• Via di San Gallicano, Rome, Italy
  • (39) 06 8992225
  • dream@santegidio.org

Category Page: Repubblica di Guinea

DREAM 2.0: Prevenzione dei tumori femminili in partnership con la Fondazione Veronesi in Guinea

DREAM in Guinea è presente da più di 10 anni nella lotta all’AIDS e l’approccio di DREAM è sempre stato  quello di metter al centro degli sforzi il paziente, l’uomo e la donna non come malattia, ma come persona, ciascuna con le sue proprie  necessità e caratteristiche. La cura dell’AIDS e delle patologie ad esso connesse ha permesso a tanti di comprendere come sia possibile vivere bene con l’AIDS, alle donne di generare figli sani e di conservare le proprie forze per prendersene cura. L’attenzione alla donna è prioritaria per molti motivi, sia perché è la prima vittima della malattia (ben oltre la metà dei pazienti sono donne) sia perché attraverso di lei, più cosciente della responsabilità verso la propria famiglia, è possibile raggiungere il nucleo familiare, i bambini e infine i partner.

Da questa comune attenzione alla salute della donna è scaturita l’alleanza con la Fondazione Veronesi che ha consentito la formazione di un medico specializzato per la diagnosi dei tumori al seno  e l’invio di un ecografo, con sonde adatte anche ad altri esami.

La diagnostica

 

nella Repubblica di Guinea è costosa e difficilmente raggiungibile. Così, nella prospettiva di DREAM 2.0 i medici che lavorano nei centri DREAM hanno potuto avere la possibilità di accostarsi allo strumento e aprirsi alla prospettiva di offrire ai propri pazienti altre possibilità di diagnosi e cura.

Verificata la buona condizione dell’ecografo, tutti i medici operanti presso il centro sono stati reclutati per un corso teorico pratico sull’ecografia.

La procedura ha incluso un pre e un post test per valutare l’impatto della presentazione teorica, ma soprattutto l’interesse verso questa forma diagnostica innovativa nei nostri centri.

L’entusiasmo è stato grande e dopo una spiegazione sufficientemente esaustiva dell’apparecchio tutti hanno potuto provare personalmente l’utilizzo ruotando via via dalla funzione di operatore a quello di paziente.

E’ stato sufficiente questo piccolo corso per evidenziare come siano frequenti nella popolazione guineiana i problemi tiroidei; infatti nello  screening effettuato durante il corso si è confermato che su due membri del personale con familiarità per problemi tiroidei una è positiva e una è negativa per presenza di alterazioni. La formazione all`utilizzo di questo strumento diagnostico, continuerà nei prossimi mesi, focalizzata soprattutto  sullo screening  dei tumori femminili.

DREAM 2.0 continua l’allargamento della offerta diagnostica per la presa in carico complessiva dei pazienti, con gli strumenti migliori e grazie al sostegno di partner esperti quali la Fondazione Veronesi.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

L’azione di DREAM per migliorare la vita nelle carceri africane

Nell’ambito di un vasto servizio che la Comunità di Sant’Egidio svolge in tante carceri africane[1] pubblichiamo il racconto di Raquel Sancho della Comunità di Sant’Egidio di Barcellona che durante una delle sue missioni in Guinea ha accompagnato le attiviste di Je DREAM[2] in una delle loro visite nelle due carceri di Coyah e Dubreka (città che si trovano uscendo dalla capitale Conakry). Una raccolta di fondi fatta in Spagna ha permesso la liberazione di alcuni prigionieri e l’acquisto di alcuni generi di sostegno alla vita dei prigionieri.

20160726_130557-1Nella periferia di Conakry, ogni mese il carcere di Dubreka e di Coyah aprono le loro porte per accogliere un gruppo di attiviste di Dream che arriva per far loro una visita. Il valore dell’amicizia e la fedeltà dell’incontro hanno qui un senso molto speciale dovuto al senso di abbandono e alle dure condizioni di vita dei prigionieri, 86 a Dubreka e 105 a Coyah.

