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14/09/2010

Conakry, Repubblica di Guinea
Si radica la presenza di DREAM in un paese che spera in un futuro diverso

In questi ultimi mesi, in cui a Conakry e in tutta la Guinea si respira un clima di grande attesa per il secondo turno delle elezioni presidenziali, una visita da Roma è stata l’occasione per sottolineare l’unità di quella grande famiglia che è DREAM in Africa.

Le speranze in una svolta democratica ed in un futuro di stabilità politica e sociale per la Guinea sono sentite con partecipazione dalla Comunità di Sant’Egidio, che ha sostenuto il processo di transizione democratica con gli incontri di Roma. La Guinea ha la possibilità di chiudere con queste elezioni una lunga stagione di instabilità politica, per aprirsi ad un futuro di pace e di sviluppo.

La delegazione di DREAM ha voluto condividere e sostenere la speranza di tutto un popolo, ed incoraggiare coloro che, lottando contro l’AIDS, si impegnano per l’affermazione del diritto alla salute, alla dignità, ad una vita non soffocata dalla povertà.

In questo senso particolarmente significativo è stato l’incontro con “Je DREAM”, il movimento che rappresenta una forza importante per il cambiamento della cultura del paese riguardo all’AIDS ed alla discriminazione di chi è più debole e dei malati. Attualmente fanno parte del Movimento centinaia di malati, cristiani e musulmani, tutti uniti dal forte senso di gratitudine per una vita ritrovata quando si era convinti di dover morire a causa dell’AIDS..

“Je DREAM”, come affermato in tanti interventi, è stato davvero luogo di amore e di incontro, in cui si è insieme senza distinzione di etnia o di religione. “E’ una famiglia di disperati a cui è stata restituita di nuovo la speranza”; “è il luogo dove si capisce davvero cosa significhi una famiglia, il luogo in cui non si è solo curati ma coccolati”; “DREAM è un po’ come un primo Paradiso”.

La gratitudine diviene motivo di impegno verso chi “non ha avuto la stessa fortuna”. Gli interventi di molti hanno sottolineato la necessità di espandere il Movimento proprio a partire dalla coscienza di aver ricevuto un dono grande. Non si può rimanere in silenzio: “Mi dispiace che non trovo una parola più forte perché la parola ‘grazie’ non basta. Come Dio ha resuscitato Gesù, DREAM ha resuscitato noi. Dopo le elezioni voglio darmi da fare per aiutare, andare da quelli che sono malati ed hanno perduto completamente la speranza, come eravamo noi”.

Il futuro di questo Movimento di uomini e donne curati da DREAM è l’impegno nei tanti quartieri della città, nelle periferie, per costituire una rete di solidarietà capace di lottare contro le divisioni etniche e religiose, il disprezzo verso i malati, verso le donne, contro una violenza diffusa.

In Guinea DREAM oggi è presente a Conakry, con il centro di Dixinn, e a Fassia, nella prefettura di Coyah. Presto aprirà un altro centro di cura a Dubreka, una città a ovest di Conakry, nell’intento di raggiungere i malati più distanti e più poveri.

Continua inoltre l’impegno del laboratorio di biologia molecolare, l’unico del paese dove sia possibile monitorare la carica virale, o arrivare ad una diagnosi precoce per i bambini di pochi mesi. E’ una risorsa vitale per un paese intero e la prospettiva è quella di offrire tali servizi a tutti coloro che - nei centri pubblici o gestiti da altre ONG - intendono contrastare l’AIDS.

DREAM in Guinea vuole assumersi una responsabilità più grande, di sostegno al sistema sanitario pubblico, di formazione medica, di diffusione di buone pratiche terapeutiche, perché il paese ha sete di futuro e ha bisogno di modelli replicabili. Come diceva uno dei partecipanti alla riunione di “Je DREAM”: “E’ vero che DREAM significa sogno, lo è. Ma oggi è anche una realtà vera. Sostenere DREAM sta a noi; sta a noi aprire gli occhi e fare grande questa realtà che non è più soltanto un sogno”.