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Category Page: Rep. Dem. del Congo

Garantire l’accesso all’acqua, garantire la vita

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Non avere accesso all’acqua potabile significa aumentare il rischio di andare incontro a malattie gastro-intestinali anche gravi; basti pensare che il 16% della mortalità infantile globale è provocata dalla diarrea.

Procurare l’acqua per sé e la famiglia è un lavoro, soprattutto per le bambine e le ragazze, che dunque le allontana da scuola, perché per potersi approvvigionare di questo prezioso liquido, ogni giorno bisogna affrontare un cammino anche di diverse ore. Dati dell’UNICEF dicono  che la ricerca dell’acqua assorba 40 miliardi di ore annue, per il 71% sulle spalle appunto di donne e bambine.

Anche gli abitanti delle grandi città hanno difficoltà ad essere allacciati alle reti idriche di distribuzione , ma non solo è basso il numero di abitanti forniti di acqua, la stessa fornitura di acqua è sporadica, soprattutto a causa dello stato di decadenza delle tubature, e di cattiva qualità.

Come ha scritto Papa Francesco nella recente Enciclica “ Laudato  si’ ” L’acqua potabile e pulita rappresenta una questione di primaria importanza, (…) Un problema particolarmente serio è quello della qualità dell’acqua disponibile per i poveri, che provoca molte morti ogni giorno. (..) Mentre la qualità dell’acqua disponibile peggiore costantemente, in alcuni luoghi avanza la tendenza a privatizzare questa risorsa scarsa, trasformata in merce soggetta alle leggi del mercato. In realtà, l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani. Questo mondo ha un grave debito sociale verso i poveri che non hanno accesso all’acqua potabile, perché ciò significa negare ad essi il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità. “

Per questo il Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, già da diverso tempo, ha messo a disposizione gratuitamente l’acqua del pozzo scavato per approvvigionare il centro DREAM del quartiere di Bibwa,  per le famiglie della zona. E’ possibile venire ogni mattina alle porte del centro DREAM e accedere alla fontana che attinge all’acqua profonda e sicura, grazie alla dotazione tecnologica installata presso il centro, che è diventata un nuovo servizio anche per la popolazione del quartiere, dove non c’è ancora un acquedotto e l’acqua si deve comprare. Tutto si paga, a Kinshasa, anche un bicchiere d’acqua, in un Paese dove fa un grandissimo caldo per la maggioranza dei mesi dell’anno!

Così il Centro DREAM nel quartiere, che fin dall’’inizio ha significato la rinascita ad una nuova vita, a nuove speranze di sviluppo, e accesso alle cure gratuite, ha assunto anche il significato, con la  possibilità dell’accesso all’acqua potabile, di una vera e propria “fontana del villaggio” attorno alla quale si celebra la gioia della vita.

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Il programma DREAM a Kinshasa: un salto di qualità

O3. La formazionermai sono passati tre anni e mezzo dall’inizio delle attività del Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio a Kinshasa, e circa 6.000 malati sono stati raggiunti e curati. Molti sogni si sono realizzati, molti altri sono ancora “in cantiere”.
In accordo con il Ministero della Salute congolese e con il sostegno della Cooperazione Italiana, il Programma ha mosso i suoi primi passi nel 2011, con lo scopo di prendersi cura di chi, colpito da HIV-SIDA, Tubercolosi, Malaria, abitava nel quadrante est della capitale della RDC.

Ma soprattutto è stato grazie alla Fondazione GENERALI che si è potuto costruire una struttura sanitaria all’avanguardia, che ha unito centro clinico e laboratorio, una vera “eccellenza” in campo sanitario. DREAM è così presto diventato un centro di riferimento per il trattamento dell’AIDS, completamente gratuito, non solo per il quartiere, ma per tutta la città. Per la popolazione locale è divenuto un legame importante, tanto che in poco tempo è cresciuta l’urbanizzazione dell’area perchè molti hanno costruito le loro case accanto al centro, motivati anche dalla distribuzione settimanale di acqua potabile effettuata da DREAM.

7. La prevenzione trasmissione verticaleUno degli obiettivi principali del Programma è sempre stato la prevenzione della trasmissione del virus dalle madri ai loro figli. A Kinshasa molte donne che vivono nelle aree più periferiche non hanno la possibilità di fare il test e, se sieropositive per il virus HIV, di avere accesso al trattamento. Per rispondere a questo bisogno, il Programma è diventato così anche “DREAM_MOBILE”. Con il sostegno del Gruppo GENERALI si è potuto acquistare una vettura 4×4, capace di attraversare anche corsi d’acqua e terreni fangosi, ed essere presenti ogni mese nelle dieci maternità individuate come più bisognose di sostegno. E`stato così possibile eseguire più di 1.500 test e molte donne in gravidanza, risultate sieropositive, hanno usufruito del trattamento gratuito e del sostegno alimentare. I loro bambini sono nati senza AIDS, una grande speranza per le mamme e per il paese.