Dormono per terra, sopra le nattes, tappetini di plastica intrecciata, tutti insieme, quasi senza cibo e con acqua potabile limitata, senza igiene né pulizia. Manca tutto, perfino l’aria per respirare. In tale condizione è molto facile ammalarsi e molto difficile avere i farmaci per curarsi. Durante la visita sono tanti i prigionieri che si lamentano dei loro mali: paludismo, asma, dolori in tutto il corpo, ferite, stanchezza, febbre, raffreddore, e chiedono di scrivere i loro nomi sui quaderni  delle attiviste come a dire: non dimenticarti di me. Pochi giorni prima di essere liberati, Etienne e Alpha Omar sono morti per mancanza di medicine.

La maggior parte di loro non conosce neanche il tempo di pena e la data termine: così possono passare mesi e anche anni!

Aliou, Naby, Saliou, Idrissa, Diaby sono alcuni dei nomi degli 11 prigionieri che saranno liberati nei prossimi giorni, grazie ad una raccolta di fondi che permetterà loro di pagare la cauzione di uscita. Infatti una volta scontata la pena molti restano in carcere perché non hanno i mezzi per pagare questa tassa che permetterebbe loro la libertà. La cauzione dipende dall’infrazione compiuta. In tale situazione, i più vulnerabili sono sempre i più poveri, o quelli la cui famiglia abita lontano: possono restare per molto tempo senza permessi, né giudizio, né avvocati, né il  necessario per sopravvivere.

Un gruppetto di sei donne vive insieme in una cella a parte. Una di loro piange per i suoi sei figli che ha lasciato da soli a casa da due mesi e di cui non ha notizie. Dentro il recinto del carcere accanto alle celle, un gruppo di 15 bambini giocano davanti alle loro case. Lì abitano le famiglie dei guardiani che in quel triste ambiente subiscono quasi le stesse restrizioni alla libertà. Le parole, i gesti e l’amicizia gratuita con i prigionieri è una domanda anche per i guardiani che lavorano e vivono lì. Avere amici è sempre una protezione.

Dentro le celle la luce quasi non arriva e manca tanto l’aria. Tutti sono seduti per terra con la schiena contro il muro. Ogni prigioniero riceve un saluto e allo stesso tempo una borsa di farina di manioca. Le attiviste di DREAM hanno portato anche altre nattes nuove, ciabatte in plastica e sapone. Uno di loro guarda fissamente un pezzo di cartone pieno di numeri che ha tra le mani, indica il numero 487: sono i giorni che ha passato qui.

Prima di salutarci ascoltano queste parole: non siete abbandonati, noi amici della comunità vi faremo visita, e ci sono anche altri che pensano, lavorano e pregano ogni giorno per voi, per la liberazione dei prigionieri, per la libertà degli oppressi. Questo segno di speranza è ricevuto con un sentito ringraziamento e un caloroso applauso aspettando e contando anche i giorni che mancano per la prossima visita.

prigione

[1] La Comunità di Sant’Egidio è presente nelle carceri di 15 paesi dell’Africa grazie all’impegno delle comunità locali. Si tratta di una presenza capillare che riguarda sia grandi centri di detenzione, in alcuni dei quali ci sono anche i condannati a morte, sia piccole prigioni di distretti rurali. Questo servizio è volto in primo luogo a migliorare le condizioni di vita dei prigionieri e a garantire e promuovere il rispetto dei diritti umani, tra cui quelli fondamentali per la sopravvivenza e la dignità, come nutrirsi, lavarsi, vestirsi, curare l’igiene. 

[2] Je DREAM è il movimento creato pazienti, tra questi soprattutto donne, che hanno scelto di aiutare altri malati, non fuggendo più la malattia. Sono dei veri e propri testimonial che svolgono una funzione insostituibile di sostegno, counselling, peer-education e lotta allo stigma. Si impegnano inoltre gratuitamente, nello spirito di Sant’Egidio, con i più poveri: bambini, prigionieri, anziani.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Giornata della Terra. Il contributo di DREAM all’ambiente in Guinea

