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Category Page: News

Regala un uovo solidale, aiutaci ad aprire un centro nutrizionale in Malawi

Ogni giorno in Africa 2.500 bambini ricevono un pasto nei Centri Nutrizionali della Comunità di Sant’Egidio!
Anche quest’anno, acquistando un uovo solidale potrai contribuire al nostro lavoro in Africa.
Acquistando un uovo infatti  contribuirai all’apertura del nuovo Centro Nutrizionale di Balaka in Malawi.

Le città in cui saranno a disposizione le uova sono le seguenti: Genova/ Milano /Savona / Napoli /Salerno /Novara / Torino / Trieste / Padova / Livorno / Lucca / Messina / Pavia / Treviso / Civitavecchia / Roma / Bari / Firenze / Alessandria / Cuneo / Pavia / Rapallo / Ancora  / Palermo.

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Firmato un accordo di collaborazione tra il programma DREAM e l’ambasciata giapponese a Maputo per la salute delle donne

Il 27 febbraio 2017 è stato firmato un contratto tra la Comunità di Sant’Egidio e l’Ambasciata Giapponese a Maputo per la realizzazione del blocco per la prevenzione dei tumori all’interno del “centro per la salute della donna” a Zimpeto, Maputo.
L’area di Zimpeto è situata nel distretto di Ka Mabukwana, nella periferia nord di Maputo. La popolazione del distretto è di circa 337.000 abitanti di cui il 60% di età 15-64 anni. Il distretto è tra le aree più popolate di Maputo, e le strutture sanitarie presenti (6 centri di salute e un ospedale) non sono sufficienti.
La popolazione del distretto è composta soprattutto da persone recentemente immigrate dalle aree rurali e si contano numerosi edifici residenziali appena costruiti, mentre circa il 13% delle abitazioni sono costituite da capanne di paglia.
Il centro per la salute della donna è un centro polivalente, in cui sono previste sezioni specializzate per il trattamento dell’infezione da HIV (che ha una prevalenza tra gli adulti del 23% a Maputo), la prevenzione della trasmissione madre-bambino, per la diagnosi precoce delle neoplasie delle donne, una sezione per la cura della Tubercolosi (prima causa di morte tra le persone con HIV, e una tra le prime cause di morte in genere in Mozambico) e una zona destinata alla supplementazione nutrizionale dei pazienti malnutriti.
Entro i primi tre anni di attività si prevede di prendere in cura circa di 5000 pazienti HIV+. Circa 500 donne ogni anno potranno beneficiare anche dello screening per il cancro al collo dell’utero, la cui incidenza in Mozambico è la più alta al mondo (42-60 nuovi casi all’anno ogni 100.000 donne). Le donne con HIV sono più a rischio di sviluppare il tumore al collo dell’utero.
Come negli altri centri DREAM, anche nel nuovo centro di Zimpeto saranno adottati i protocolli più avanzati sia nella formazione dello staff, sia negli standard diagnostici e terapeutici.
L’ambasciata giapponese ha già contribuito alla realizzazione del centro di salute di Matola 2; con l’accordo appena firmato si compie un altro importante passo nella collaborazione tra il programma DREAM e l’ambasciata giapponese a Maputo, nello sforzo comune di migliorare la salute del popolo mozambicano.

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Conferenza a Nairobi: Achieving 90-90-90 in Kenya: DREAM experiences in HIV care

In Kenya il Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio è presente dal 2005. Ad oggi oltre 7000 pazienti sono in assistenza in 7 centri di cura Nairobi e nella “eastern region”. Dall’inizio il NASCOP (National Aids Control Program) e il Ministero della salute del Kenya hanno appoggiato il Programma e l’azione sul campo nelle diverse contee. DREAM è stato chiamato a fare parte delle commissioni nazionali per la stesura delle linee guida della cura dell’HIV.  Da un anno il paese ha scelto la strategia del cosiddetto del 90 90 90. (90% dei pazienti testati, 90% in trattamento stabile e 90% con una carica virale non più rilevabile). A Nairobi il Programma DREAM è portato avanti grazie alla collaborazione con la Congregazione delle Figlie della Carità.

