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	<title>dream.santegidio.org &gt; news</title>
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	<description>DREAM: le ultime news</description>
	<copyright>Copyright 2008 - Comunità di Sant'Egidio</copyright>
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	<managingEditor>dream@santegidio.org</managingEditor>
	<webMaster>ict@dreamsantegidio.net</webMaster>
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		<title>DREAM - Comunità di Sant'Egidio</title>
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<title><![CDATA[Il Programma DREAM partecipa alla 66ª sessione dell'Assemblea Mondiale della Sanità]]></title>
<description><![CDATA[<p><!--  --></p>

<p><span style="font-size:16px"><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/2013-05-22_WHO_Ginevra_2013.JPG" style="border-style:solid; border-width:0px; float:left; height:195px; margin:10px; width:306px" />Si &egrave; aperta il 20 maggio a Ginevra la 66&ordf; sessione dell&rsquo;Assemblea Mondiale della Sanit&agrave;, il supremo organo decisionale dell&#39;OMS (WHO) cui partecipano circa 3000 partecipanti in delegazioni provenienti da tutti gli Stati Membri dell&#39;OMS. Il programma DREAM della Comunit&agrave; di Sant&#39;Egidio partecipa con una delegazione e ha promosso un <em>side-event</em> dal titolo &quot;DREAM: Achieving Results in HIV Positive Patients in Sub-Saharan Africa&quot;, in cui presenter&agrave; i risultati e le prospettive del lavoro che svolge da pi&ugrave; di 10 anni per cura i pazienti affetti colpiti dall&#39;AIDS in Africa.&nbsp;</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><br />
<img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/2013-05-22_dream_Ginevra.JPG" style="border-style:solid; border-width:0px; height:352px; width:500px" /></p>

<p><strong><span style="font-size:16px">DREAM: Achieving Results in HIV Positive Patients in Sub-Saharan Africa</span></strong></p>

<p><span style="font-size:16px"><em>The Global Fund<br />
Executive Director</em><br />
<strong>Dr. Mark Dybul</strong></span></p>

<p><span style="font-size:16px"><em>WHO - Director of the<br />
HIV/AIDS Department</em><br />
<strong>Dr. Gottfried Hirnschall</strong></span></p>

<p><span style="font-size:16px"><em>DREAM program<br />
Community of Sant&rsquo;Egidio</em><br />
<strong>Prof. Leonardo Palombi</strong></span></p>

<p><span style="font-size:16px"><em>Introductory remarks by:</em><br />
<strong>Mr. Amedeo Trambajolo</strong><br />
Charg&eacute; d&rsquo;affaires a.i. of the Permanent Mission of Italy</span></p>

<p><strong><span style="font-size:16px">Palais des Nations, Room IV, 3rd floor, Building C<br />
23rd May - 12:30 - 14:00</span></strong></p>
]]></description>
<author>dream@santegidio.org</author>
<category domain="http://dream.santegidio.org">news</category>
<pubDate>Wed, 22 May 2013 17:34:00 GMT</pubDate>
</item>      



<item>
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<title><![CDATA[“Un domani per i miei bambini” un libro di Pacem Kawonga]]></title>
<description><![CDATA[<p><!--  --><span style="font-size:small"><img alt="" src="/UserFiles/image/Articoli/2013/2013-04-16_undomaniper.jpg" style="float:left; height:488px; margin:10px; width:300px" />Un&#39;autobiografia mozzafiato e bellissima, ricca di sentimento e passione. La lotta di una donna coraggiosa per cambiare il destino di morte in un futuro di vita.</span></p>

<p><span style="font-size:small">&ldquo;<em>La vita &egrave; come un lungo viaggio in macchina, soggetto a imprevisti. Un giorno la macchina su cui viaggiavo si &egrave; rotta all&rsquo;improvviso. Nel buio della notte. In una strada deserta. Davanti a una linea rossa. Ma proprio quando avevo cominciato a rassegnarmi, qualcuno &egrave; venuto in mio soccorso. Si &egrave; sporcato le mani e mi ha permesso di riprendere il viaggio. La linea rossa non era pi&ugrave; il termine, ma un punto di partenza. Da quel momento non sarei pi&ugrave; stata s</em>ola&rdquo;</span></p>

<p><span style="font-size:small">Per pochi anni, fino all&#39;adolescenza, la vita di Pacem &egrave; stata serena. Nata in una famiglia relativamente agiata, ha potuto studiare nelle migliori scuole del Malawi, il suo paese. Ma tutto cambia quando prima la madre e poi il padre vengono portati via dall&#39;Aids, una malattia che per ignoranza, pregiudizio e tab&ugrave;, in quelle parti dell&#39;Africa vale ancora come un marchio di infamia e come una condanna a morte. Da quel momento nella sua vita tutto prende una brutta piega. Si sposa con l&#39;uomo che ama ostinatamente, ma che si riveler&agrave; violento e infedele, oltre che assolutamente incosciente. Quando la seconda figlia, Melinda, ancora neonata, presenta sintomi preoccupanti, Pacem vede aleggiare lo spettro della sventura. Di nuovo, la sua vita e quella dei suoi figli &egrave; appesa alle due lineette rosse del test. Ma questa volta Pacem &egrave; decisa a lottare per se stessa e per i suoi bambini. Una lotta che la porter&agrave; a ritrovare&nbsp;speranza e&nbsp;vita per se e per la sua famiglia e ad essere di sostegno per tante donne in Africa,&nbsp;cambiando&nbsp;un destino di morte che sembrava ineluttabile.</span></p>

<p><span style="font-size:small">Pacem KawongaNata in Malawi, &egrave; oggi attivista di Dream, progetto anti-Aids promosso dalla Comunit&agrave; di Sant&#39;Egidio, e coordinatrice di uno dei centri della comunit&agrave; in Malawi. Grazie alle cure ricevute, ha una vita serena con i suoi due figli e sostiene centinaia di donne. &ldquo;Un domani per i miei bambini&rdquo; racconta la sua storia.</span></p>

<p><span style="font-size:x-small">Titolo: <strong>Un domani per i miei bambini</strong><br />
Autore: <strong>Pacem Kawonga</strong><br />
Genere: <strong>Autobiografia</strong><br />
Casa Editrice: <strong>Piemme</strong><br />
Collana: <strong>Piemme Voci</strong><br />
Prezzo: <strong>16,50 &euro;</strong><br />
Pagine: <strong>280</strong></span></p>
]]></description>
<author>dream@santegidio.org</author>
<category domain="http://dream.santegidio.org">news</category>
<pubDate>Mon, 20 May 2013 17:34:00 GMT</pubDate>
</item>      



<item>
<link>http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1203</link>
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<title><![CDATA[Un'alleanza per l'Africa: DREAM e la Fondazione AIDS Tedesca]]></title>
<description><![CDATA[<p><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/20130520_DSCF0901.JPG" style="border-style:solid; border-width:0px; float:left; font-size:16px; height:267px; margin:10px; opacity:0.9; width:400px" /></p>

<div><span style="font-size:16px">Negli ultimi 10 anni sono stati fatti notevoli passi avanti nel campo della prevenzione della trasmissione materno-infantile del virus dell&rsquo;HIV. La superiorit&agrave; della tripla terapia antiretrovirale rispetto alla mono o bi-terapia &egrave; ormai riconosciuta dal mondo scientifico internazionale. Le opzioni B/B+ &nbsp;risultano essere in grado di ottenere tassi di trasmissione verticale inferiori al 5% a 18-24 mesi di et&agrave; del bambino. La seconda opzione (B+) ha il vantaggio rispetto alla prima di non necessitare della conta della numerosit&agrave; dei CD4. Le donne sieropositive in gravidanza verrebbero messe in terapia senza bisogno di effettuare analisi sullo stato del sistema immunitario. Questo permetterebbe non solo di prevenire l&rsquo;infezione dell&rsquo;HIV nei bambini, ma anche di trattare tempestivamente le madri, migliorandone la salute e prevenendone la mortalit&agrave;.</span></div>