In tutto il mondo di celebra la Giornata mondiale della Terra. Quest’anno coincide con la ratifica presso l’ONU degli accordi di Parigi sul cambiamento climatico.
Sebbene molto resti da fare, per la protezione dell’ambiente naturale e per la riduzione dell’inquinamento soprattutto nelle grandi città, la Guinea si è già incamminata su questa strada, puntando sulla produzione di una energia più pulita e investendo molto sull’idroelettrico.
DSCN0390Anche DREAM, con i suoi poveri mezzi, ha l’ambizione di rendere le sue attività sempre più rispettose della ‘Madre Terra’. Grazie al finanziamento di un privato imprenditore italiano, il Sig. DalDosso, ha installato a Conakry, nel suo centro di cura di Dixinn, un impianto a energia solare da 32 KW (chilowatt) dotato di una innovativa e gerarchica gestione delle fonti di energia. In primis il sole, poi l’energia solare immagazzinata nelle batterie, quindi la corrente della rete elettrica e, solo come ultima opzione, l’accensione del generatore diesel.
Questo permette una grande economia nell’uso del gasolio, le povere casse di DREAM ringraziano, ma anche l’aria che tutti respiriamo ne beneficia. Meno gasolio bruciamo, meno CO2 e altri gas dannosi sono immessi nell’aria e meno avremo bisogno di estrarre combustibili fossili.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Energia solare per il centro DREAM in Guinea. Continua l’impegno della Comunità di Sant’Egidio per un ambiente migliore

solar_3Il 2015 è stato l’anno più caldo da quando sono cominciate le registrazioni delle temperature nel 1880. Ha vinto il non invidiabile primato, strappandolo all’anno precedente, il 2014.

Non ha vinto di misura, ma con un significativo margine e per la prima volta la temperatura globale è risultata di 1°C più alta di quella registrata nell’era preindustriale. E non è finita: il WMO annuncia che la tendenza continua nei primi mesi del 2016, rendendo presto molto probabile un nuovo primatista delle temperature: l’anno in corso.

Ciò che più impressiona è la rapidità del cambiamento climatico che il riscaldamento globale induce. Diverse le cause, ma sicuramente l’attività antropica, come ricorda Papa Francesco, è tra i principali responsabili.

Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile ad ogni fenomeno particolare. L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita,di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano. E’ vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare), ma numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra (biossido di carbonio, metano, ossido di azoto ed altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana.’ [Laudato si’–23]

solar_4Gli effetti si fanno sentire in tutto il mondo e noi di DREAM li tocchiamo con mano in Africa. Scarsità o cattiva distribuzione delle precipitazioni portano distruzioni e fame.

Diversi i paesi africani a rischio alimentare anche a causa del drastico cambiamento climatico. L’abbiamo visto e lo vediamo anche quest’anno in Malawi, paese che ci sta molto a cuore.

Tra gli altri anche il settore della produzione dell’energia, esso stesso accusato di contribuire al riscaldamento globale, ne subisce gli effetti.

solar_5Per la prima volta, nello scorso ottobre, la Tanzania ha dovuto fermare la totalità dei suoi impianti idroelettrici. Non per manutenzione, ma per mancanza d’acqua negli invasi. Un crollo improvviso ed importante della produzione nazionale di energia (meno 35% in pochi giorni) ha lasciato al buio per molte ore al giorno vaste aree del paese.

solar_6Nel vicino Malawi le cose non sono andate meglio. Tra i tristi effetti del taglio dell’energia elettrica per carenza di produzione, quelli sulla sanità. Le già precarie condizioni operative delle strutture sanitarie e degli ospedali sono messe a dura prova dai continui black-out. Arresto dei dispositivi vitali, impossibilità di effettuare diagnostiche di laboratorio e blocco dei reparti operatori sono anche stati causa diretta di morte.

L’Africa cresce e crescono le aspettative della popolazione africana, sia di quella urbana che di quella rurale. L’Africa ha sempre più bisogno di energia. Possibilmente pulita e da fonti rinnovabili. Possibilmente senza affrontare il problema con l’atteggiamento predatorio e sconsiderato dei paesi di antica industrializzazione.

DSCN0369Il Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio continua nel suo cammino di riduzione dell’impronta ecologica dei suoi centri di cura.

Grazie ad alcuni sponsor la strada cominciata 4 anni fa in Malawi è proseguita anche quest’anno in Guinea, a Conakry.

Il sig. Franco Dal Dosso, imprenditore italiano nel settore dell’abbigliamento sportivo e della moda, ha reso possibile un sogno che era nel cassetto da molti anni: l’installazione di un impianto per la produzione di energia solare presso il centro DREAM a Dixinn-Conakry.

L’esperienza maturata negli anni passati e la collaborazione con un’altra eccellenza italiana, la Riello-Aros Solar Division, ci ha condotto a installare a Conakry la stessa tecnologia ‘ibrida’ già sperimentata con successo in Malawi.

30 kW di pannelli solari alimentano i servizi essenziali (laboratorio di analisi, rete PC, servizi ICT, magazzini farmaci e reagenti, freezer, trattamento aria) del centro di cura DREAM. Il sistema Aros Solar gestisce le varie fonti di energia: pannelli FV, pacco batterie, rete di città, generatore diesel. La priorità è chiaramente al sole. Quando non c’è o non è sufficiente il sistema prende in automatico l’energie dalle altre fonti disponibili, lasciando come ultima scelta il generatore diesel.

solar_7La collaborazione tecnica in loco con AMC Guinée, che si è occupata dell’installazione dell’impianto, è stata una piacevole sorpresa. Sotto la supervisione dei tecnici di DREAM il lavoro è stato rapido e preciso. Non capita quasi mai che il primo test sia quello buono, ma l’impianto installato presso DREAM-Conakry ci ha stupiti: collegato, acceso … funziona !!

Dopo il primo mese di monitoraggio del dell’impianto, i risultati sono più che buoni. La riduzione di utilizzo del generatore diesel è vicina all’80% e proporzionalmente si è ridotto il ricorso al gasolio. Da un primo raffronto con i dati precedenti all’avvio dell’impianto solare, risulta maggiore di 5.000kg/mese la riduzione dell’anidride carbonica immessa in atmosfera.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

DREAM : non solo cure, ma cultura del vivere insieme

2016-01-27_134948Sotto una paillote una trentina di persone si ritrovano a parlare e ad ascoltare.  Alcune sono cristiane, la maggior parte musulmane. Si conoscono da vari anni e sono amiche. Sono quasi tutte donne. Alcune di loro, una volta al mese si recano in una prigione della periferia dove sono ammassati in una  sola stanza un centinaio di uomini; quando riescono a raccogliere indumenti o cibo, portano loro qualcosa, ma spesso vanno a mani vuote, per una visita d’amicizia, per salutare, per raccogliere numeri di telefono di parenti lontani o ignari della loro condizione, per ritessere legami strappati. Altre fanno visita regolarmente ad un gruppo di bambini in un picco orfanotrofio, sempre in periferia.  Ospita una trentina di bambini, tra i quali alcuni malati di AIDS.

Non sono ricche, anzi. Alcune hanno storie complicate dalla povertà ma soprattutto dalla malattia che rappresenta ancora qui un motivo ulteriore, per le donne, di emarginazione e stigma. Ma non hanno affatto l’aria malata né triste. Mario Giro, sottosegretario agli Esteri e membro da tanti anni della Comunità di Sant’Egidio,  in visita ufficiale in Guinea è venuto a fare visita e ad incontrarle, nel centro DREAM di Conakry.

Il discorso parte dalla loro vita e dalla loro esperienza2016-01-27_145631 ma si allarga poi ai temi grandi della coabitazione tra etnie e religioni diverse. Temi alti che toccano però la vita quotidiana di ciascuno. Nei quartieri della capitale, dove da sempre cristiani e musulmani vivono fianco a fianco,  arrivano le voci delle guerre, delle migrazioni, degli attentati. Pochi giorni fa un altro “paese fratello” è stato colpito da un attentato che ha fatto 30 morti, operato da tre ragazzi appena ventenni. “Se tu vuoi andare in Europa non puoi più se ti chiami Ousmane o Fatoumata, devi cambiare nome…non ce li vogliono lì i musulmani“. Raccontano di un sottile disagio, come se gli il vento della violenza arrivi, smorzato, anche in questo paese,  con una tradizione di coabitazione, non sempre facilissima, ma radicata. E la domanda che spunta è una di quelle fondamentali: cos’ è che divide?  Dio è uno, per tutti. Ci si avventura quasi su un terreno teologico e su cos’ è che contraddistingue le grandi religioni monoteiste.

