I sogni crescono: DREAM 2.0 ovvero Disease Relief through Excellent and Advanced Means

Nel nostro tempo si va sempre più affermando il concetto della Global Health. Viviamo infatti in un mondo globalizzato e interdipendente, dove l’intensità delle migrazioni, dei commerci e delle comunicazioni tra persone e paesi è in costante aumento. Tuttavia l’accessibilità alle cure per molte popolazioni africane è ancora un miraggio. Per questo il rafforzamento dei singoli sistemi sanitari rappresenta oggi un tema prioritario nell’agenda di sviluppo per i paesi più poveri ed è fissato dalle Nazioni Unite come uno degli Obiettivi del Millennio (MDG) per il prossimo futuro.

Il lavoro di DREAM in questi anni ha mostrato come gli investimenti nella cura dell’AIDS abbiano avuto un impatto enorme, molto positivo, sui sistemi sanitari, contribuendo a un cambiamento delle Linee Guida nazionali e suggerendo, a partire dai migliori protocolli diagnostico-terapeutici del mondo ricco, un modello organizzativo africano della gestione della cura, completamente nuovo e riproponibile per altre malattie. Oggi, grazie alle cure, i pazienti HIV conquistano una buona qualità di vita e come tutti si ammalano per altre patologie. La vita ritrovata di tanti malati pone quindi nuove domande che non possiamo eludere.

Il Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio si propone di raccogliere con rinnovato slancio la sfida della salute globale anche per l’Africa, rappresentando un modello di contrasto non più solo all’[tipso tip=”È necessario moltiplicare gli interventi per raggiungere tutte le madri e i bambini con i farmaci più efficaci e con servizi per la prevenzione del contagio madre-figlio, al fine di garantire loro salute e benessere e dare futuro ai loro paesi. Oggi, solo il 40% delle persone con infezione da HIV ha accesso alla terapia. La nostra frontiera per vincere la battaglia contro l’AIDS è l’Accesso al Trattamento Universale, cioè curare tutti i malati di AIDS per eradicare la malattia in intere popolazioni del continente”]HIV/AIDS[/tipso] e alla malnutrizione, per cui l’Accesso al Trattamento Universale rimane la frontiera più importante, ma anche ad altre malattie infettive e a molte patologie croniche.

