una spiegazione sufficientemente esaustiva dell’apparecchio tutti hanno potuto provare personalmente l’utilizzo ruotando via via dalla funzione di operatore a quello di paziente.

E’ stato sufficiente questo piccolo corso per evidenziare come siano frequenti nella popolazione guineiana i problemi tiroidei; infatti nello  screening effettuato durante il corso si è confermato che su due membri del personale con familiarità per problemi tiroidei una è positiva e una è negativa per presenza di alterazioni. La formazione all`utilizzo di questo strumento diagnostico, continuerà nei prossimi mesi, focalizzata soprattutto  sullo screening  dei tumori femminili.

DREAM 2.0 continua l’allargamento della offerta diagnostica per la presa in carico complessiva dei pazienti, con gli strumenti migliori e grazie al sostegno di partner esperti quali la Fondazione Veronesi.

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