Accanto al centro clinico, in questi anni, anche il laboratorio di biologia molecolare è divenuto un riferimento per la cura dell’AIDS nel paese, collaborando con le strutture sanitarie locali e nazionali, ma non solo. Già da qualche tempo il laboratorio fornisce sostegno anche a Medici Senza Frontiere, per il processamento dei campioni per l’analisi della Carica Virale, dei loro malati in cura. Dallo scorso anno è iniziato il processo di accreditamento del laboratorio per il controllo di qualità, attraverso la rete dei CDC di Atlanta, che ha visto grandi e progressivi riconoscimenti. Con i CDC/ICAP, a livello locale, si è siglato un accordo per la ricezione di campioni di Carica Virale, provenienti dai loro centri di cura. Nell’ultimo mese è stato installato un nuovo apparecchio per l’estrazione automatica della Carica Virale, che permetterà di moltiplicare l’attività del laboratorio, sia nella qualità che nella quantità, e di fornire un sostegno diagnostico sempre più largo a quanti curano i malati di AIDS nel paese. E’ un sogno che si realizza. Tanti altri ne nascono.

8. Il teleconsultoIn quest’ultimo anno, il programma si è arricchito di un’altra innovazione con l’introduzione della Global Health Technology per andare incontro alle esigenze di quella gran parte dei pazienti, stabilizzati o migliorati sul piano virologico grazie alle terapie, che molto spesso presenta comorbilità di diverso tipo, con compromissioni di tipo cardiologico, dermatologico o altro. Infatti in Africa, una visita specialistica, laddove disponibile, è comunque sempre a pagamento. Quindi, nella maggioranza dei casi, irraggiungibile. L`introduzione di un sistema di telemedicina, attraverso una serie di strumentazioni permette ai medici di DREAM di inviare teleconsulti ad una larga rete di specialisti italiani e di chiedere una “second opinion”. Nella stessa giornata, dopo aver inviato il quesito e gli accertamenti diagnostici quali ad esempio un elettrocardiogramma, è possibile ricevere il referto e l’indicazione terapeutica.

In un tempo difficile per la crisi economica che stiamo attraversando si potrebbe pensare talvolta che sia impossibile sostenere progetti di solidarietà internazionale. Guardando ai risultati ottenuti, ai sogni realizzati, al desiderio di continuare con ancor più entusiasmo un progetto rivolto alla salute primaria di un paese che è al 186° posto (su 187) nella lista dell’Indice di Sviluppo Umano, è assolutamente doveroso ringraziare i partner che ci hanno sostenuto, primi fra tutti la Fondazione GENERALI, vero “main sponsor” del Programma DREAM a Kinshasa.

 

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Primo corso di formazione per attivisti del Programma DREAM a Kinshasa

Si è tenuto  a Kinshasa dal  30 gennaio all’1 febbraio il corso di formazione per attivisti, dal titolo “Vincere l’AIDS è possibile: Il Programma DREAM”, in collaborazione fra la Comunità di Sant'Egidio, il Programma Nazionale di lotta all’AIDS e il Programma Multisettoriale di lotta all’AIDS .

Il programma DREAM della Comunità di Sant'Egidio è presente in Congo RDC dal 2009 con due centri di cura e due laboratori di biologia molecolare, uno situato a Mbandakà, la capitale della Provincia dell’Equatore, e un secondo situato a Kinshasa, che mettono a disposizione della popolazione generale un trattamento di qualità della malattia, completo del monitoraggio di laboratorio ( Carica Virale e Conteggio dei CD4) e sostegno nutrizionale, completamente gratuito. Attualmente a carico del programma ci sono oltre 2000 pazienti.

Il programma in Congo è nato grazie al contributo del Gruppo “Assicurazioni Generali” e dell’ Associazione Bambini del Danubio che dal 2008 hanno sostenuto il programma. La Cooperazione Italiana ha sostenuto DREAM per gli equipaggiamenti di laboratorio per entrambi i centri.

Il corso ha avuto un grande successo e ha suscitato grande entusiasmo tra gli attivisti. “ Delle cose che abbiamo appreso al corso, ne dovremmo farne dei manifesti per le strade!”  hanno suggerito tra le altre cose  i partecipanti. Il corso, il primo di questo tipo in Congo RDC, vuole creare e far crescere tra i pazienti in trattamento un primo gruppo di testimonial , educatori alla pari e di sostegno alle categorie più deboli. Il programma è in una fase di grande espansione e si sta radicando sempre più nelle grandi periferie della città, raggiungendo quartieri molto lontani e decine di maternità. Numerose le associazioni di Pazienti sieropositivi che hanno partecipato, convinte che dall’esperienza del programma DREAM  si possa partire per lavorare concretamente e dare una speranza per i tanti malati che ancora aspettano di poter essere curati. Inoltre c’è una grande domanda di poter avere una cura di qualità anche in Congo e DREAM rappresenta questa grande possibilità.