Si è iniziato da tempo a porre attenzione alle principali malattie con cui gli africani convivono: la [tipso tip=”in Africa si registrano i tassi di incidenza e di mortalità più alti del mondo, in particolare nelle persone affette da HIV/AIDS. Già oggi, DREAM realizza uno screening sistematico di tutti i pazienti per identificare tempestivamente i casi sospetti e, mette a disposizione sistemi di ultima generazione, che rendono possibile una diagnosi precoce e accurata, in grado di individuare anche i casi farmaco-resistenti”]tubercolosi[/tipso], la [tipso tip=”per quanto riguarda la profilassi e il trattamento della malaria, DREAM si attiene alle linee guida internazionali, ma al tempo stesso effettua una continua educazione sanitaria per le donne in gravidanza, accompagnata dall’offerta di zanzariere per la protezione notturna, per loro e i futuri nascituri”]malaria[/tipso], le [tipso tip=”la malaria genera severe anemie, causa del 50% delle morti, specialmente nei bambini. La diagnosi precoce di malaria, nei centri DREAM permette un trattamento efficace che associato al sostegno nutrizionale, consente di salvare molte vite”]anemie[/tipso], le [tipso tip=”l’Africa Sub-Sahariana presenta la più alta prevalenza di epatite B e un’elevata percentuale di persone con infezione cronica da virus dell’epatite C. La maggior parte delle persone non conosce il proprio stato di infezione e costituisce quindi un potenziale rischio di trasmissione della malattia. DREAM già da tempo ha messo in opera strategie preventive per contrastare nuove infezioni da HBV e HCV con uno screening accurato per la diagnosi precoce nei pazienti HIV e il controllo dell’evoluzione dell’infezione.”]epatiti[/tipso], alcuni tipi di [tipso tip=”il 70% delle morti per tumori nel mondo è in Africa. Oltre il 60% degli africani non ha accesso a programmi di prevenzione e screening e i malati oncologici non hanno accesso ai servizi di chemioterapia e radioterapia. Da molti anni, DREAM ha intrapreso un programma di prevenzione e cura del HPV nelle donne sieropositive, con accesso a periodiche visite ginecologiche, pap-test, colposcopie, conizzazione e lì dove necessario, trattamento chirurgico”]tumore[/tipso] e ancora le patologie legate all’accresciuta speranza di vita degli africani e anche dei malati di HIV in trattamento. Patologie [tipso tip=”nei paesi a reddito basso l’ictus cerebrale e la cardiopatia ischemica rappresentano la quarta e la quinta causa di morte, la prima e la seconda se consideriamo solo le malattie croniche. La pressione arteriosa è rilevata di routine a ogni accesso al centro DREAM. La diagnosi d’ipertensione arteriosa ci permette di consigliare il paziente riguardo allo stile di vita e alla dieta, realizzando cosi pratiche di prevenzione secondaria delle malattie cardio-vascolari sopra citate. Se necessario, è impostata una terapia anti-ipertensiva, eventualmente verificata con una consulenza cardiologica, spesso possibile in loco attraverso elettrocardiogramma e il servizio di telemedicina”]cardiovascolari[/tipso], ipertensione arteriosa, malattie metaboliche tra cui il [tipso tip=”la prevalenza del diabete mellito nei paesi a basso e medio reddito è in aumento, ma l’attenzione dei sistemi africani a tale patologia è ancora molto bassa. Nei centri DREAM la glicemia è periodicamente rilevata fornendo al medico le informazioni relative alla presenza di diabete mellito, e indirizzando in questo modo il paziente verso la terapia farmacologica, comportamenti alimentari congrui e attività fisica”]diabete mellito[/tipso]. Senza dimenticare le nuove pandemie, come quella di [tipso tip=”il virus ebola ha causato la morte di quasi 12 mila persone nell’Africa dell’Ovest e ne ha infettate quasi 27 mila. In Guinea Conacky, nei tre centri del programma DREAM, è stata fatta una azione capillare di monitoraggio e screening della popolazione in cura. Contemporaneamente si è cominciata un’importante campagna di educazione sanitaria e di sensibilizzazione sulle vie di trasmissione e sulle misure di prevenzione del virus. Le Nazioni Unite hanno incluso DREAM nella rete di sorveglianza epidemiologica per Ebola nel paese”]Ebola[/tipso].

Proprio per porre l’accento su quest’allargamento già avvenuto in questi anni, ci siamo proposti un significato più largo dell’acronimo DREAM.

Non solo “Drug Resource Enhancement Against AIDS and Malnutrition” ma “Disease Relief through Excellent and Advanced Means” cioè “Liberazione dalle malattie attraverso mezzi avanzati ed eccellenti ”. Il nostro sogno cresce.

Questo DREAM, che potremmo definire DREAM 2.0, affronta una nuova sfida. La lunga esperienza di questi anni, il modello prodotto e il sostegno fattivo e concreto di molti professionisti europei e africani ci hanno permesso di compiere tale salto.

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Guardando verso il futuro, appare chiaro come già oggi vi sono condizioni a livello mondiale che possono facilitare l’insorgenza di nuove pandemie. Per contrastare tutto ciò, c’è bisogno di costruire sistemi interconnessi, ecosolidali ed equosolidali che non siano considerati un «lusso» dal Nord del mondo, ma una necessità urgente per il mondo intero. In definitiva, quello di cui c’è bisogno è una globalizzazione della solidarietà, come ci ricorda spesso Papa Francesco.