<p><span style="font-size:16px">E&rsquo; quanto viene dichiarato dalla &ldquo;<a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1192&amp;Curlang=IT"><strong>Maputo Initiative</strong></a>&rdquo;, accordo che si &egrave; raggiunto tra i rappresentati dei ministeri della salute dell&rsquo;Africa sub-sahariana durante il workshop organizzato in marzo dal <strong>Programma DREAM della Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio</strong>.</span></p>

<p><span style="font-size:16px">Dopo il Malawi, anche il <strong>Mozambico </strong>ha iniziato l&rsquo;implementazione dell&rsquo;<strong>opzione B+</strong> per le donne in gravidanza HIV positive. La prima provincia considerata &egrave; stata quella di Gaza.</span></p>

<p><span style="font-size:16px">L&rsquo;intervento nella <strong>Provincia di Gaza</strong> &egrave; particolarmente significativo, se si tiene conto che &egrave; la provincia del Mozambico con la pi&ugrave; alta prevalenza dell&rsquo;HIV (25.1% tra gli adulti, 33% tra le donne in gravidanza secondo i dati UNAIDS 2012). Inoltre la zona ha sofferto recentemente a causa del Ciclone Eline e di piogge torrenziali che hanno provocato lo straripamento del fiume Limpopo, allagando la provincia e devastando in particolare la citt&agrave; di Chokwe. Oltre 140.000 persone sono state sfollate. Parte di queste persone si sono riversate nelle aree dei centri di salute di Macia e di Chicumbane che trovandosi ad una maggiore altitudine non sono stati colpiti dall&rsquo;alluvione.</span></p>

<p><span style="font-size:16px">Il lavoro in tale provincia si &egrave; avvalso e si avvale tuttora dell&rsquo;appoggio del programma DREAM, cos&igrave; come stabilito dall&rsquo;accordo preso nel luglio del 2011 tra <strong>Ministero della salute mozambicano (MISAU)</strong> e la Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio.</span></p>

<p><span style="font-size:16px"><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/20130520_DSCF0936.JPG" style="border-style:solid; border-width:0px; float:left; height:267px; margin:10px; width:400px" />Operatori sanitari di DREAM hanno infatti tenuto a febbraio corsi di formazione, tramite un&rsquo;equipe formata da medici, infermieri, attivisti e tecnici informatici. Il personale sanitario cos&igrave; formato ha quindi iniziato l&rsquo;implementazione nella regione di un trattamento di qualit&agrave; per la prevenzione della trasmissione materno-infantile.</span></p>

<p><span style="font-size:16px">Da febbraio i centri hanno iniziato a fare il test per l&rsquo;HIV a tutte le donne in gravidanza. Tutte coloro che sono risultate positive hanno iniziato il trattamento per la prevenzione verticale secondo il protocollo DREAM, seguendo l&rsquo;Opzione B+ dell&rsquo;OMS. La diagnosi precoce e un trattamento di qualit&agrave; (tripla terapia antiretrovirale a tutte le donne HIV positive in gravidanza), guardando alla salute delle donne e a quella dei bambini, diviene la vera prevenzione nella lotta all&rsquo;AIDS. Si cominciano a vedere i primi risultati: sono nati infatti i primi bambini dal programma di prevenzione verticale. In tale contesto importante &egrave; la collaborazione con la<a href="http://www.aids-stiftung.de/"><strong> Fondazione AIDS Tedesca</strong></a>, che dal 2005 sostiene il programma DREAM in Mozambico nell&rsquo;ambito della prevenzione della trasmissione verticale. In questi giorni una delegazione, guidata dal Presidente della Fondazione, ha visitato i Centri di Salute di Macia e Chicumbane. Il Coordinatore Nazionale di DREAM ha potuto mostrare i risultati incoraggianti raggiunti in questi mesi.</span></p>

<p><span style="font-size:16px">L&rsquo;intervento su Gaza rappresenta un passo in avanti verso il raggiungimento dell&rsquo;obiettivo di eliminazione dell&rsquo;infezione nei bambini mantenendo le madri in vita, cos&igrave; da poter raggiungere anche in Mozambico una riduzione del 90% delle infezioni tra i nuovi nati entro il 2015.</span></p>

<table border="0" cellpadding="1" cellspacing="1" style="width:100%">
	<tbody>
		<tr>
			<td><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/20130520_DSCF0992.JPG" style="height:267px; width:400px" /></td>
			<td><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/20130520_DSCF0998.JPG" style="height:267px; width:400px" /></td>
		</tr>
		<tr>
			<td><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/20130520_DSCF1005.JPG" style="height:267px; opacity:0.9; width:400px" /></td>
			<td><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/20130520_DSCF1157.JPG" style="height:267px; opacity:0.9; width:400px" /></td>
		</tr>
		<tr>
			<td><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/20130520_DSCF1200.JPG" style="height:267px; opacity:0.9; width:400px" /></td>
			<td><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/20130520_DSCF1279.JPG" style="height:267px; opacity:0.9; width:400px" /></td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<p>&nbsp;</p>
]]></description>
<author>dream@santegidio.org</author>
<category domain="http://dream.santegidio.org">news</category>
<pubDate>Mon, 20 May 2013 17:34:00 GMT</pubDate>
</item>      



<item>
<link>http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1200</link>
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<title><![CDATA[Festa della mamma. Gli auguri di Dream a tutte le mamme africane]]></title>
<description><![CDATA[<p><!--  --><img alt="DREAM: con le madri e i bambini per un futuro libero dall'AIDS" src="http://dream.santegidio.org/UserFiles/image/news/2013/201301/adozioni_a_distanza_adozione_madre_bambino_santegidio_dream_maggio_2012.jpg" style="border-style:solid; border-width:0px; float:left; height:290px; margin:10px; width:350px" /><strong><span style="font-size:20px">12 maggio: &egrave; festa anche per lei !</span></strong></p>

<p>&nbsp;</p>

<p style="text-align:justify"><span style="font-size:16px">La Comunit&agrave; di Sant&#39;Egidio augura a tutte le mamme africane un futuro libero dall&#39;AIDS, per loro e per i loro figli.</span></p>

<p style="text-align:justify"><span style="font-size:16px">Auguri a tutte le mamme che oggi festeggiano per i loro bambini nati liberi dall&#39;AIDS, grazie alla terapia che salva le loro vite.</span></p>

<p style="text-align:justify"><span style="font-size:16px">Scriveva Gianni Rodari in una bella filastrocca &ldquo; Mi ha fatto la mia mamma - E sono molto contento!&rdquo; A volte, per&ograve;, continuava il poeta &ldquo;tali notizie sono prive di fondamento!&rdquo;<br />
Succede spesso, troppo spesso, che tanti bambini non possano dire altrettanto. Sono i bimbi destinati a una vita breve perch&eacute; nati da madri sieropositive che non possono usufruire della prevenzione verticale, il trattamento che permette a tutti i bambini di nascere sani. Permette a tutti i bambini della terra di dire &ldquo;mi ha fatto la mia mamma &ndash; e sono molto contento!&rdquo;&nbsp;</span><br />
&nbsp;</p>

<p style="text-align:justify"><span style="font-size:16px">DREAM, il programma di lotta contro l&rsquo;AIDS e la malnutrizione, da oltre dieci anni fa nascere bambini sani da madri sieropositive in dieci paesi africani. Ormai siamo arrivati a oltre<strong> 20.000</strong> bimbi nati sani. Bambini che ridono, che vanno a scuola, che vivono! Sono loro il futuro del continente e il futuro del mondo. Sono loro la prova che &ldquo;persone male informate&rdquo; non credevano potessero vivere. E invece, con l&rsquo;aiuto di tante mamme, possono dire al mondo &ldquo;Mi ha fatto la mia mamma &ndash; E sono molto contento!&rdquo;</span></p>