La Cooperazione Italiana da oltre 5 anni sostiene il programma in Kenya. Per sottolineare questi aspetti di collaborazione e il raggiungimento degli ottimi risultati si è svolta a Nairobi la Conferenza dal titolo “Achieving 90-90-90 in Kenya: DREAM experiences in HIV care and treatment. The role of partnership: challenges and results”

L’Ambasciatore Italiano e quello di Irlanda intervenuti alla conferenza hanno sottolineato come durante le loro visite al centro clinico hanno potuto constatare la qualità di trattamento e i chiari risultati dimostrando la validità e la solidità del programma, così come la presenza di partenariati di livello e di lunga durata.

Forte sostegno e grande riconoscimento da parte sia del NASCOP che dei rappresentati della contee che hanno ricordato e sottolineato come DREAM sia il partner di elezione sulla lotta della pandemia e per l’ottenimento di risultati di valore. Il Professor Palombi, Responsabile scientifico del Programma DREAM ha quindi analizzato i risultati sia dal punto di vista delle qualità che del raggiungimento degli obiettivi. Ha messo in evidenza come il modello di cura proposto possa veramente essere una proposta replicabile per il paese e garantire risultati tangibili.

A lui si è associata la rappresentante della Maryland University, partner da anni di DREAM in Kenya, mostrando come le analisi dei dati e le valutazioni fatte sul campo abbiano messo in evidenza come DREAM possa essere un modello valido anche per la formazione.

La conferenza ha quindi sottolineato come il lavoro di tanti anni del programma ha costituito un importante elemento di sviluppo e di sostegno al paese e ai malati che grazie alla capillare presenza anche in aree rurali e distanti dalle città, come succede nella “eastern region”, riescono ad accedere a servizi di alta qualità. Grazie DREAM, Asante sana!

La notizia sul sito dell’ Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

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Karibu DREAM Matteo Zuppi !

L’arcivescovo di Bologna Zuppi in visita al centro DREAM di Iringa

Mons. Matteo Zuppi al centro DREAM di Iringa in TanzaniaKaribu DREAM Matteo, sono le parole che hanno accolto con un caldo abbraccio Mons. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna, in visita lo scorso 20 gennaio al centro di cura della Comunità di Sant Egidio ad Iringa, in Tanzania.
Il caldo abbraccio è stato ricambiato dal grande affetto di Mons. Zuppi che con simpatia e interesse ha voluto visitare ogni singolo settore e dipartimento del Centro. Grande sorpresa nel vedere la cura degli ambienti, la grande organizzazione, la professionalità degli operatori che hanno spiegato il funzionamento del programma e la cura dei pazienti. Il programma DREAM oggi ha in cura 2100 pazienti nella città di Iringa e dalla sua nascita nel 2009 ha assistito circa 12.000 pazienti.
Il vescovo ha poi visitato il laboratorio di biologia molecolare di cui ha apprezzato gli standard di tipo occidentale e per le apparecchiature sofisticate, ha quindi incontrato i malati e li ha salutati dicendo: “Normalmente i ricchi tengono per loro le cose più belle. DREAM e la Comunità di Sant’Egidio invece, come una madre che vuole il meglio per i suoi figli, ha reso disponibile il meglio che si trova in Europa. Questo centro, oltre essere molto bello, mostra l’amore della Comunità per i suoi figli in Africa. Gli operatori non solo sono molto bravi, ma si vede che vi vogliono bene. Noi abbiamo ricordato il grande lavoro della Pace che la Comunità di Sant’Egidio ha fatto in Africa ricordando il Mozambico e il Burundi. Oggi quella che vediamo qui è un’altra guerra, contro l’AIDS. Noi siamo qui per vincere insieme questa battaglia “.
Una grande torta è stata tagliata da Mons Zuppi con l’aiuto di un bambino e di una attivista di DREAM. Al termine prima di una bella foto di gruppo, anzi di famiglia, i pazienti hanno regalato una maglietta con scritto “Karibu DREAM Matteo”. Benvenuto a DREAM Mons. Matteo!

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L’approccio globale all’AIDS e alle patologie associate oggi: una sfida da raccogliere

La  Formazione del Programma DREAM in Tanzania

img_7523L’estendersi dei programmi di cura per l’Aids e la Tubercolosi a livello paese e la necessità di sostenere lo sforzo del governo per garantire la loro qualità e quindi il loro successo, hanno mosso il programma DREAM a organizzare a Dar es Salaam un corso di formazione dal titolo “DREAM 2.0 – The global approach to HIV patient: prevention, diagnosis and treatment of virological failure and drug resistance.”
Il titolo e il tema affrontate hanno suscitato molto interesse e attenzione tra il personale sanitario coinvolto nella lotta alle pandemie. Oltre 30 clinici esperti di diverse zone della Tanzania hanno partecipato alla formazione. La presenza di docenti internazionali, la fama del programma DREAM nel paese e il delicato e attuale tema proposto hanno fatto si che ci sia stata un’entusiasta risposta dei partecipanti.
L’inaugurazione dei lavori si è tenuta alla School of Pubilc Health di Dar es Salaam presso il Muhimbili Hospital. Il rettore ha avviato il corso sottolineando l’onore e il piacere di poter ospitare tal evento.
Il responsabile dei laboratori del NACP ha ricordato come DREAM ha fatto da apripista in questi anni realizzando laboratori di biologia molecolare che consentono il monitoraggio dei pazienti in trattamento e che oggi sono un modello da implementare per l’intero paese.
ll corso è stato realizzato grazie al sostegno della Chiesa Cattolica e dei fondi dell’otto per mille che supportano da anni con notevole successo e impatto DREAM.
Il 1 Dicembre, giornata Mondiale per la lotta all’Aids, da poco celebrata pone ancora molte sfide aperte: l’estensione dei programmi di cura a livello nazionale, la loro sostenibilità, il controllo dell’aderenza alle cure per evitare l’insorgere di resistenze ai farmaci e il ruolo importante di tutti gli attori coinvolti, dalla cui azione dipendono le sorti di milioni di malati. Indubbiamente la formazione dei sanitari gioca un ruolo fondamentale per il successo in questa battaglia.
Molto ancora resta da fare e molto cammino si è fatto grazie all’appoggio di tanti. La Comunità di Sant’Egidio sente come non possa non raccogliere la sfida che quest’epidemia porta con sé appoggiando gli sforzi dei paesi dove essa è presente, partendo proprio dal personale sanitario impegnato nella lotta e nella cura dell’AIDS e delle altre patologie a essa correlate.
Alla conclusione del corso, l’Ambasciatore Italiano in Tanzania, Dott. Roberto Mengoni, ha posto l’accento sul ruolo fondamentale di Sant’Egidio sia in Tanzania che in Africa in questi anni per la presenza e il lavoro svolto nella lotta alla pandemia e per la pace.
Molte sfide restano e DREAM si consolida sempre più nel ruolo guida e anticipatore di grandi e importanti scelte che hanno cambiato le tante realtà dei paesi dove opera a fianco dei malati e degli operatori.

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Giornata mondiale contro l’AIDS 2016

Formazione e tecnologia al cuore del successo del programma dream

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Anche oggi, giornata mondiale dell’AIDS 2016, oltre 230 persone contraggono l’infezione da HIV ogni ora. La situazione è grave in molti paesi, soprattutto africani, ma tanto si è fatto e si sta facendo; oltre 18 milioni di persone sono in trattamento in tutto il mondo, anche se circa altrettante ne avrebbero bisogno.

Come ha detto Kofi Annan “Quella dell’AIDS non ha niente a che vedere con una crisi sanitaria, ma è una minaccia allo sviluppo stesso”, per questo deve essere affrontata con strategie a lungo periodo, come quella della Comunità di Sant’Egidio che con il programma DREAM dopo 15 anni è ancora sul campo nella lotta all’AIDS. Il tema della sostenibilità, importantissimo in contesti a risorse limitate come quelli africani, va affrontato nell’ottica dello sviluppo e non nella risposta emergenziale ad una crisi. I numeri parlano chiaro: in Africa ci sono circa 25,5 milioni di persone che convivono con il virus, ma meno della metà di loro ricevono il trattamento salvavita. UNAIDS ha recentemente pubblicato dei dati che mostrano come nella regione del Sud e Est Africa vivano 19 milioni di sieropositivi e solo il 54% riceve il trattamento antiretrovirale, mentre nell’Africa centro-occidentale vivono “solo” 6,5 milioni di persone con HIV ma il 72% di loro non riceve nessun trattamento. Ban Ki-moon ha dichiarato: “La nostra sfida è quella non lasciare nessuno indietro”, ma purtroppo oggi in Africa si lasciano indietro oltre 13 milioni di persone. DREAM oggi raggiunge con il suo programma 300.000 pazienti in tutto il continente.

Una delle sfide del contesto africano è quello del personale. In molti paesi mancano medici e infermieri qualificati in grado di far fronte ad un così alto numero di malati. Gran parte dei paesi europei hanno mediamente 1 medico ogni 250 persone, in Africa invece, proprio lì dove il peso delle malattie è più pesante, ci sono pochissimi medici: in Guinea Conakry, da poco uscita da Ebola, c’è un medico ogni 10.000 abitanti, in Mozambico un medico ogni 37.000 persone e in Malawi, tra i paesi più colpiti dall’AIDS, c’è un medico ogni 52.000 abitanti. Molti di questi medici sono stati formati da DREAM e alcuni di loro lavorano al programma e ricevono costante formazione. Dall’inizio delle sue attività DREAM infatti ha formato oltre 5.000 persone tra medici, infermieri, tecnici, laboratoristi, assistenti sociali, attivisti. Solo nel 2016 hanno partecipato ai corsi di formazione organizzati da DREAM oltre 600 professionisti di 12 paesi Africani.

DREAM è anche formazione “on the job”, supervisione, affiancamento, e-learning. Negli anni il personale di DREAM in Africa – migliaia di operatori sanitari – ha ricevuto una formazione continua: da 15 anni specialisti europei supervisionano (in loco o a distanza), affiancano e formano i colleghi africani. Si sono così diffuse conoscenze specialistiche in tanti paesi ed è cresciuta una generazione di professionisti africani in grado di fornire un servizio sanitario di qualità. Tali competenze rimangono nel territorio e sono la garanzia dello sviluppo del continente.

Inoltre, anche grazie alla collaborazione con Global Health Telemedicne, una specifica piattaforma di telemedicina ha permesso di allargare la rete di medici ad un centinaio di specialisti europei che danno consulenze in poche ore, refertano elettrocardiogrammi ed elettroencefalogrammi, danno consigli terapeutici per pazienti diabetici, offrono le loro competenze. Questa rete, oltre ad essere un’offerta di servizi sanitari di qualità per i pazienti, è un’occasione di formazione on the job per i professionisti africani che ricevono le consulenze.

DREAM investe da anni sul personale africano per affrontare in maniera incisiva il delicato tema della sostenibilità per la cura dell’AIDS; è una conoscenza che si diffonde e permette ai sistemi sanitari di far fronte in maniera adeguata all’epidemia; ma è anche qualcosa di più, è una scommessa sul futuro dell’Africa, che è incentrata sul personale africano ma si fonda su un’alleanza euroafricana.

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