DREAM 2.0 si prepara a tutto questo. E’ una grande impresa: molte ristrettezze, soprattutto quelle economiche, indurrebbero a dire che è impossibile. Tuttavia è possibile, se avremo l’audacia di ascoltare insieme la ragione e il cuore. Quello di cui c’è bisogno è uno sguardo non spaventato e impotente, ma di un approccio intelligente e preoccupato che può cambiare e liberare dalla malattia la vita di tanti africani.

DREAM non abbandona l’Africa, ma matura un sogno ancora più ambizioso, e continua!

APPROFONDIMENTO

The dreams grow: DREAM 2.0 or Disease Relief through Excellent and Advanced Means

In our time the concept of Global Health is more and more recognized.

We live in a globalized and interdependent world, where the intensity of migrations, commerce and communications between people and countries is constantly growing. Unfortunately access to treatment for many african populations is still out of reach. It is for this reason that the strengthening of the individual sanitary systems represents today a priority subject in the agenda for development of the poorer countries and is agreed upon by the United Nations to be one of the Millennium Goals (MDG) for the near future.

DREAM’s work in these past years has shown how investments in the treatment of AIDS have had an enormous, very positive impact on the sanitary systems, contributing to a change in the national Guide Lines and suggesting, starting from the best therapeutic-diagnostic protocols of the rich world, an african organization model, completely new and reusable on other diseases, for the management of the treatment. Today, thanks to treatment, HIV patients achieve a good quality of life and, as everyone else, get sick from other diseases. The newly found life for many sick lay out new questions that we cannot avoid.

The DREAM Program of the Community of Sant’Egidio commits to gathering with renewed enthusiasm the challenge of global health also for Africa, representing a model contrasting not only [tipso tip=”It is necessary to increase the interventions to reach all mothers and children with more effective drugs and with services for the prevention of the mother-child infection, so as to guarantee them health and well-being and provide a future for their countries. Today, only 37% of the people afflicted by HIV have access to the therapy. Our frontier to win the battle against AIDS is the Access to Universal Treatment, that is to say treating all those afflicted by AIDS in order to eradicate the disease from entire populations and from the continent itself”]HIV/AIDS[/tipso] and malnutrition, for whom the Access to Universal Treatment is still the most important frontier, but also for other infective diseases and many more chronic diseases.

It has been a while now that attention is being given to the main diseases africans find themselves confronting with: [tipso tip=”in Africa we record the highest incidence and mortality rates in the world, particularly in people afflicted by HIV/AIDS. Already today, DREAM achieves a systematic screening of all of patients to promptly identify the suspected case and makes available latest generation systems, which perform a precocious and accurate diagnose, able to also identify the drug-resistant cases”]tuberculosis[/tipso], [tipso tip=”regarding preventive care and treatment of malaria, DREAM abides to the international guide lines, but at the same time carries out a continuous sanitary education for pregnant women, followed by the offer of mosquito nets for nocturnal protection, for them and the future baby”]malaria[/tipso], [tipso tip=”malaria generates severe anemias, which cause 50% of deaths, especially in children. Precocious diagnose of malaria in the dream centers allows an effective treatment that, linked to the nutritional support, allows to save many lives”]anemias[/tipso], [tipso tip=”Sub-Saharan Africa presents the highest prevalence of Hepatitis B and a high percentage of people with chronic infection of the hepatitis C virus. Most people don’t know their own infection status and therefore constitute a potential risk of transmission of the disease. DREAM has already operated for a long time preventive strategies to contrast new infections from HBV and HCV with an accurate screening for the precocious diagnosis in HIV patients and control of the evolution of the infection”]hepatitis[/tipso], some types of [tipso tip=”70% of tumor deaths in the world occur in Africa. More than 60% of africans don’t have access to prevention programs and screenings and oncological patients don’t have access to chemotherapy and radiotherapy treatments. It is many years now that DREAM has undertaken a prevention and treatment program for the HPV in HIV-positive women, with access to periodic gynecological appointments, pap-test, colposcopies, conizations and where necessary, surgical treatment.”]cancer[/tipso] and still the diseases tied to the grown life expectancy of africans and also of those afflicted by HIV who are under treatment. [tipso tip=”in low-income countries the cerebral stroke and the ischemic heart disease represent the fourth and fifth cause of death, the first and second if we only consider the chronic diseases. The arterial pressure is routinely measured at every access to the DREAM center. The diagnosis of arterial hypertension allows us to give advice to the patient regarding his lifestyle and diet, achieving this way secondary prevention practices for the previously indicated cardio-vascular diseases. If necessary, an anti-hypertensive therapy is set up, possibly verified with a cardiological consultancy, often available in loco through electrocardiogram and the telemedicine service”]Cardiovascular diseases[/tipso], arterial hypertension, metabolic diseases including [tipso tip=”the prevalence of diabetes mellitus in low and medium income countries is increasing, but the attention given to such disease by the african systems is still very low. In the DREAM centers the glycemic levels are periodically measured giving the doctor information regarding the presence of diabetes mellitus, therefore addressing the patient to the pharmacological therapy, appropriate eating behavior and physical activity”]diabetes mellitus[/tipso]. Without forgetting new pandemics, such as [tipso tip=”the ebola virus has caused the death of nearly 12 thousand people in West Africa and has infected nearly 27 thousand. In Guinea Conakry, in the three DREAM Program centers, a widespread action of monitoring and screening of the population under treatment has been taken. At the same time an important sanitary education and awareness campaign was launched regarding the methods of transmission and prevention of the virus. The United Nations have included DREAM in the epidemiological surveillance web for Ebola in the country”]Ebola[/tipso].

To emphasize this expansion, which has occured throughout these years, we have bounded ourselves to a wider meaning of the acronym D.R.E.A.M.

Not only “Drug Resource Enhancement Against AIDS and Malnutrition” but also “Disease Relief through Excellent and Advanced Means”. Our dream grows.

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This DREAM, which we can identify as DREAM 2.0, faces a new challenge. The long experience of these years, the model produced and the hard-working and concrete support of many european and african professionals have allowed us to complete such a jump.

Looking towards the future, it is clear how today we can find conditions at a global level that can facilitate the outbreak of new pandemics. To contrast all this, it is necessary to build interconnected systems, eco-friendly and equo-friendly that are not considered a “luxury” from the Northern part of the world, but an urgent necessity for the whole world. Briefly, what we need is a globalization of solidarity, as Pope Francis often reminds us.

DREAM 2.0  prepares for all this. It is a big challenge: tight circumstances, mostly economic, would lead to believe that it is impossible. However it is possible, if we have the audacity to listen together to reason and the heart. We don’t need a frightened and impotent gaze, but an intelligent and caring approach that can change and deliver from disease the life of many africans.

DREAM does not abandon Africa, but matures an even more ambitious dream, and keeps going!

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I sogni crescono: DREAM 2.0 ovvero Disease Relief through Excellent and Advanced Means

Nel nostro tempo si va sempre più affermando il concetto della Global Health. Viviamo infatti in un mondo globalizzato e interdipendente, dove l’intensità delle migrazioni, dei commerci e delle comunicazioni tra persone e paesi è in costante aumento. Tuttavia l’accessibilità alle cure per molte popolazioni africane è ancora un miraggio. Per questo il rafforzamento dei singoli sistemi sanitari rappresenta oggi un tema prioritario nell’agenda di sviluppo per i paesi più poveri ed è fissato dalle Nazioni Unite come uno degli Obiettivi del Millennio (MDG) per il prossimo futuro.