<p style="text-align:justify"><span style="font-size:16px">Auguri allora a tutte le donne africane che con coraggio e determinazione lavorano perch&egrave; altre madri e altri bambini possano essere salvati e tornare a sperare. Per tutte loro&nbsp;&nbsp;il nostro impegno per eliminare la trasmissione &nbsp;del virus HIV &nbsp;da madre a bambino, affinch&eacute; le generazioni future siano libere dall&#39;AIDS e&nbsp;perch&eacute; si possa raggiungere l&#39;<strong>Obiettivo del Millennio</strong>&nbsp;</span><span style="font-size:16px">di ridurre la mortalit&agrave; materna del 75%, entro il 2015.</span></p>

<p style="text-align:justify">&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:16px">Auguri a mamma Cacilda,</span><strong>&nbsp;</strong><span style="font-size:16px">divenuta testimonial di come le cure possano restituire futuro e speranza a tante mamme che credevano &nbsp;essere destinate ad una condanna a morte per se e per i loro figli.</span></p>

<p style="text-align:justify"><span style="font-size:16px">Guarda il video e leggi anche la&nbsp;<a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1184">sua intervista qui</a></span></p>

<table border="0" cellpadding="1" cellspacing="1" style="width:560px">
	<tbody>
		<tr>
			<td><iframe align="left" frameborder="0" height="315" scrolling="no" src="http://www.youtube.com/embed/BZKGR5gpX7g?rel=0" width="560"></iframe></td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<p>&nbsp;</p>

<p style="text-align:justify"><span style="font-size:16px">Auguri a tutte le madri dei <strong>pi&ugrave; di 20.000 bambini nati sani</strong> grazie al programma DREAM in Africa in&nbsp;Mozambico , Malawi , Tanzania , Kenya, Repubblica di Guinea, Guinea Bissau, Camerun , Congo RDC, Angola e Nigeria.</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p style="text-align:justify"><img src="http://3.bp.blogspot.com/-ygsE4qMFVDg/UYOKjxC0mPI/AAAAAAAAAjM/IgiIRKpHVVY/s400/2013-04-16_undomaniper.jpg" style="border-style:solid; border-width:0px; float:left; height:400px; margin:10px; width:246px" /><span style="font-size:16px">Auguri a <strong>Pacem&nbsp;Kawonga</strong>, che nel suo libro <a href="http://www.no-aids-in-africa.org/2013/05/in-un-libro-la-storia-di-pacem-un.html" target="_blank">&quot;un domani per i miei bambini&quot;</a> ha raccontato, con sentimento e passione, la sua storia di madre sieropositiva e della sua lotta per restituire speranza e coraggio alla sua stessa vita, a quella di sua figlia e di tante donne africane. </span></p>

<p style="text-align:justify"><span style="font-size:16px">Passione che l&#39;ha portata fino al palazzo dell&#39;ONU a chiedere <strong>l&#39;accesso universale</strong> al trattamento&nbsp;al di l&agrave; di ogni distinzione di razza, genere, religione, et&agrave; e condizione socio-economica.</span></p>

<p style="text-align:justify"><span style="font-size:16px">Universale. Perch&egrave; tutte le mamme possano fare festa.&nbsp;</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:16px">Auguri !&nbsp;</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:18px">Aiuta anche tu una mamma africana</span></p>

<p><a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=286&amp;Curlang=IT"><span style="font-size:medium"><span style="font-family:arial"><strong>DONA con BONIFICO o Conto corrente postale</strong></span></span></a></p>

<p><span style="font-size:medium"><span style="font-family:arial"><strong>Oppure fai una donazione ON-LINE:</strong></span></span></p>

<table align="center" border="0" cellpadding="10" cellspacing="10" style="width:500px">
	<tbody>
		<tr>
			<td><iframe align="middle" frameborder="0" height="600px" scrolling="no" src="http://dream.santegidio.org/public/dona/donaonline.asp" width="800px"></iframe></td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>
]]></description>
<author>dream@santegidio.org</author>
<category domain="http://dream.santegidio.org">news</category>
<pubDate>Thu, 09 May 2013 17:34:00 GMT</pubDate>
</item>      



<item>
<link>http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1201</link>
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<title><![CDATA[Africa Oltre - Conoscere l'Africa al di là degli stereotipi]]></title>
<description><![CDATA[<p><!--  --><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/2013-05-09_africa_oltre_loc.jpg" style="float:left; height:514px; margin:10px; width:250px" /></p>

<p><span style="font-size:14px">Studiosi di fama internazionale dialogano nel nuovo ciclo di incontri, a cura di Giorgio Musso, per scardinare quelle immagini fossilizzate che ci impediscono di capire veramente l&rsquo;Africa, non pi&ugrave; un indistinto e impenetrabile &ldquo;continente nero&rdquo; ma un continente dai molteplici volti, una realt&agrave; plurale e in costante movimento. L&rsquo;Europa, disorientata dalla primavera araba e&nbsp;</span><span style="font-size:14px">assorbita dalla propria crisi, sembra incapace di concepire lo spazio euroafricano in maniera nuova, per creare legami che superino le vecchie logiche della dipendenza e si aprano ad una vera cooperazione.</span></p>

<p><span style="font-size:14px">10 maggio<br />
<strong>Oltre l&rsquo;emigrazione: i giovani africani in un mondo globale</strong><br />
Paola Germano,&nbsp;Coordinatrice del Programma DREAM, Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio<br />
Maria Giovanna Parodi da Passano_Docente di Antropologia,<br />
Universit&agrave; di Genova</span></p>

<p><span style="font-size:14px">Genova, Palazzo Ducale, ore 17.45</span></p>

<p><span style="font-size:14px">Piazza Matteotti 9</span></p>

<p><span style="font-size:14px">16123 Genovausei<br />
tel. 010.5574065<br />
<a href="http://www.palazzoducale.genova.it">www.palazzoducale.genova.it</a></span></p>
]]></description>
<author>dream@santegidio.org</author>
<category domain="http://dream.santegidio.org">news</category>
<pubDate>Thu, 09 May 2013 17:34:00 GMT</pubDate>
</item>      



<item>
<link>http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1199</link>
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<title><![CDATA[I bambini «stregoni» di Kinshasa. La storia di Angela del centro DREAM della Comunità di Sant'Egidio]]></title>
<description><![CDATA[<p><!--  --><img src="http://dream.santegidio.org/UserFiles/image/news/2012/201207/kinshasa_2.jpg" style="border-style:solid; border-width:0px; float:left; height:300px; margin:10px; width:400px" /></p>

<p><strong>Sono almeno 30 mila gli &laquo;enfant sorciers&raquo;, i minori maledetti della megalopoli congolese Il clan li allontana: sono considerati causa di calamit&agrave; familiari. Vittime di povert&agrave; e superstizione</strong></p>

<p>Da l&rsquo;<strong>Eco di Bergamo</strong> del 6 maggio 2013&nbsp;. Dall&#39;inviato Elena&nbsp;Catalfamo -&nbsp;Kinshasa (Rep. Dem. Del&nbsp;Congo)</p>

