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24/11/2006

DREAM COME MODELLO RIPRODUCIBILE IN ALTRE REALTA’ AFRICANE


Oggi DREAM è un modello conosciuto in tutta Europa e negli Stati Uniti, un modello che ha ricevuto numerosi riconoscimenti in vari congressi scientifici internazionali, nonché diversi premi. Tra questi i più recenti, il premio Balzan 2004 “per l’umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli”, ed il premio dell’Università dell’Aquila, attribuiti alla Comunità di Sant’Egidio appunto per la realizzazione del programma in Africa.

DREAM ha rappresentato e rappresenta in effetti una buona notizia, per i malati africani innanzitutto, ma anche per le tante associazioni, le tante congregazioni religiosi, le tante persone di buona volontà che si sono sentite incoraggiate e sostenute in ciò che speravano o sognavano e non avevano ancora potuto realizzare. Si è affermato con chiarezza che la cura esiste anche per l’Africa, che è efficace, che la gente sa seguirla come in Occidente.

Oggi parlare di terapia è diventato normale, se ne legge sui giornali africani, se ne parla nei convegni scientifici, se ne discute nelle agenzie internazionali. Questo è molto importante.

E’ una vittoria, perché c’è stato un momento in cui si poteva parlare solo di prevenzione e formazione, ed ora invece c’è una strada più larga e percorribile per tutti, una realtà per alcuni paesi ed un modello per gli altri, un acquisizione ed un punto di non ritorno per chi sarebbe altrimenti tentato dall’afropessimismo.

Ma questa vittoria non è l’impresa d’un eroe solitario. E’ piuttosto il lavoro operoso di un popolo, di gente comune che ha accettato di raccogliere una sfida e di bandire dal proprio vocabolario la parola impossibile. DREAM è un programma partecipativo.

Poter lavorare insieme è una chance in più. E tutti possono aiutare: in Occidente istituti a carattere scientifico e diverse realtà del mondo industriale ed economico sono ormai stabili partner nel programma, mentre moltissimi privati cittadini sostengono DREAM in molte forme.

Questa sinergia permette di aumentare ogni giorno il numero dei malati che si possono raggiungere. E’ un contagio positivo tra quanti hanno la possibilità di operare per moltiplicare l’efficacia di una battaglia decisiva per il futuro dell’Africa e per tante altre periferie del mondo. E’ un contagio che rende migliore l’Africa, ma anche noi.

DREAM ha bisogno di tutti e si mette a disposizione di chiunque ritenga di poterlo applicare in altre situazioni di lotta all’AIDS in Africa. Combattere l’AIDS in Africa è davvero possibile. In questi ultimi mesi tante organizzazioni non governative, tanti ricercatori e volontari, tanti missionari e missionarie presenti in diversi paesi africani si sono uniti al lavoro di DREAM, mettendo a disposizione i propri centri e le proprie risorse, condividendo a fondo il valore e le caratteristiche irrinunciabili del nostro metodo: la centralità della persona, l’eccellenza delle prestazioni sanitarie, la comunicazione della speranza, la gratuità, l’accessibilità.

DREAM è diventato così realtà in molti nuovi paesi, dopo il Mozambico il Malawi, e poi la Tanzania, il Kenya, la Guinea Conakry, la Guinea Bissau, la Repubblica Democratica del Congo, etc.. Ma noi crediamo che si può e si deve ancora sognare per tante altre parti dell’Africa e del mondo …

 


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