• Via di San Gallicano, Rome, Italy
  • (39) 06 8992225
  • dream@santegidio.org

Category Page: Rep. Dem. del Congo

Un convegno sul ruolo degli attivisti nella cura dell’AIDS

Venerdì 21 luglio si è svolto a Kinshasa, presso la sala del PNLS (Programma Nazionale di Lotta contro l’AIDS), un convegno dal titolo “Condivisione dell’esperienza degli attivisti del programma DREAM nella lotta contro l’HIV/AIDS”.

L’idea nasce dall’interesse sempre maggiore del Programma Nazionale, responsabile nel paese della presa in carico dei pazienti HIV, verso l’esperienza di DREAM, che presenta anche in RDC ottimi risultati di retention.  Dream da diversi anni ha inoltre avviato un importante lavoro di sensibilizzazione nei quartieri soprattutto periferici e di sostegno all’aderenza dei malati alle cure, grazie al prezioso apporto degli attivisti. Per iniziativa del PNLS sono stati quindi invitati tutti i maggiori attori  del settore, in particolare i responsabili della presa in carico psicosociale e del settore comunitario, i rappresentanti delle reti dei pazienti sieropositivi, i rappresentanti degli organismi intenzionali, tra cui i CDC, l’OMS. Di rilievo inoltre la presenza di Istituzioni che collaborano con i grandi fondi internazionali, quali Global Fund e PEPFAR e altre ONG come MSF, ICAP. Presenti anche i diversi  rappresentanti  dei molti centri di salute e maternità della zona sanitaria di N’Sele (Kinshasa), in cui è presente DREAM e che collaborano con il centro.

Fondamentale  al convegno la partecipazione di tutti gli attivisti e buona parte del personale del centro DREAM di Kinshasa.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati il contesto nel quale è nata e si inscrive la figura dell’attivista,  le caratteristiche salienti di quella che è divenuta a tutti gli effetti una importante figura professionale. Delineati poi i requisiti richiesti, la formazione di cui DREAM si fa carico, nonché i differenti aspetti in cui si inserisce il lavoro dell’attivista, e come si relaziona con il centro e il personale della struttura. Sono stati infine presentati i dati di attività, in particolare degli ultimi 2 anni, nei quali al lavoro dell’equipe medica si è affiancato il loro intervento. I risultati, anche se parziali e necessariamente ancora limitati nel tempo, hanno dimostrato l’ indispensabile contributo degli attivisti nel lavoro di sostegno alla retention; in particolare sono stati sottolineati, attraverso numerosi interventi ,  aspetti particolarmente problematici quali la presa in carico degli adolescenti, il rinforzo dell’aderenza,  la ricerca attiva dei pazienti “persi di vista” agli appuntamenti, ed il counselling e sostegno alle coppie sierodiscordanti. Altri ancora hanno spiegato il programma di “parrainage” nei confronti degli adolescenti, cioè di affiancamento stretto di uno di loro  ad un adolescente non aderente che abiti vicino. E’ una vera e propria sfida che cerca il coinvolgimento della famiglia, spesso fatta di nonni o zii, anch’essi in difficoltà, e lotta per la conquista della fiducia del ragazzo o ragazza. Al tempo stesso  è anche attivazione di reti di sostegno, fino alla copertura delle spese scolastiche, che ha consentito a una buona parte di questi ragazzi di riuscire ad essere aderenti e a raggiungere finalmente la soppressione della  carica virale.

Il rappresentante dell’OMS, dott. Nicolas NKIERE MASHENI,  ha voluto infine sottolineare come non si possa combattere la lotta contro l’AIDS e la tubercolosi, solo con la medicalizzazione della malattia, ma sia invece necessario avere un approccio globale del malato coinvolgendo gli attivisti che possono avere un grande ruolo per il successo della cura.

Il convegno si è concluso con le parole di sincero ringraziamento del direttore del  PNLS, Dott. Théodore ASSANI SALUBEZYA, che ha sottolineato l’importanza della particolare attenzione che il Programma  DREAM pone nella cura  dei bambini e degli adolescenti.

Gli attivisti, che per la prima volta a Kinshasa hanno pubblicamente preso posizione, difendendo il loro lavoro e il loro apporto, hanno oggi dimostrato ancora una volta che senza un’anima nessun programma, neppure di eccellenza, può raggiungere obiettivi di qualità.