<p>Angela (nome di fantasia) ha 8 anni ed &egrave; sieropositiva. Ma non &egrave; per questo che il suo clan la considera una bambina maledetta. La sua &laquo;colpa&raquo; pi&ugrave; grave &egrave; che sta bene. E che lei &egrave; sopravvissuta ai suoi genitori, morti a distanza di sei mesi l&rsquo;uno dall&rsquo;altra, falcidiati dall&rsquo;Aids. Capelli arrotolati nelle treccine, un vestitino verde sgargiante, Angela&nbsp;&egrave; di casa al centro Dream della Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio sorto alla periferia di Kinshasa I medici e gli infermieri del programma nato per curare l&rsquo;Aids con i farmaci antiretrovirali in una decina di Paesi africani la abbracciano e la considerano ormai una loro figlia adottiva. Vive con loro e le vicine suore diocesane congolesi da due anni, da quando il centro Dream &egrave; sorto nella megalopoli di 12 milioni di abitanti della Repubblica democratica del Congo.</p>

<p>Angela&nbsp;infatti fa parte della schiera di almeno 30 mila (ma alcune stime ne valutano pi&ugrave; del doppio) di &laquo;enfant sorciers&raquo;,<strong> i bambini stregoni</strong> che popolano le periferie della capitale. Sono bambini considerati maledetti e per questo allontanati da casa: su di loro ricade da parte del clan la colpa di qualche calamit&agrave; capitata alla famiglia. I genitori di Angela&nbsp;sono morti a distanza di sei mesi l&rsquo;uno dall&rsquo;altra a pochi anni dalla nascita della bimba: con ogni probabilit&agrave; entrambi avevano contratto l&rsquo;Aids e, privi di accesso a cure adeguate, sono morti per un virus che colpisce alme- no il 3% della popolazione congolese.</p>

<p>La maledizione di Angela&nbsp;&egrave; quella di essergli sopravvissuta, quasi di aver spremuto loro lavita per salvare la sua. &laquo;Avevamo da poco aperto il centro Dream a Kinshasa - racconta Stefano Capparucci, supervisore del <strong>centro Dream della Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio</strong> in Congo - quando una mattina Angela&nbsp;&egrave; arrivata in fin di vita accompagnata da una sorella maggiore, quindicenne. Il test Hiv &egrave; risultato positivo. Angela&nbsp;e la sua famiglia non avevano i soldi per il contributo minimo alla trasfusioni: ci raccontarono che da pochi giorni avevano perso la madre e stavano cercando di racimolare qualcosa per darle sepoltura. Sei mesi prima avevano perso il padre, entrambi per cause sconosciute. Per noi era chiaro che i due genitori avevano con ogni probabilit&agrave; contratto il virus Hiv e, non diagnosticato, erano morti di Aids.</p>

<p>Somministrammo le prime cure in day hospital ad Angela&nbsp;e quando ci sembr&ograve; che stesse meglio la affidammo nuovamente alla sorella&raquo;. &laquo;Durante un giro di visite spiega Capparucci - abbiamo rivisto Angela&nbsp;sola per strada, completamente abbandonata e denutrita. &Egrave; allora che ci hanno spiegato dei bambini stregoni: su di loro ricadono le colpe delle sventure famigliari. Essendo i pi&ugrave; deboli pagano per i loro parenti e vengono allontanati per esorcizzare i dispiaceri e le malattie. &Egrave; cos&igrave; che Angela&nbsp;&egrave; stata accolta dalle suore diocesane congolesi e noi l&rsquo;abbiamo curata con i farmaci antiretrovirali. Oggi &egrave; una bambina piena di vita e, con il tempo, stando vicini ai fratelli e alla sorella, siamo riusciti anche a reinserirla parzialmente nella famiglia La superstizione purtroppo &egrave; alimentata dalla povert&agrave; delle persone&raquo;. Il progetto Dream (l&rsquo;acronimo sta per Drug Resource Enhancement against Aids and Malnutrition) &egrave; un sogno per l&rsquo;Africa realizzato dalla Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio a partire dal 2002. Sono ad oggi 38 i centri che praticano il test dell&rsquo;Hiv e somministrano le cure di farmaci antiretrovirali in centri specializzati degni delle migliori cliniche italiane.</p>

<p><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/bambina-a-s.jpg" style="border-style:solid; border-width:0px; float:left; height:400px; margin:10px; opacity:0.9; width:300px" /></p>

<p>&laquo;Partiamo da questo principio - spiega Stefano Capparucci, in questi giorni a Kinshasa con Cristina Moscatelli, medico e volontario della Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio, tutti abbiamo diritto alle stesse cure. &Egrave; per questo che i centri Dream offrono le stesse possibilit&agrave; di cura e di contrasto dell&rsquo;Aids che potrebbe avere un italiano o un tedesco nel loro Paese&raquo;. I centri Dream, <strong>completamente gratuiti per la popolazione</strong>, sono presenti in 10 Paesi africani, e hanno aiutato in questi anni un milione di persone, ne hanno assistite almeno 202.600 di cui 34.500 minori (under 15 anni). &nbsp;Sono <strong>20.020 i bambini nati sani</strong> grazie ai programmi di prevenzione. Al centro congolese ha somministrato il test a 3.765, di cui 747 sono risultati sieropositivi. Ogni paziente costa all&rsquo;incirca 500 dollari all&rsquo;anno e le spese vengono coperte da numerosi sponsor tra cui Assicurazioni Generali, Bambini del Danubio onlus e Coopi.</p>

<p>Il centro Dream sorge in una zona all&rsquo;estrema periferia di Kinshasa dopo la nascita della struttura, sono cresciute nuove casupole e l&rsquo;area si sta popolando anche se mancano i servizi di base: acqua ed elettricit&agrave;. Proprio la Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio ha provveduto alla costruzione di un pozzo per le famiglie della zona Le strade sterrate, nei periodi delle grandi piogge equatoriali, si riempiono di pozzanghere e diventano impraticabili. Gli accumuli d&rsquo;acqua poi favoriscono il proliferare delle zanzare, portatrici della malaria. Una malattia che, a queste latitudini, miete ancora pi&ugrave; vittime dell&rsquo;Aids, favorita da corpi malnutriti. Sempre la Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio ha anche un programma indirizzato alla malnutrizione con cui fornisce pacchi alimentari con riso, farina di mais, olio di palma e zucchero per i bambini e le famiglie (circa 175 persone ogni mese). &nbsp;</p>

<p>In Repubblica democratica del Congo, l&rsquo;83% della popolazione vive al di sotto della soglia della povert&agrave; e la speranza di vita &egrave; al di sotto di 50 anni: facile con questi numeri immaginare che la povert&agrave; alimenti antiche superstizioni che gli &laquo;enfant sorciers&raquo; pagano per tutti. Ma va anche detto che il 44,4% della popolazione &egrave; al di sotto dei 15 anni e che quindi la percentuale dei bimbi stregoni e di strada &egrave; piuttosto limitata sul numero complessivo dei minori presenti nel Paese. Il Congo poi &egrave; un Paese largamente cattolico anche se le sette proliferano sempre pi&ugrave; soprattutto nei sobborghi della capitale. La presenza del clan e della famiglia aiuta alla stabilit&agrave; dei rapporti e i bambini non mancano certo in generale dell&rsquo;affetto dei genitori: i piccoli stanno sempre sulle spalle della mamma e la accompagnano in ogni gesto della giornata. La vera battaglia, che la Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio combatte anche sul piano politico da anni, &egrave; quella alla lotta alla povert&agrave;.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>
]]></description>
<author>dream@santegidio.org</author>
<category domain="http://dream.santegidio.org">news</category>
<pubDate>Mon, 06 May 2013 17:34:00 GMT</pubDate>
</item>      



<item>
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<title><![CDATA[Maputo (Mozambico): il ministro tedesco degli Esteri, Guido Westerwelle, visita uno dei centri DREAM della Comunità di Sant'Egidio]]></title>
<description><![CDATA[<p><!--  --></p>