Il lavoro di DREAM in questi anni ha mostrato come gli investimenti nella cura dell’AIDS abbiano avuto un impatto enorme, molto positivo, sui sistemi sanitari, contribuendo a un cambiamento delle Linee Guida nazionali e suggerendo, a partire dai migliori protocolli diagnostico-terapeutici del mondo ricco, un modello organizzativo africano della gestione della cura, completamente nuovo e riproponibile per altre malattie. Oggi, grazie alle cure, i pazienti HIV conquistano una buona qualità di vita e come tutti si ammalano per altre patologie. La vita ritrovata di tanti malati pone quindi nuove domande che non possiamo eludere.

Il Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio si propone di raccogliere con rinnovato slancio la sfida della salute globale anche per l’Africa, rappresentando un modello di contrasto non più solo all’[tipso tip=”È necessario moltiplicare gli interventi per raggiungere tutte le madri e i bambini con i farmaci più efficaci e con servizi per la prevenzione del contagio madre-figlio, al fine di garantire loro salute e benessere e dare futuro ai loro paesi. Oggi, solo il 40% delle persone con infezione da HIV ha accesso alla terapia. La nostra frontiera per vincere la battaglia contro l’AIDS è l’Accesso al Trattamento Universale, cioè curare tutti i malati di AIDS per eradicare la malattia in intere popolazioni del continente”]HIV/AIDS[/tipso] e alla malnutrizione, per cui l’Accesso al Trattamento Universale rimane la frontiera più importante, ma anche ad altre malattie infettive e a molte patologie croniche.

Si è iniziato da tempo a porre attenzione alle principali malattie con cui gli africani convivono: la [tipso tip=”in Africa si registrano i tassi di incidenza e di mortalità più alti del mondo, in particolare nelle persone affette da HIV/AIDS. Già oggi, DREAM realizza uno screening sistematico di tutti i pazienti per identificare tempestivamente i casi sospetti e, mette a disposizione sistemi di ultima generazione, che rendono possibile una diagnosi precoce e accurata, in grado di individuare anche i casi farmaco-resistenti”]tubercolosi[/tipso], la [tipso tip=”per quanto riguarda la profilassi e il trattamento della malaria, DREAM si attiene alle linee guida internazionali, ma al tempo stesso effettua una continua educazione sanitaria per le donne in gravidanza, accompagnata dall’offerta di zanzariere per la protezione notturna, per loro e i futuri nascituri”]malaria[/tipso], le [tipso tip=”la malaria genera severe anemie, causa del 50% delle morti, specialmente nei bambini. La diagnosi precoce di malaria, nei centri DREAM permette un trattamento efficace che associato al sostegno nutrizionale, consente di salvare molte vite”]anemie[/tipso], le [tipso tip=”l’Africa Sub-Sahariana presenta la più alta prevalenza di epatite B e un’elevata percentuale di persone con infezione cronica da virus dell’epatite C. La maggior parte delle persone non conosce il proprio stato di infezione e costituisce quindi un potenziale rischio di trasmissione della malattia. DREAM già da tempo ha messo in opera strategie preventive per contrastare nuove infezioni da HBV e HCV con uno screening accurato per la diagnosi precoce nei pazienti HIV e il controllo dell’evoluzione dell’infezione.”]epatiti[/tipso], alcuni tipi di [tipso tip=”il 70% delle morti per tumori nel mondo è in Africa. Oltre il 60% degli africani non ha accesso a programmi di prevenzione e screening e i malati oncologici non hanno accesso ai servizi di chemioterapia e radioterapia. Da molti anni, DREAM ha intrapreso un programma di prevenzione e cura del HPV nelle donne sieropositive, con accesso a periodiche visite ginecologiche, pap-test, colposcopie, conizzazione e lì dove necessario, trattamento chirurgico”]tumore[/tipso] e ancora le patologie legate all’accresciuta speranza di vita degli africani e anche dei malati di HIV in trattamento. Patologie [tipso tip=”nei paesi a reddito basso l’ictus cerebrale e la cardiopatia ischemica rappresentano la quarta e la quinta causa di morte, la prima e la seconda se consideriamo solo le malattie croniche. La pressione arteriosa è rilevata di routine a ogni accesso al centro DREAM. La diagnosi d’ipertensione arteriosa ci permette di consigliare il paziente riguardo allo stile di vita e alla dieta, realizzando cosi pratiche di prevenzione secondaria delle malattie cardio-vascolari sopra citate. Se necessario, è impostata una terapia anti-ipertensiva, eventualmente verificata con una consulenza cardiologica, spesso possibile in loco attraverso elettrocardiogramma e il servizio di telemedicina”]cardiovascolari[/tipso], ipertensione arteriosa, malattie metaboliche tra cui il [tipso tip=”la prevalenza del diabete mellito nei paesi a basso e medio reddito è in aumento, ma l’attenzione dei sistemi africani a tale patologia è ancora molto bassa. Nei centri DREAM la glicemia è periodicamente rilevata fornendo al medico le informazioni relative alla presenza di diabete mellito, e indirizzando in questo modo il paziente verso la terapia farmacologica, comportamenti alimentari congrui e attività fisica”]diabete mellito[/tipso]. Senza dimenticare le nuove pandemie, come quella di [tipso tip=”il virus ebola ha causato la morte di quasi 12 mila persone nell’Africa dell’Ovest e ne ha infettate quasi 27 mila. In Guinea Conacky, nei tre centri del programma DREAM, è stata fatta una azione capillare di monitoraggio e screening della popolazione in cura. Contemporaneamente si è cominciata un’importante campagna di educazione sanitaria e di sensibilizzazione sulle vie di trasmissione e sulle misure di prevenzione del virus. Le Nazioni Unite hanno incluso DREAM nella rete di sorveglianza epidemiologica per Ebola nel paese”]Ebola[/tipso].