Il  Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio, con i suoi importanti risultati, è l’esempio di come uomini e donne, liberati dallo stigma, sinceramente desiderosi di rendersi utili agli altri, ritrovata la dignità di un servizio qualificante, possono fare la differenza nella cura dell’AIDS e cambiare le società in cui vivono.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Rinnovato l’accordo tra DREAM e l’Associazione Bambini del Danubio per il sostegno al Programma in Congo RDC

Il Programma DREAM è presente in Congo RDC dal 2009 a Mbandakà e dal 2011 a Kinshasa  con l’apertura del Centro Floribert Bwana realizzato grazie al contributo dell’Associazione Bambini del Danubio e al Gruppo Assicurazioni Generali.

L’associazione Bambini del Danubio e il suo Presidente Dr Sergio Balbinot non hanno mancato durante tutti questi anni di sostenere, con il loro aiuto concreto e con la solidarietà necessaria, lo sviluppo del Programma DREAM nel paese.  Il desiderio di curare i meno fortunati secondo metodologie ed approcci moderni di qualità e gratuiti, hanno accomunato fin dall’ inizio l’Associazione Bambini del Danubio e la Fondazione DREAM Comunità di Sant’Egidio. Le due associazioni si sono ritrovate negli anni vicine e molto solidali condividendo in tutto il lavoro e la speranza di poter rendere accessibili le cure ai malati più svantaggiati, come i malati in Congo o i bambini provenienti da paesi poveri, curati gratuitamente in Italia.

E’ grazie a questa amicizia e appoggio concreto, garantito dall’Associazione Bambini del Danubio, che il Programma DREAM oggi rappresenta nella Repubblica Democratica del Congo l’esempio migliore di cure gratuite e di qualità per l’HIV.

In questi giorni, nello spirito di grande affiatamento e collaborazione, nonché di condivisione degli obiettivi, è stato firmato un nuovo accordo, che consentirà al Programma DREAM di proseguire le sue attività grazie alle risorse necessarie assicurate dall’Associazione  permettendo la continuazione delle cure dei malati in Congo.

Durante questi anni di grande lavoro e di grande amicizia con molti, DREAM ha incontrato uomini e donne che hanno reso possibile il suo lavoro in Africa tra i malati. Dall’inizio  l’Associazione Bambini del Danubio  è stata tra questi.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Formare per arrivare a tutti

8bSi è appena concluso, al Centro DREAM di Kinshasa, un importante Corso di formazione. La strategia di lotta all’AIDS richiede sempre maggiore impegno, a fronte dell’obiettivo posto dal WHO di arrivare entro il 2020 al “90, 90, 90” (90% persone sottoposte al test, 90% in terapia con antiretrovirali, 90% con una carica virale sotto controllo). Nella Repubblica Democratica del Congo (dato 2014) non hanno accesso al test il 78% delle donne e l’84% degli uomini: il depistage dell’HIV è quindi una priorità assoluta. Ecco quindi la scelta strategica del Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio: fornire a 25 agenti di salute “alla pari”  (pazienti che hanno scelto di cominciare a testimoniare come affrontare la malattia vivendo una vita normale, serenamente) la capacità di effettuare il test ed il counseling a tante altre persone, nei centri di salute, a scuola, nei posti di lavoro.  Attivisti del Programma provenienti da Kinshasa e Mbandaka, ma anche da altre organizzazioni impegnate nella lotta allo stigma, hanno partecipato con interesse a tre giorni di intenso lavoro. Teoria, pratica, role playing, ma anche condivisione a distanza con l’esperienza di altri centri, come il Centro DREAM di Conakry, dove la coordinatrice Fatoumata Sylla affronta quotidianamente  situazioni assai complesse. In considerazione di questo corso “pilota”, primo nel suo genere, il Direttore aggiunto del PNLS (Piano Nazionale di Lotta al Sida) ha voluto consegnare personalmente gli attestati. Dopo la visita al Centro e l’incontro con i partecipanti al Corso, si è complimentato per l’umanità, combinata alla qualità, che fanno di DREAM un modello da mostrare al paese. Arrivare in pochi anni a “dominare” la malattia è un obiettivo difficile; grazie anche a DREAM, ed a questa nuovo modello di formazione, è già possibile.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Il Nunzio Apostolico di Kinshasa in visita al centro DREAM