<p><span style="font-size:12px"><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/IMG_7110.JPG" style="border-style:solid; border-width:0px; float:left; height:267px; margin:10px; width:400px" />Il ministro degli Esteri tedesco ha visitato, nel corso di un suo viaggio in diversi Paesi africani, uno dei centri DREAM della Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio a Maputo. Il ministro ha voluto conoscere i dati della diffusione del virus da HIV in Mozambico e il lavoro per combattere la malattia. Westerwelle si &egrave; intrattenuto con il personale medico e paramedico del programma DREAM e con alcuni pazienti, che collaborano come attivisti. Si tratta di donne e uomini, curati nei centri DREAM, che fanno assistenza domiciliare ad altri pazienti e svolgono un importante lavoro di sensibilizzazione e di lotta allo stigma. Marta, una delle attiviste, ha raccontato al ministro che sua figlia di otto anni &egrave; nata sana grazie al programma, che permette anche alle madri di vivere bene e in buona forma fisica. Anche i bambini del centro hanno salutato il ministro ed hanno accolto con entusiasmo i suoi regali.</span></p>

<p><span style="font-size:12px">Nel corso della visita il ministro ha voluto incoraggiare la Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio a proseguire la lotta all&rsquo;Aids in Africa, assicurando il sostegno e la vicinanza del governo tedesco: &ldquo;Sono colpito &ndash;ha detto il ministro- da questo lavoro grande ed importante. DREAM unisce in modo armonico gli aspetti pi&ugrave; tecnici con una grande umanit&agrave; e un&rsquo;attenzione ad ogni particolare. Dal laboratorio biomolecolare fino alla merenda per i bambini&hellip; qui tutto &egrave; speciale! Proseguite nel vostro lavoro. Ve lo dico con grande convinzione. La Germania vi sosterr&agrave;&rdquo;.</span></p>

<p><span style="font-size:12px">Dal 2002 DREAM in Mozambico, ha costruito 12 centri per la cura dell&rsquo;Aids, grazie a sostegni statali e privati. Dalla Germania il sostegno &egrave; arrivato oltre che dal Ministero per l&rsquo;aiuto allo sviluppo, dalla Deutsche Aids Stiftung, il cui presidente era presente all&rsquo;incontro con il ministro. Attualmente sono in cura nei 12 centri 28.000 pazienti. 12.300 bambini sono nati sani grazie al programma.&nbsp;</span></p>

<table border="0" cellpadding="1" cellspacing="1" style="width:100%">
	<tbody>
		<tr>
			<td><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/Westerwelle 3b.JPG" style="height:266px; width:259px" /></td>
			<td><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201305/Westerwelle 7.JPG" style="height:267px; width:400px" /></td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<p>&nbsp;</p>
]]></description>
<author>dream@santegidio.org</author>
<category domain="http://dream.santegidio.org">news</category>
<pubDate>Thu, 02 May 2013 17:34:00 GMT</pubDate>
</item>      



<item>
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<title><![CDATA[L'iniziativa di Maputo per l'eliminazione della trasmissione materno-infantile dell’infezione da HIV: la necessità di un modello di cura.]]></title>
<description><![CDATA[<p><!--  --><span style="font-size:14px"><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201303/P1030073.JPG" style="border-style:solid; border-width:0px; float:left; height:300px; margin:10px; width:400px" /></span></p>

<p><strong><span style="font-size:14px">Si &egrave; tenuto a Maputo dall&rsquo;11 al 15 marzo 2013 un workshop sulla prevenzione della trasmissione materno-infantile del virus dell&rsquo;HIV organizzato dal programma DREAM. Tra i partecipanti, medici, clinici, infermieri e rappresentanti esperti di salute pubblica provenienti da vari paesi dell&rsquo;Africa sub-sahariana.</span></strong></p>

<p><strong><span style="font-size:14px">Lo sviluppo di nuove linee guida internazionali e un modello di cura basato sulla somministrazione di Tripla Terapia Antiretrovirale a TUTTE le donne HIV positive in gravidanza , dalle prime settimane di gestazione fio allo svezzamento, ci rende pi&ugrave; vicini all&rsquo;obiettivo di eliminare la trasmissione verticale dell&rsquo;HIV.</span></strong></p>

<p><strong><span style="font-size:14px">Sono stati pubblicati i punti chiave dell&rsquo;accordo raggiunto durante il workshop.</span></strong></p>

<p><span style="font-size:14px">&nbsp;- Negli ultimi 10 anni ci sono stati grandi sviluppi nel campo della prevenzione della trasmissione materno-infantile del virus dell&rsquo;HIV. Vi &egrave; una crescente consapevolezza sulla necessit&agrave; di interventi che siano ampiamente efficaci nel prevenire la trasmissione verticale dalla gravidanza fino alla fine dell&rsquo;allattamento. La superiorit&agrave; di una combinazione di almeno tre farmaci antiretrovirali nel ridurre la trasmissione verticale rispetto alla mono o bi-terapia &egrave; stata chiaramente documentata. I vantaggi dell&rsquo;utilizzo della HAART (Highly Active Antiretroviral Therapy) dalla gravidanza fino alla fine dell&rsquo;allattamento al seno sono stati dimostrati in numerosi studi. L&rsquo;HAART &egrave; in grado di ridurre la trasmissione verticale a livelli inferiori al 5% a 18-24 mesi di et&agrave;, riducendo anche i tassi di mortalit&agrave; materna e infantile della popolazione infetta o esposta all&rsquo;HIV ai livelli osservati tra gli individui sani in Africa. Le opzioni B/B+ sono le pi&ugrave; efficaci per la PMTCT nei paesi in via di sviluppo, dove il parto cesareo e l&rsquo;allattamento artificiale non sono realisticamente realizzabili a livello di popolazione. L&rsquo;Opzione B+ presenta alcuni vantaggi rispetto all&rsquo;Opzione B, in termini di organizzazione e di tutela della salute delle donne, nonch&eacute; di riduzione di contagio dell&rsquo;HIV ai partner non infetti.</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">&nbsp;- Fondamentale per il successo di programmi di EMTCT (eliminazione della trasmissione materno-infantile) nei paesi in via di sviluppo &egrave; la <em>retention </em>dei pazienti in cura e la loro aderenza ai protocolli di trattamento. In media non pi&ugrave; del 50% delle donne in programmi di PMTCT completa l&rsquo;intero protocollo. Questo &egrave; legato non solo agli specifici regimi terapeutici o ai protocolli di trattamento utilizzati, ma soprattutto al modello di cura. La <em>retention </em>&egrave; soprattutto legata all&rsquo;aumento della consapevolezza del paziente per quanto riguarda la propria attenzione alla cura e al significato di aderenza per mantenersi in salute.</span></p>

<p><span style="font-size:14px">-&nbsp;</span><span style="font-size:14px">Per aumentare la </span><em>retention </em><span style="font-size:14px">e l&rsquo;aderenza, nel quadro delle politiche dei diversi paesi e delle organizzazioni sanitarie nonch&eacute; delle linee guida internazionali, dobbiamo aggiornare il modello di cura attraverso il quale gestiamo l&rsquo;HIV e la prevenzione della trasmissione verticale.</span></p>

<p style="margin-left:36.0pt"><span style="font-size:14px">Gli elementi da includere in questo modello sono:</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">i) Servizi gratuiti: tutti i servizi devono essere gratuiti</span></p>

<p><span style="font-size:14px">ii) Deve essere garantita una catena sicura di fornitura di kit di test rapidi e di farmaci antiretrovirali</span></p>

<p><span style="font-size:14px">iii) La strategia opt-out per il counseling e per il test dell&rsquo;HIV deve essere presente al fine di massimizzare l&rsquo;efficacia della strategia del test</span></p>

<p><span style="font-size:14px">iv) Un approccio olistico globale centrato sulla famiglia dovrebbe guidare il servizio di EMTCT</span></p>

<p><span style="font-size:14px">v) Piena integrazione dei servizi di EMTCT e di cura con Antiretrovirali con i servizi di cura antenatale (ANC) al fine di offrire un pacchetto completo di servizi secondo le linee guida internazionali. Questa integrazione consente di mettere in atto un processo che porta a nascite che avvengono in sicurezza e ad un controllo della salute nel postpartum, con un controllo esteso alle donne durante i periodi del postpartum e dell&rsquo;allattamento al seno.</span></p>

<p><span style="font-size:14px">vi) Dovrebbero essere attuate strategie che consentano alle madri di accedere facilmente ai servizi di EMTCT ( per esempio la suddivisione dei compiti e le cliniche mobili)</span></p>

<p><span style="font-size:14px">vii) Il sostegno comunitario per un&rsquo;aderenza continua ai programmi di EMTCT: &egrave; fondamentale per aiutare le donne in gravidanza ad accettare la loro sieropositivit&agrave; e la loro piena aderenza ai protocolli di EMTCT, supportandole dal momento della diagnosi allo svezzamento del bambino e facilitando il coinvolgimento dei partner. Gli operatori sanitari di comunit&agrave; formati a tale scopo sono un potente strumento per aumentare i tassi di retention e di aderenza.</span></p>

<p><span style="font-size:14px">viii) La diagnosi precoce prenatale (EID) &egrave; un pilastro per il sostegno e per l&rsquo;incoraggiamento di madri HIV positive, mettendole a conoscenza circa la negativit&agrave; dei loro figli o comunque garantendo il trattamento precoce dei neonati che si sono infettati. L&rsquo;EID, basandosi sui risultati del Dry Blood Spot, deve includere tempestivi tempi di turn-around e affidabilit&agrave; dei risultati.</span></p>

<p><span style="font-size:14px">ix) La valutazione nutrizionale e l&rsquo;assistenza alle madri e ai neonati &egrave; estremamente importante in quanto una corretta alimentazione resta una delle sfide in questi contesti.</span></p>

<p><span style="font-size:14px">x) Monitoraggio, controllo e valutazione: il controllo tempestivo &egrave; fondamentale al fine di valutare l&rsquo;impatto e la qualit&agrave; dei programmi. Allo stesso tempo, la teconologia informatica al fine di sostenere la cura e di avere traccia dei persi al follow-up (se precedentemente &egrave; stato ottenuto il consenso dai pazienti), &egrave; un utile strumento per migliorare la retention.</span></p>

<p style="margin-left:40px"><span style="font-size:14px">In conclusione, sosteniamo lo sviluppo di un modello globale per sviluppare EMTCT nei siti&nbsp;africani urbani, semirurali&nbsp;e rurali, al fine di raggiungere l&#39;obiettivo di 0 nuove infezioni nei nostri paesi, al pi&ugrave; presto possibile.</span></p>

<p style="margin-left:40px">&nbsp;</p>

<p style="margin-left:40px"><span style="font-size:14px"><strong>Firmatari</strong></span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Prof. Maria Cristina Marazzi</span></p>

<p><span style="font-size:14px">DREAM Program General Director</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Esther Kuni Bonje MSc,</span></p>

<p><span style="font-size:14px">HIV Free NW, Project Manager Cameroon Baptist Convention Health Services - CAMEROON</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Dr. Evelyne Ehua Amangoua,</span></p>

<p><span style="font-size:14px">Directrice de la Pr&eacute;vention du SIDA - Minist&egrave;re de la Sant&eacute; et de la lutte contre le SIDA &ndash; COTE D&rsquo;IVOIRE</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Prof Leonardo Palombi,</span></p>

<p><span style="font-size:14px">DREAM program Scientific Director,</span></p>

<p><span style="font-size:14px">Full Professor of Hygiene, Director of Biomedicine and Prevention Dept, University of Tor Vergata</span></p>

<p><span style="font-size:14px">ITALY</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Dr Paola Germano,</span></p>

<p><span style="font-size:14px">DREAM Program General Coordinator</span></p>

<p><span style="font-size:14px">ITALY</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Dr Gianni Guidotti</span></p>

<p><span style="font-size:14px">DREAM program General Secretary</span></p>

<p><span style="font-size:14px">ITALY</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Prof Sandro Mancinelli</span></p>

<p><span style="font-size:14px">Associate Professor of Hygiene</span></p>

<p><span style="font-size:14px">Dept. of Biomedicine and Prevention, University of Tor Vergata, Rome</span></p>

<p><span style="font-size:14px">ITALY</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Prof Pasquale Narciso</span></p>

<p><span style="font-size:14px">Consultant of Infectiuos and Tropical Diseases<br />
INMI&nbsp;&quot;L..Spallanzani&quot;, Rome<br />
ITALY</span><br />
<br />
&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Dr Andrea De Luca, MD,</span></p>

<p><span style="font-size:14px">Associate Professor of Infectious Diseases, Director, University Division of Infectious Diseases, Siena University Hospital, Siena</span></p>

<p><span style="font-size:14px">ITALY</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Dr Giuseppe Liotta, MD, PhD</span></p>

<p><span style="font-size:14px">DREAM program Clinical Director,</span></p>

<p><span style="font-size:14px">Senior Researcher, Dept of Biomedicine and Prevention, University of Tor Vergata, Rome</span></p>

<p><span style="font-size:14px">ITALY</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Mr Elard Alumando</span></p>

<p><span style="font-size:14px">DREAM program Country Director</span></p>

<p><span style="font-size:14px">MALAWI</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Dr Ines Zimba</span></p>

<p><span style="font-size:14px">DREAM Country Director</span></p>

<p><span style="font-size:14px">MOZAMBIQUE</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Dr Noorjeahn Abdul Magid</span></p>

<p><span style="font-size:14px">DREAM program Clinical Director</span></p>

<p><span style="font-size:14px">MOZAMBIQUE</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Dr. Bernard Ngoy Belly Bossiky,</span></p>

<p><span style="font-size:14px">Secr&eacute;taire Ex&eacute;cutif National adjoint, Focal point ETME, Programme National Multisectoriel de Lutte contre le Sida</span></p>

<p><span style="font-size:14px">RDC</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Mrs Precious Audia Robinson, Deputy Director:PMTCT National Dept. of Health</span></p>

<p><span style="font-size:14px">SOUTH AFRICA</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Dr Eula Mothibi, Head: Health Services Cluster MBCHB; FCP (SA); Dip HIV Man &ndash; Khethimpilo</span></p>

<p><span style="font-size:14px">South Africa</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Karin Nielsen, MD, MPH, Clinical Professor of Pediatrics, Director, Center for Brazilian Studies at UCLA Division of Infectious Diseases, David Geffen UCLA School of Medicine, Los Angeles</span></p>

<p><span style="font-size:14px">USA</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><span style="font-size:14px">Dr Kebby Musokotwane, Communicable Diseases Control Specialist, Provincial Medical Office,Livingstone</span></p>

<p><span style="font-size:14px">ZAMBIA</span></p>

<p>&nbsp;</p>
]]></description>
<author>dream@santegidio.org</author>
<category domain="http://dream.santegidio.org">news</category>
<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 17:34:00 GMT</pubDate>
</item>      



<item>
<link>http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1188</link>
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<title><![CDATA[Centinaia di persone a Maputo per l'ultimo saluto a Ana Maria Muhai, la prima attivista del programma DREAM]]></title>
<description><![CDATA[<!--  -->]]></description>
<author>dream@santegidio.org</author>
<category domain="http://dream.santegidio.org">news</category>
<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 17:34:00 GMT</pubDate>
</item>      