Proprio per porre l’accento su quest’allargamento già avvenuto in questi anni, ci siamo proposti un significato più largo dell’acronimo DREAM.

Non solo “Drug Resource Enhancement Against AIDS and Malnutrition” ma “Disease Relief through Excellent and Advanced Means” cioè “Liberazione dalle malattie attraverso mezzi avanzati ed eccellenti ”. Il nostro sogno cresce.

Questo DREAM, che potremmo definire DREAM 2.0, affronta una nuova sfida. La lunga esperienza di questi anni, il modello prodotto e il sostegno fattivo e concreto di molti professionisti europei e africani ci hanno permesso di compiere tale salto.

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Guardando verso il futuro, appare chiaro come già oggi vi sono condizioni a livello mondiale che possono facilitare l’insorgenza di nuove pandemie. Per contrastare tutto ciò, c’è bisogno di costruire sistemi interconnessi, ecosolidali ed equosolidali che non siano considerati un «lusso» dal Nord del mondo, ma una necessità urgente per il mondo intero. In definitiva, quello di cui c’è bisogno è una globalizzazione della solidarietà, come ci ricorda spesso Papa Francesco.

DREAM 2.0 si prepara a tutto questo. E’ una grande impresa: molte ristrettezze, soprattutto quelle economiche, indurrebbero a dire che è impossibile. Tuttavia è possibile, se avremo l’audacia di ascoltare insieme la ragione e il cuore. Quello di cui c’è bisogno è uno sguardo non spaventato e impotente, ma di un approccio intelligente e preoccupato che può cambiare e liberare dalla malattia la vita di tanti africani.

DREAM non abbandona l’Africa, ma matura un sogno ancora più ambizioso, e continua!

APPROFONDIMENTO

Los sueños crecen: DREAM 2.0 o Disease Relief through Excellent and Advanced Means

En nuestro tiempo se va afianzando cada vez más el concepto de Global Health.Vivimos en un mundo globalizado e interdependiente, en el que la intensidad de las migraciones, del comercio y de las comunicaciones entre personas y países no deja de aumentar. Sin embargo, para muchas poblaciones africanas el acceso a los tratamientos sigue siendo un espejismo. Por eso las Naciones Unidas se han marcado como uno de los Objetivos del Milenio reforzar el sistema sanitario de los países, algo que, a su vez, representa actualmente un tema prioritario en la agenda de desarrollo de los países más pobres.

El trabajo de DREAM en estos años ha demostrado que las inversiones en el tratamiento del sida han tenido un impacto enorme, muy positivo, en los sistemas sanitarios, y ha ayudado a cambiar las Directrices nacionales sugiriendo, a partir de los mejores protocolos diagnóstico-terapéuticos del mundo rico, un modelo de organización africano de gestión del tratamiento, completamente nuevo y reproponible para otras enfermedades. Hoy gracias al tratamiento, los pacientes con VIH alcanzan una buena calidad de vida y, al igual que todos, enferman por otras patologías. La vida que han recuperado muchos enfermos plantea nuevas preguntas que no podemos eludir.

El programa DREAM se propone afrontar con un renovado impulso el desafío de la salud global también en África, donde representa un modelo de lucha ya no solo contra el [tipso tip=”Hay que multiplicar las intervenciones para llegar a todas las madres y los niños con los fármacos más eficaces y con servicios para la prevención del contagio madre-hijo y así garantizarles salud y bienestar que les permita dar un futuro a sus países. Hoy solo el 37% de las personas con infección de VIH tiene acceso a la terapia. Nuestro frente de batalla para vencer la guerra contra el sida es el Acceso al Tratamiento Universal, es decir, tratar a todos los enfermos de sida para erradicar la enfermedad en poblaciones enteras del continente”]VIH/sida[/tipso] y la malnutrición, en el que el Acceso al Tratamiento Universal sigue siendo el principal caballo de batalla, sino también contra otras enfermedades infecciosas y muchas patologías crónicas.

Hace tiempo que empezamos a fijarnos en las principales enfermedades con las que conviven los africanos: la [tipso tip=”en África se dan los índices de incidencia y de mortalidad más elevados del mundo, sobre todo en las personas afectadas de VIH/sida. En la actualidad DREAM realiza una revisión de todos los pacientes para detectar a tiempo los casos sospechosos y recurre a sistemas de última generación que permiten realizar un diagnóstico precoz y exacto y que son capaces de detectar incluso los casos resistentes a los fármacos”]tuberculosis[/tipso], la [tipso tip=”en cuanto a la profilaxis y el tratamiento de la malaria, DREAM sigue las directrices internacionales, pero al mismo tiempo lleva a cabo una continua educación sanitaria con las mujeres embarazadas, que va acompañada del suministro de mosquiteras para la protección nocturna, para ellas y para los niños que nacerán. “]malaria[/tipso], las [tipso tip=”la malaria provoca graves anemias, que son la causa del 50% de las muertes, sobre todo entre los niños. En los centros DREAM el diagnóstico precoz de malaria permite empezar un tratamiento eficaz que, junto con el suplemento nutricional, permite salvar muchas vidas”]anemias[/tipso], la [tipso tip=”el África subsahariana presenta la mayor prevalencia de hepatitis B y un elevado porcentaje de personas con infección crónica de virus de la hepatitis C. La mayoría de las personas no saben que están infectadas y, por consiguiente, constituyen un potencial riesgo de transmisión de la enfermedad. DREAM ya hace tiempo que ha puesto en marcha estrategias preventivas para hacer frente a nuevas infecciones de HBV y HCV con una revisión a fondo para realizar un diagnóstico precoz en los pacientes VIH y el control de la evolución de la infección”]hepatitis[/tipso], algunos tipos de [tipso tip=”el 70% de las muertes por tumores en el mundo se da en África. Más del 60% de los africanos no tiene acceso a programas de prevención y control, y los enfermos oncológicos no tienen acceso a los servicios de quimioterapia y radioterapia. Hace muchos años DREAM empezó un programa de prevención y tratamiento del HPV en las mujeres seropositivas, con visitas ginecológicas periódicas, pap-test, colposcopias, conización y, cuando es necesario, tratamiento quirúrgico”]tumores[/tipso] y también las patologías asociadas al aumento de la esperanza de vida de los africanos, incluidos los enfermos de VIH en tratamiento: [tipso tip=”en los países de rentas bajas el ictus cerebral y la cardiopatía isquémica representan la cuarta y la quinta causa de muerte, la primera y la segunda si tenemos en cuenta únicamente las enfermedades crónicas. Cada vez que los pacientes acceden al centro DREAM se les toma la presión arterial. El diagnóstico de hipertensión arterial nos permite dar consejos al paciente sobre su estilo de vida y su dieta, realizando así prácticas de prevención secundaria de las enfermedades cardiovasculares anteriormente citadas. Si es necesario se prescribe una terapia contra la hipertensión, que puede controlarse con visitas cardiológicas que se pueden llevar a cabo in situ a través de electrocardiogramas y del servicio de telemedicina”]patologías cardiovasculares[/tipso], hipertensión arterial y enfermedades metabólicas, como la[tipso tip=”la prevalencia de la diabetes mellitus en los países de rentas bajas y medias aumenta, pero la atención que los sistemas africanos prestan a dicha patología todavía es muy baja. En los centros DREAM se controla periódicamente la glicemia, se informa al médico sobre la eventual presencia de diabetes mellitus, se indica al paciente la terapia farmacológica que debe seguir y se le informa de los comportamientos alimentarios y de la actividad física que debe mantener”] diabetes mellitus[/tipso]. Sin olvidar las nuevas pandemias, como la del [tipso tip=”el virus del Ébola ha provocado la muerte de casi 12 mil personas en el África Occidental y ha infectado a casi 27 mil. En Guinea, en los tres centros del programa DREAM, se ha llevado a cabo una intensa acción de seguimiento y control de la población en tratamiento. Al mismo tiempo se ha empezado una importante campaña de educación sanitaria y de sensibilización sobre las vías de transmisión y sobre las medidas de prevención de la infección del virus. Las Naciones Unidas han incluido DREAM en la red de vigilancia epidemiológica para el Ébola en aquel país”]Ébola[/tipso].

Precisamente para destacar este cambio que ya se ha producido en estos años, hemos propuesto ampliar el significado del acrónimo DREAM.

Ahora ya no es solo “Drug Resource Enhancement Against AIDS and Malnutrition” sino  “Disease Relief through Excellent and Advanced Means”, es decir, “Liberación de enfermedades mediante medios avanzados de excelencia”. Nuestro sueño crece.

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Este DREAM, que podríamos definir DREAM 2.0 hace frente a un nuevo desafío. La dilatada experiencia de estos años, el modelo que hemos creado y el apoyo de muchos profesionales europeos y africanos nos han permitido realizar este salto.

Mirando al futuro, parece claro que ya hoy se dan las condiciones a nivel mundial que pueden facilitar el surgimiento de nuevas pandemias. Para hacer frente a todo ello, hace falta construir sistemas interconectados, ecológicos, solidarios e igualitarios que no sean considerados un “lujo” del norte del mundo sino una necesidad urgente para todo el mundo. En definitiva, lo que hace falta es una globalización de la solidaridad, como nos recuerda a menudo el papa Francisco.

DREAM 2.0 se preparar para todo eso. Es una tarea ingente: muchas limitaciones, sobre todo las económicas, llevarían a decir que es imposible. Pero sí es posible si tenemos la audacia de escuchar juntos a la razón y al corazón. Debemos tener una mirada no asustada e impotente, sino un enfoque inteligente y preocupado que puede cambiar y liberar de las enfermedades la vida de muchos africanos.

DREAM no abandona a África, sino que prepara un sueño aún más ambicioso que no termina.