Dopo il grande pranzo di Natale, ch2016-01-23 10.00.47e per la prima volta è stato fatto al Centro DREAM grazie alla solidarietà ed al contributo suscitato dai molti amici di “Je Dream”, e che ha raccolto 190 persone, in gran parte bambini, ecco oggi una visita importante: Mons. Luis Mariano Montemajor, da pochi mesi nominato Nunzio Apostolico a Kinshasa, già da tempo conosce il lavoro per la pace della Comunità di Sant’Egidio, venendo dal Senegal dove ha visto il grande impegno per la pace in Casamanche.
Qui a Kinshasa, dando seguito alla preoccupazione di Papa Francesco per la pace ed il dialogo nel paese, ha iniziato un prezioso lavoro di visite ed incontri.  In questo si inserisce la visita al centro DREAM, luogo di pace e di speranza per la vita di centinaia di persone. “Continuate in questo lavoro per il bene dei più fragili in questa città!” è stato il suo incoraggiamento a seguito della visita. Un incontro lungo e cordiale, che ha permesso di mettere in luce l’eccellenza di un progetto di cura non più solo dell’HIV, ma di molte altre malattie. Dopo un Natale di Misericordia, davvero una visita che incoraggia tutti, all’inizio di questo Anno Santo che ha aperto la sua prima porta Santa proprio nel cuore dell’Africa.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Garantire l’accesso all’acqua, garantire la vita

20150722_090427[1]

Non avere accesso all’acqua potabile significa aumentare il rischio di andare incontro a malattie gastro-intestinali anche gravi; basti pensare che il 16% della mortalità infantile globale è provocata dalla diarrea.

Procurare l’acqua per sé e la famiglia è un lavoro, soprattutto per le bambine e le ragazze, che dunque le allontana da scuola, perché per potersi approvvigionare di questo prezioso liquido, ogni giorno bisogna affrontare un cammino anche di diverse ore. Dati dell’UNICEF dicono  che la ricerca dell’acqua assorba 40 miliardi di ore annue, per il 71% sulle spalle appunto di donne e bambine.

Anche gli abitanti delle grandi città hanno difficoltà ad essere allacciati alle reti idriche di distribuzione , ma non solo è basso il numero di abitanti forniti di acqua, la stessa fornitura di acqua è sporadica, soprattutto a causa dello stato di decadenza delle tubature, e di cattiva qualità.

Come ha scritto Papa Francesco nella recente Enciclica “ Laudato  si’ ” L’acqua potabile e pulita rappresenta una questione di primaria importanza, (…) Un problema particolarmente serio è quello della qualità dell’acqua disponibile per i poveri, che provoca molte morti ogni giorno. (..) Mentre la qualità dell’acqua disponibile peggiore costantemente, in alcuni luoghi avanza la tendenza a privatizzare questa risorsa scarsa, trasformata in merce soggetta alle leggi del mercato. In realtà, l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani. Questo mondo ha un grave debito sociale verso i poveri che non hanno accesso all’acqua potabile, perché ciò significa negare ad essi il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità. “

Per questo il Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, già da diverso tempo, ha messo a disposizione gratuitamente l’acqua del pozzo scavato per approvvigionare il centro DREAM del quartiere di Bibwa,  per le famiglie della zona. E’ possibile venire ogni mattina alle porte del centro DREAM e accedere alla fontana che attinge all’acqua profonda e sicura, grazie alla dotazione tecnologica installata presso il centro, che è diventata un nuovo servizio anche per la popolazione del quartiere, dove non c’è ancora un acquedotto e l’acqua si deve comprare. Tutto si paga, a Kinshasa, anche un bicchiere d’acqua, in un Paese dove fa un grandissimo caldo per la maggioranza dei mesi dell’anno!

Così il Centro DREAM nel quartiere, che fin dall’’inizio ha significato la rinascita ad una nuova vita, a nuove speranze di sviluppo, e accesso alle cure gratuite, ha assunto anche il significato, con la  possibilità dell’accesso all’acqua potabile, di una vera e propria “fontana del villaggio” attorno alla quale si celebra la gioia della vita.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Il programma DREAM a Kinshasa: un salto di qualità

O3. La formazionermai sono passati tre anni e mezzo dall’inizio delle attività del Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio a Kinshasa, e circa 6.000 malati sono stati raggiunti e curati. Molti sogni si sono realizzati, molti altri sono ancora “in cantiere”.
In accordo con il Ministero della Salute congolese e con il sostegno della Cooperazione Italiana, il Programma ha mosso i suoi primi passi nel 2011, con lo scopo di prendersi cura di chi, colpito da HIV-SIDA, Tubercolosi, Malaria, abitava nel quadrante est della capitale della RDC.