<item>
<link>http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1180</link>
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<title><![CDATA[MSD Italia e Comunità di Sant'Egidio insieme per contrastare la trasmissione madre-figlio del virus dell'HIV]]></title>
<description><![CDATA[<p><!--  --><strong><span style="font-size:small"><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201304/2013-04-16_msd_for_mother.jpg" style="float:left; height:427px; margin:10px; width:400px" />MSD</span></strong><span style="font-size:small"> Italia e <strong>Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio </strong>insieme con un obiettivo ambizioso: contribuire a raggiungere il quinto &ldquo;Obiettivo del Millennio&rdquo; indicato dalle Nazioni Unite dopo l&rsquo;anno 2000, che prevede la riduzione della mortalit&agrave; materna del 75% entro il 2015. Una sfida che vale 3 milioni di vite perch&eacute;&nbsp;ogni giorno in tutto il mondo circa 800 donne perdono la vita&nbsp;a causa delle complicanze di una gravidanza o di un parto.<br />
Il 99% delle morti avviene nei Paesi in Via di Sviluppo con&nbsp;conseguenze devastanti sulle famiglie e sulle comunit&agrave;: la mortalit&agrave; materna mette a rischio la sopravvivenza e la salute dei figli e le economie di interi Paesi. Per questo la sfida &egrave; che &ldquo;nessuna madre debba pi&ugrave; morire mentre d&agrave; alla luce un figlio&rdquo;. A raccoglierla <strong>MSD</strong> con il progetto &ldquo;<strong>MSD for Mothers</strong>&rdquo; per il quale sono stati stanziati complessivamente cinquecento milioni di dollari per sostenere progetti di assistenza sanitaria, farmaceutica, per la formazione degli operatori e l&rsquo;informazione delle popolazioni che vivono nei Paesi dell&rsquo;Africa sub-sahariana e dell&rsquo;Asia Meridionale. Nell&rsquo;ambito di questa iniziativa MSD Italia ha deciso di sostenere il <strong>Programma DREAM </strong>che la <strong>Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio</strong> ha gi&agrave; avviato da dieci anni in dieci Paesi africani, per contrastare la diffusione dell&rsquo;AIDS e in particolare la trasmissione madre-figlio del virus dell&rsquo;HIV, sostenendo in particolare lo sviluppo del programma in <strong>Mozambico</strong>. </span></p>

<p><span style="font-size:small">L&rsquo;iniziativa &egrave; stata presentata oggi a Roma nella sede della Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio, nella &ldquo;sala della pace&rdquo; che ha visto svolgersi le trattative che portarono nel 1992 alla firma per gli accordi di pace proprio per il Mozambico. Ma come la guerra, l&rsquo;emergenza sanitaria si configura come una vera e propria catastrofe: &laquo;La mortalit&agrave; materna &egrave; un&rsquo;emergenza che si consuma lontano dai riflettori, ma costituisce una vera e propria catastrofe umanitaria, soprattutto in alcuni Paesi dell&rsquo;Africa e dell&rsquo;Asia del Sud con un impatto devastante sulla vita di milioni di persone ed un costo annuo per l&rsquo;economia mondiale di 15 miliardi di dollari&raquo; osserva <strong>Pierluigi Antonelli</strong>, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia. &laquo;&Egrave; una vera e propria piaga che va gestita dalla comunit&agrave; internazionale, ciascuno facendo la propria parte: MSD ha deciso di avviare MSD for Mothers, un progetto molto ambizioso che, attraverso la collaborazione con rilevanti organismi internazionali e una serie di partnership pubblico-privato, punta a ridurre in maniera importante la mortalit&agrave; materna mettendo a disposizione le migliori soluzioni possibili e le terapie pi&ugrave; innovative&raquo;.<br />
<span style="font-size:small"><img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201304/2013-04-16_msd_for_mother_2.jpg" style="float:left; height:315px; width:399px" /></span>Ogni giorno in tutto il mondo circa 800 donne perdono la vita a causa delle complicanze di una gravidanza o di un parto: l&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; stima che, nel solo 2010, siano state 287.000. La mortalit&agrave; materna &egrave; causa di oltre 1 milione di orfani l&rsquo;anno; nei prossimi anni, tre milioni di donne potrebbero morire per complicanze legate alla gravidanza e al parto. Il 99% di questi decessi avviene in Paesi in Via di Sviluppo e in contesti a risorse limitate, dove la maggior parte degli eventi potrebbe essere evitato se solo le donne avessero accesso all&rsquo;assistenza durante la gravidanza e il parto. Nei Paesi in Via di Sviluppo la mortalit&agrave; materna &egrave; devastante non solo per la famiglia, ma per l&rsquo;intera comunit&agrave;: i bambini che sopravvivono alle madri hanno maggiori probabilit&agrave; di morire prima dei due anni e gli altri figli sono 10 volte pi&ugrave; a rischio di abbandono scolastico, cattiva salute e morte precoce. Inoltre, per ogni donna che muore al momento del parto, almeno altre venti rimangono disabili a vita. </span></p>

<p><span style="font-size:small">MSD for Mothers si concentrer&agrave; sulle due principali cause di mortalit&agrave; materna: le emorragie post-partum, responsabili del 35% dei decessi, e la pre-eclampsia o ipertensione gestazionale, responsabile di un altro 18%. Altra rilevante causa di mortalit&agrave; materna &egrave; rappresentata dall&rsquo;infezione HIV e a questo fronte &egrave; rivolto il Programma DREAM della Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio.<br />
Ogni anno in Africa sono circa 1,4 milioni i casi di gravidanza in donne infette da HIV. Il Mozambico, dove l&rsquo;11% della popolazione adulta &egrave; HIV-positiva, &egrave; uno dei Paesi pi&ugrave; colpiti: nel 2011 erano 27.000 i bambini infetti alla nascita.<br />
&laquo;Senza cure appropriate solo la met&agrave; dei bambini che sono stati infettati per via verticale raggiungeranno il secondo anno di vita. Inoltre le madri sieropositive che arrivano al parto con un&rsquo;infezione acuta nell&rsquo;organismo vedono aumentato il rischio di decesso in gravidanza&raquo; afferma il Direttore Scientifico del Programma DREAM, <strong>Leonardo Palombi</strong>, Professore ordinario di Igiene e Sanit&agrave; Pubblica all&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Roma Tor Vergata. &laquo;Nell&rsquo;ambito del Programma DREAM, la trasmissione madre-bambino ad un anno si riduce dal 40% al 2-3% e i decessi materni vedono una flessione pari ad almeno il 70% di quelli osservati in donne senza terapia&raquo;.<br />
<img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201304/2013-04-16_msd_for_mother_3.jpg" style="float:left; height:295px; width:400px" />Fulcro del Programma DREAM &egrave; la somministrazione dei farmaci antiretrovirali e l&rsquo;assistenza continuativa alle donne in gravidanza e nel periodo successivo alla nascita del bambino. Il sostegno non si concretizza solo nel trattamento farmacologico: prevede assistenza domiciliare, supporto alla famiglia, collaborazione di altre donne che seguono la donna in gravidanza a casa aiutandola ad assumere la terapia. Inoltre &egrave; importante il supporto nutrizionale.<br />
&laquo;Salvare una madre significa anche non vedere compromesso il futuro degli altri figli, oltre che la vita del nascituro. Uno dei grandi problemi dell&rsquo;Africa &egrave; la generazione di orfani creati dall&rsquo;HIV. Evitare che questo accada ha enormi benefici di tipo sociale ed economico. Inoltre, maggiore &egrave; il numero delle persone sieropositive che si curano, minore &egrave; il numero delle persone che si contagiano e il tasso di infettivit&agrave; complessivo di una comunit&agrave; si abbassa&raquo; afferma <strong>Paola Germano</strong>, Direttore Esecutivo del Programma DREAM. &laquo;La partnership stipulata quest&rsquo;anno con MSD Italia ci permette di allargare il Programma DREAM dai Centri da noi gestiti a tutto il Mozambico, sulla base di un accordo con il Ministero della Sanit&agrave; del Mozambico, focalizzandoci su 11 Centri e coinvolgendo le strutture sanitarie pubbliche&raquo;.<br />
<img alt="" src="/UserFiles/image/news/2013/201304/2013-04-16_msd_for_mother_4.jpg" style="float:left; height:271px; width:399px" />L&rsquo;impatto del Programma DREAM &egrave; testimoniato dal racconto di <strong>Cacilda Isabel Massango</strong>, 36 anni, donna del Mozambico che ne ha beneficiato: &laquo;nel 2002 subito dopo la nascita di mia figlia ho scoperto di essere sieropositiva: anche la mia piccola bambina era malata e sembrava impossibile una cura, una terapia che ci potesse far continuare a vivere. Andare al Centro DREAM fu il primo passo di un cammino lungo di speranza che mi ha portato fino a qui. Oggi sono mamma di una bambina di 11 anni, anche lei in cura, e stiamo bene, lei &egrave; anche molto brava a scuola. Adesso ho un futuro e come madre mi sento responsabile di costruirlo non solo per la mia bambina ma per un&rsquo;intera generazione, per un&rsquo;Africa migliore&raquo;.<br />
Il progetto MSD for Mothers &egrave; stato messo a punto sulla base delle indicazioni fornite da pi&ugrave; di un centinaio di esperti del settore e si regge su tre pilastri: accesso pi&ugrave; ampio e veloce alle soluzioni pi&ugrave; efficaci, utilizzando i migliori trattamenti e strumenti diagnostici e di prevenzione; ricerca e sviluppo di tecnologie e prodotti sanitari innovativi; educazione e sensibilizzazione, per coinvolgere le popolazioni e il maggior numero di operatori del settore pubblico e privato in uno sforzo congiunto.<br />
&laquo;MSD for Mothers si inserisce nel solco di una lunga tradizione della nostra Azienda: nel solo 2012, abbiamo investito oltre 1,3 miliardi di dollari in programmi di responsabilit&agrave; sociale, posizionandoci nelle prime posizioni delle classifiche delle aziende maggiormente responsabili&raquo; aggiunge Pierluigi Antonelli. &laquo;MSD for Mothers attinge ai programmi da noi gi&agrave; sviluppati e ai loro principi ispiratori per fare la differenza rispetto a un&rsquo;emergenza drammatica. Se anche riuscissimo a salvare una sola madre, sarebbe un successo straordinario per tutti. Ma l&rsquo;obiettivo &egrave; salvarne milioni&raquo;.</span></p>

<p><strong><span style="font-size:small">DREAM: una strategia globale contro l&rsquo;emergenza AIDS in Africa</span></strong></p>

<p><span style="font-size:small"><img alt="" src="/UserFiles/image/2013-04-16_dream.jpg" style="float:left; height:116px; width:400px" />DREAM, acronimo di Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition, &egrave; un Programma ad approccio globale per curare l&rsquo;AIDS nell&rsquo;Africa sub-sahariana avviato in Mozambico nel febbraio 2002 dalla Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio.<br />
Attualmente il Programma &egrave; operativo in Mozambico, Malawi, Tanzania, Kenya, Repubblica di Guinea, Guinea Bissau, Nigeria, Angola, Repubblica Democratica del Congo e Camerun.<br />
DREAM promuove anche in questi Paesi, cos&igrave; come avviene in Occidente, una strategia di contrasto dell&rsquo;AIDS basata su prevenzione e terapia farmacologica, utilizzando di routine la valutazione della carica virale ed introducendo la Highly Active Anti-Retroviral Therapy (HAART) &ndash; l&#39;attuale golden standard nel trattamento dell&#39;infezione da HIV &ndash; per tutti i pazienti che ne abbiano bisogno.<br />
Attualmente vi sono 160.000 pazienti in cura in dieci Paesi nei quali sono attivi 31 Centri e 18 laboratori di biologia molecolare, nei quali lavorarono 3.300 professionisti africani.<br />
Il programma prevede interventi di prevenzione e cura a breve e medio termine: l&rsquo;esecuzione di test per infezione da HIV, la formazione di personale locale, attivit&agrave; di educazione sanitaria, la creazione di laboratori di biologia molecolare, assistenza domiciliare e sostegno nutrizionale alle persone malate di AIDS.<br />
In Mozambico il Programma DREAM &egrave; focalizzato sulla prevenzione della trasmissione verticale dell&rsquo;HIV da madre a figlio. Fino a oggi sono state coinvolte circa 10.660 donne seguite e assistite durante la gravidanza. Il programma ha contribuito a ridurre drasticamente il tasso di trasmissione del virus: il 98% dei neonati &egrave; sieronegativo.<br />
In Mozambico, Paese di circa 22 milioni di abitanti, almeno 1,6 milioni di persone sono affette da HIV; il 55% sono donne.<br />
Alla luce dei risultati ottenuti con il programma DREAM, la Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio ha stipulato un accordo con il governo del Mozambico, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare la capacit&agrave; del sistema sanitario di quel Paese per affrontare l&rsquo;emergenza rappresentata dalla trasmissione del virus da madre a figlio.<br />
Attraverso MSD for Mothers, MSD e la consociata italiana, hanno stanziato un contributo di 1,3 milioni di dollari a sostegno di un programma triennale in Mozambico che punta ad integrare l&rsquo;assistenza al parto, alla maternit&agrave; e ai servizi neonatali con la lotta all&rsquo;HIV che &egrave; il punto di forza del programma DREAM.<br />
Gli sforzi si concentreranno su 11 Centri sanitari del Paese e si pongono l&rsquo;obiettivo di formare almeno 300 addetti tra medici e personale sanitario soprattutto per prevenire la trasmissione materno fetale del virus da HIV, tra le principali cause di mortalit&agrave; materna e infantile nel Paese.</span></p>

<p><span style="font-size:small"><a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1184&amp;Curlang=IT">Il Programma DREAM per dare senso a una vita ritrovata. Testimonianza di Cacilda Isabel Massango </a></span></p>

<p><span style="font-size:small"><a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1182&amp;Curlang=IT">Contro l&#39;emergenza HIV, per la vita delle madri e dei figli. Il Programma DREAM, un ponte verso il futuro dell&#39;Africa. Intervista a Leonardo Palombi, Professore ordinario di Igiene e Sanit&agrave; Pubblica, Universit&agrave; degli Studi di Roma Tor Vergata, Direttore Scientifico del Programma DREAM</a></span></p>

<p><span style="font-size:small"><a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1183&amp;Curlang=IT">DREAM: un sogno fatto in Africa, una realt&agrave; per l&#39;Africa. Intervista a Paola Germano, Direttore Esecutivo del Programma DREAM della Comunit&agrave; di Sant&#39;Egidio</a></span></p>

<p><span style="font-size:small"><a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1186">Discorso di S. E. La Signora Ambasciatore della Repubblica di Mozambico in occasione della Conferenza Stampa per il progetto Comunit&agrave; di Sant&#39;Egidio e MSD FOR MOTHERS</a></span></p>

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<p><strong><span style="font-size:small">Vedi anche i seguenti video:</span></strong></p>

<p><span style="font-size:small"><a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1193&amp;Curlang=IT">Come si previene in Africa la trasmissione dell&#39;Hiv dalla mamma al bambino</a></span></p>

<p><a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1194&amp;Curlang=IT">La Comunit&agrave; di Sant&#39;Egidio per le mamme africane con l&#39;Hiv</a></p>

<p><a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1195&amp;Curlang=IT">La lotta contro l&#39;Hiv di una mamma africana</a></p>

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]]></description>
<author>dream@santegidio.org</author>
<category domain="http://dream.santegidio.org">news</category>
<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 17:34:00 GMT</pubDate>
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