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I risultati di DREAM

I traguardi raggiunti in questi anni sono eloquenti: più di 270.000 persone curate in 10 paesi africani. Tra questi 47.000 bambini cui si è offerto, sin dal 2002 un futuro, attraverso la terapia e una diagnostica d’eccellenza. Espressione concreta del significato della terapia come prevenzione è la nascita di oltre 55.000 bambini nati sani (AIDS free).

Questo è un successo reso possibile dall’adozione, da parte del Programma, dell’Anti Retroviral Therapy durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno. Così è stata in pratica azzerata la percentuale di bambini nati sieropositivi, Inoltre –è un fatto decisivo- le madri curate hanno continuato a vivere e a prendersi cura dei propri figli. Inoltre con la terapia alle madri si è ottenuta una riduzione della mortalità materna pari a quella della popolazione generale del paese.

Un risultato significativo e d’altro tipo sono gli oltre 5000 i professionisti della salute africani formati nei 13 anni di attività, 42 i centri di cura presenti, sia nelle grandi città sia nelle aree rurali, 21 i laboratori di biologia molecolare per la diagnosi e il monitoraggio dell’infezione da HIV\AIDS e altre infezioni. E’ possibile stimare che DREAM negli anni, attraverso l’educazione sanitaria, i corsi di prevenzione e la sensibilizzazione sui luoghi di lavoro, nelle scuole, alle Università, alla radio, televisione, è riuscito a raggiungere decine di milioni di persone, per battere un mondo di pregiudizi e la rassegnazione con cui si affrontava la malattia.

Indubbiamente il Programma non avrebbe potuto crescere e affrontare con buoni risultati i notevoli problemi organizzativi e terapeutici, se fosse nato per iniziativa di un individuo o di un gruppo isolato; bisognava lavorare insieme, persone del Nord e del Sud del mondo, specialisti e pazienti, laici e religiosi, volontari e professionisti, donatori e governi.

Si è creata così un’unità di visione che ha rappresentato una forza in più: ognuno ha il suo ruolo e il suo lavoro per affrontare questa terribile pandemia (dagli operatori domiciliari ai biologi, dai medici ai logisti, dagli infermieri alle attiviste). La capacità di socializzare le difficoltà, le soluzioni trovate ai problemi di qualunque natura emersi strada facendo, hanno permesso di non ricominciare da capo in ogni paese, ma di crescere insieme in tempi rapidi, facendo proprie le esperienze degli altri in qualunque punto del “sistema DREAM”.

Il rapporto permanente, informatico e professionale, ma anche amicale, tra chi è al Nord e chi è al Sud, ha consentito di ottimizzare il sistema velocemente rendendo fruibili gli elevati standard, anche quando si avviava un nuovo centro e il personale era quasi completamente nuovo.

Quando abbiamo cominciato a muovere i primi passi, il sogno di portare la terapia dell’AIDS in Africa era considerato da molti come un’utopia, un progetto bello, ambizioso ma irrealizzabile. Negli anni l’interesse globale e i finanziamenti alla lotta contro la malattia, hanno portato a una migliore possibilità di diagnosi e cura in molte aree del mondo tra cui l’Africa e allo sviluppo di nuovi gruppi di farmaci.

Oggi, dopo oltre un decennio, grazie anche all’intervento di DREAM, è ormai possibile prevenire e curare l’HIV/AIDS in tutti i paesi africani.

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