Ma soprattutto è stato grazie alla Fondazione GENERALI che si è potuto costruire una struttura sanitaria all’avanguardia, che ha unito centro clinico e laboratorio, una vera “eccellenza” in campo sanitario. DREAM è così presto diventato un centro di riferimento per il trattamento dell’AIDS, completamente gratuito, non solo per il quartiere, ma per tutta la città. Per la popolazione locale è divenuto un legame importante, tanto che in poco tempo è cresciuta l’urbanizzazione dell’area perchè molti hanno costruito le loro case accanto al centro, motivati anche dalla distribuzione settimanale di acqua potabile effettuata da DREAM.

7. La prevenzione trasmissione verticaleUno degli obiettivi principali del Programma è sempre stato la prevenzione della trasmissione del virus dalle madri ai loro figli. A Kinshasa molte donne che vivono nelle aree più periferiche non hanno la possibilità di fare il test e, se sieropositive per il virus HIV, di avere accesso al trattamento. Per rispondere a questo bisogno, il Programma è diventato così anche “DREAM_MOBILE”. Con il sostegno del Gruppo GENERALI si è potuto acquistare una vettura 4×4, capace di attraversare anche corsi d’acqua e terreni fangosi, ed essere presenti ogni mese nelle dieci maternità individuate come più bisognose di sostegno. E`stato così possibile eseguire più di 1.500 test e molte donne in gravidanza, risultate sieropositive, hanno usufruito del trattamento gratuito e del sostegno alimentare. I loro bambini sono nati senza AIDS, una grande speranza per le mamme e per il paese.

Accanto al centro clinico, in questi anni, anche il laboratorio di biologia molecolare è divenuto un riferimento per la cura dell’AIDS nel paese, collaborando con le strutture sanitarie locali e nazionali, ma non solo. Già da qualche tempo il laboratorio fornisce sostegno anche a Medici Senza Frontiere, per il processamento dei campioni per l’analisi della Carica Virale, dei loro malati in cura. Dallo scorso anno è iniziato il processo di accreditamento del laboratorio per il controllo di qualità, attraverso la rete dei CDC di Atlanta, che ha visto grandi e progressivi riconoscimenti. Con i CDC/ICAP, a livello locale, si è siglato un accordo per la ricezione di campioni di Carica Virale, provenienti dai loro centri di cura. Nell’ultimo mese è stato installato un nuovo apparecchio per l’estrazione automatica della Carica Virale, che permetterà di moltiplicare l’attività del laboratorio, sia nella qualità che nella quantità, e di fornire un sostegno diagnostico sempre più largo a quanti curano i malati di AIDS nel paese. E’ un sogno che si realizza. Tanti altri ne nascono.

8. Il teleconsultoIn quest’ultimo anno, il programma si è arricchito di un’altra innovazione con l’introduzione della Global Health Technology per andare incontro alle esigenze di quella gran parte dei pazienti, stabilizzati o migliorati sul piano virologico grazie alle terapie, che molto spesso presenta comorbilità di diverso tipo, con compromissioni di tipo cardiologico, dermatologico o altro. Infatti in Africa, una visita specialistica, laddove disponibile, è comunque sempre a pagamento. Quindi, nella maggioranza dei casi, irraggiungibile. L`introduzione di un sistema di telemedicina, attraverso una serie di strumentazioni permette ai medici di DREAM di inviare teleconsulti ad una larga rete di specialisti italiani e di chiedere una “second opinion”. Nella stessa giornata, dopo aver inviato il quesito e gli accertamenti diagnostici quali ad esempio un elettrocardiogramma, è possibile ricevere il referto e l’indicazione terapeutica.

In un tempo difficile per la crisi economica che stiamo attraversando si potrebbe pensare talvolta che sia impossibile sostenere progetti di solidarietà internazionale. Guardando ai risultati ottenuti, ai sogni realizzati, al desiderio di continuare con ancor più entusiasmo un progetto rivolto alla salute primaria di un paese che è al 186° posto (su 187) nella lista dell’Indice di Sviluppo Umano, è assolutamente doveroso ringraziare i partner che ci hanno sostenuto, primi fra tutti la Fondazione GENERALI, vero “main sponsor” del Programma DREAM a Kinshasa.

 

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail