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Mozambico. Il progetto contro le malattie croniche per spezzare il circolo di povertà e malattia

Prevenzione e cura delle malattie non trasmissibili in un nuovo progetto del programma DREAM in Mozambico. L’iniziativa, guidata da CUAMM e implementata in collaborazione con AIFO, è finanziata dall’Aics.

Il Mozambico è un paese speciale per la Comunità di Sant’Egidio. I negoziati per la pace e poi, finalmente il primo centro DREAM, aperto a Maputo nel 2002. L’impegno per la prevenzione e la cura dell’HIV in Africa si stava realizzando, da sogno a realtà. Nel tempo, si sono alternate nuove sfide e le attività si sono moltiplicate. Dal 2019 DREAM collabora, insieme a CUAMM e Aifo a un nuovo progetto, sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione e Sviluppo, contro le malattie croniche in Mozambico a beneficio di una popolazione di oltre 370.000 persone.

La cura delle malattie non comunicabili in Africa è ormai parte integrante del Programma DREAM. Nei nostri centri di salute infatti, non ci dedichiamo solo a prevenzione e trattamento dell’HIV ma anche di diabete, ipertensione e cancro alla cervice uterina. Queste patologie rappresentano una sfida crescente alla salute. Malnutrizione, povertà e scarsa educazione non fanno che peggiorare la situazione. Puntare sulla prevenzione, per ridurre i costi economici ma soprattutto umani. Questo il cuore del nuovo progetto a cui partecipiamo, valore che condividiamo e applichiamo nei nostri centri. Tutti gli oltre 40.000 pazienti DREAM in Mozambico ricevono uno screening annuale per le malattie croniche.

“L’ipertensione e il diabete sono in aumento in Mozambico, anche a causa della crescita economica e dell’allungamento della vita. Questo porta a una doppia sfida per il sistema sanitario del paese: le malattie emergenti accanto alle purtroppo ancora diffuse malattie della povertà” ha detto il dottor Fausto Ciccacci, tra i responsabili degli interventi sanitari del programma DREAM. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato il rapporto tra malattie croniche non trasmissibili e povertà. Le persone più povere hanno stili di vita meno salutari, questo li porta a sviluppare sindromi che in paesi poveri richiedono delle terapie troppo costose. Da qui un circolo vizioso di povertà, mancato accesso a cure e sviluppo, da spezzare con interventi mirati e a lungo termine.

L’impegno di DREAM nel progetto prevede alcune novità. Non opereremo nei nostri centri ma in strutture pubbliche. Lavoreremo in tre province del paese: Maputo, Sofala e Zambezia. Due ospedali e dodici centri di salute per portare prevenzione e trattamento nei villaggi e nelle zone più remote, a sostegno del sistema sanitario. Formazione di medici locali e del personale sanitario, il primo fronte di intervento. Prevenzione e trattamento saranno possibili ed efficaci con il trasferimento di conoscenze sui temi delle malattie croniche. Il progetto prevede poi l’equipaggiamento delle strutture sanitarie con attrezzature e medicinali. Verranno effettuate attività di screening e sensibilizzazione nella comunità ma anche raccolta dati e ricerca operativa. Tutto questo per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio 3.4: ridurre di un terzo la mortalità prematura da malattie non trasmissibili entro il 2030.

Un progetto che rappresenta per la Comunità di Sant’Egidio non solo una novità per le modalità di azione ma soprattutto un ulteriore passo a sostegno del Ministero della Salute e per il benessere della popolazione mozambicana.

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