Sotto la paillote del centro DREAM si accavallano storie, desideri , sentimenti, progetti.

C’è molto desiderio di capire, un ascolto attento, ma anche la testimonianza di un’amicizia che può andare oltre la diffidenza, oltre le diversità.  Che è già una realtà vissuta insieme, quotidianamente nella cura dei malati, cristiani, animisti, musulmani, peul, soussou o kissi, donne sole  – anche quelle tutte coperte di uno spesso velo nero che lascia scoperti solo gli occhi – orfani e adolescenti che desiderano un futuro “normale” anche se malati.

C’è la tenerezza e la felicità provata  nel pranzo di Natale, preparato insieme, di fronte al bambino che sgrana gli occhi davanti al regalo del suo primo paio di scarpe o al grazie del prigioniero che finalmente quest’anno ha mangiato la carne.

2016-01-27_131627L’esperienza della propria debolezza accolta e curata, provata nel momento della scoperta della malattia, o nel momento in cui a causa di essa ci si è ritrovate sole;  un luogo come il centro DREAM della Comunità di Sant’Egidio che diventa la casa di tutti; la consapevolezza che la propria vita è ancora davanti e che è utile non solo per se stessi ma per altri; la coscienza di non essere soli…tutto questo continua a legare gente con storie personali,  cultura, religione ed etnia diverse.

È una via che a molti sembra troppo semplice, la via dell’amicizia, del rispetto della diversa fede, della equità e dei diritti (alla salute, alla cultura, alla dignità) ma è la via possibile a tutti, non importa il tuo grado di istruzione o la tua situazione economica. È il dialogo, curioso e rispettoso dell’altro, che si può fare ogni giorno, per strada e nei quartieri. Preservare pace e coabitazione è quello che le donne di DREAM possono e vogliono fare, per una Guinea pacifica, che trova nella coesione la chiave di un futuro possibile e nelle donne una forza insospettata.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

“Viva le mamme ! Viva i bambini!” A Conakry è festa con DREAM in occasione della Giornata mondiale di lotta all’AIDS

IMG_20151208_135255Martedì 8 dicembre a Conakry, una grande festa nel centro DREAM della Comunità di Sant’Egidio per celebrare la vita nel mese dedicato alla lotta all’AIDS. Centinaia di mamme con i loro bambini nati sani nel programma di prevenzione della trasmissione Madre-Bambino hanno espresso insieme la loro gioia. Erano donne malate, con poche speranza su di sé e sul futuro: oggi sono l’immagine della felicità di chi ha potuto dar vita a bambini sani e liberi dall’AIDS; oggi sono una forza per le loro famiglie e le loro comunità: la cura infatti che continuano a seguire  dona una ritrovata salute, ma soprattutto la fiducia ritrovata nella propria vita.

Alla festa hanno partecipato centinaia di donne e i loro bambini, di età diverse: c’erano infatti i bambini più grandi, nati con il Programma DREAM tra il 2006 e il 2007, come Eva che ha ormai 8 anni e ricorda alla madre l’orario della terapia (Scopri la storia di Eva) o i piccolissimi ancora nel programma di prevenzione.

IMG_20151208_135012A Conakry con il Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio sono nati quasi 1000 bambini sani, le cui mamme hanno iniziato la terapia durante la gravidanza e che, continuando a curarsi, assicurano il proprio futuro e quello dei figli.

All’incontro era presente la rappresentante paese dell’UNAIDS Mme Félicité N’Sabimana, rappresentanti del Ministero della salute, del Ministero dei Diritti Umani, del Comitato Nazionale di Lotta all’AIDS ed altri rappresentanti di ONG locali.

La festa ha rappresentato anche l’occasione per molti malati di celebrare la vita, dopo un anno difficile e di paura dovuto all’epidemia di Ebola che ha colpito duramente il paese e da cui solo ora s’intravede un’uscita.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail