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02/09/2011

Repubblica di Guinea, visita del Primo Ministro

Il 1° settembre il centro DREAM di Conakry ha ricevuto la visita calorosa del Primo Ministro della Guinea, Mohamed Said Fofana, accompagnato dal Ministro della Salute e Igiene Pubblica, dai dirigenti del Comité National de Lutte contre le SIDA e del Programma di presa in carico dei malati di HIV/AIDS, nonché da una nutrita delegazione di radio e televisione.

Il Primo Ministro ha preso l’iniziativa della visita per conoscere da vicino l’impegno della Comunità di Sant ‘ Egidio nell’ambito della lotta contro l’AIDS, che nel suo Paese la Comunità ha condotto a partire dal 2006, attraverso il Programma DREAM.

 

Ad accogliere il Primo Ministro tanti malati, tutto il personale e gli attivisti : ha preso la parola Fatoumata Sylla, attivista, madre di Cristina e Mohamed, due bambini nati sani proprio grazie al programma di prevenzione della trasmissione verticale di DREAM. Fatou ha spiegato come, dopo i primi momenti difficili, ha potuto ritrovare la salute e la forza per sé e la sua famiglia, ma anche per aiutare tanti altri malati a vincere la paura della malattia.

Il Primo Ministro é rimasto molto colpito e ha voluto salutare il piccolo Mohamed che ha appena compiuto un anno.

Poi il Primo Ministro ha rivolto le parole di ringraziamento alla Comunità per il suo impegno duraturo lungo questi anni nella lotta all’AIDS, nonostante le difficoltà.

Inoltre si é impegnato a nome del Governo a trovare la strada per una sempre migliore collaborazione con la Comunità di Sant’ Egidio e per la rendere stabile il suo programma in Guinea.

Il suo governo, ha detto, sa che l’AIDS non é solo una malattia, ma anche un problema per lo sviluppo del Paese, e che l’approccio all’AIDS deve essere globale, non si tratta solo di medicine da distribuire.  

Ha lodato l’azione della Comunita’ anche per il lavoro e la testimonianza degli attivisti nel vincere lo stigma e la discriminazione, lavoro di cui c’é molto bisogno, ha detto, sui media nelle scuole, nella società guineiana.
Alla fine della visita, dopo la « foto di famiglia » ha ribadito che bisognava veramente venire a visitare DREAM per vedere con i propri occhi la bellezza e l’eccellenza del lavoro della Comunità.
 

 Rassegna Stampa