La situazione dei centri di cura e della rete di laboratori specializzati nel Paese è, infatti, molto insufficiente: i malati con difficoltà trovano cure e farmaci, e le analisi di laboratorio spesso non sono disponibili, e comunque a pagamento. La presenza del Programma DREAM ha ridato una grande speranza al paese e soprattutto ai malati. La gioia e la felicità di stare insieme al corso erano molto evidente. E' il contagio “ positivo “ della buona notizia che anche a Kinshasa l’AIDS non significa più essere da soli a doverlo affrontare. Il corso ha trattato gli aspetti epidemiologici e clinici della malattia, fornendo una solida formazione a coloro che saranno i primi testimonial del Programma. “ Oggi noi sappiamo più cose che i medici e gli infermieri!"- hanno detto i partecipanti alla fine del corso. "C’era bisogno di DREAM e della Comunità. Grazie! “

L’ Ambasciatore Italiano in Congo , e il Direttore Nazionale aggiunto del programma Nazionale hanno infine consegnato ad ognuno dei partecipanti il Diploma di Partecipazione.

Una bellissima preghiera per le persone malate ha concluso il corso, con un nuovo appuntamento tra un mese.

DREAM raccoglie  già oggi molte richieste di collaborazione provenienti anche da altre organizzazioni presenti sul terreno e impegnate nella lotta all’AIDS, soprattutto per la possibilità di utilizzare i laboratori di Biologia Molecolare per garantire un corretto monitoraggio dei pazienti in trattamento.

Il Programma DREAM per il Prossimo Triennio sarà sostenuto dalla Fondazione “ Le  Generali “, che riconoscendo l’alto valore e il grande impatto del programma ha voluto garantire il suo importante aiuto.

   

 

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R. D. del Congo – Il Ministro della Sanità visita il centro DREAM di Kinshasa

Il programma DREAM è presente nella Repubblica Democratica del Congo dal febbraio del 2009, quando è stato aperto a Mbandaka il primo cento DREAM nel paese. Nel 2011 è stato aperto un secondo centro nella periferia di Kinshsa; dall’inizio delle attività più di 13.000 persone sono state raggiunte dal programma e 1.500 pazienti sono attualmente in cura.

Il 29/08/2013 il ministro della Sanità Pubblica del governo congolese, il Dr. Felix Kabange, si è recato in visita al centro DREAM Floribert Bwana Chuy, a Kinshasa. Il centro, inaugurato nel luglio 2011, ha già raggiunto oltre 5.000 persone con le attività di testing e counselling e ha preso in cura più di 600 pazienti HIV positivi. “Sono rimasto veramente impressionato dalla qualità del lavoro del centro DREAM, dove le persone vengono prese in cura globalmente, secondo tutti gli aspetti della loro vita” ha dichiarato il ministro al termine della visita. Improvvisando una breve conferenza stampa con i molti giornalisti presenti, ha poi parlato sia in francese che in lingala, per invitare la popolazione congolese a recarsi al centro DREAM senza aver paura dell’AIDS.

La Repubblica Democratica del Congo è un paese di 72 milioni di abitanti, la capitale Kinshsa ne ospita più di 10 milioni. I dati sulla diffusione dell’HIV nel paese sono scarsi e poco recenti; le Nazioni Unite riportano una prevalenza media del 4,3% nel 2008, mentre nelle principali città del paese avrebbe raggiunto il 10%; tra le donne incinte viene riportata una prevalenza del 1,9%, ma la disponibilità dei test nelle maternità è molto scarsa. Il paese, seppur ricco di grandi risorse minerali ed energetiche, è sceso all’ultimo posto per indice di sviluppo umano 2013 essendo classificato come paese più povero del mondo insieme al Niger. Qui il centro DREAM offre ai pazienti cure di eccellenza e sostegno alimentare, e ogni giorno più di 1000 litri di acqua potabile alla popolazione della zona.

“Ici tout est gratuit” (Qui tutto è gratuito) : questa scritta posta ben visibile sulle mura del centro, ha colpito profondamente l’attenzione del ministro Kabange durante la visita. Di fronte ad una popolazione povera come quella di Kinshasa, abituata a pagare qualsiasi prestazione sanitaria, la sfida della gratuità lo ha spinto a dichiarare un sostegno concreto alle attività di DREAM.

Al termine dell’incontro, in un clima festoso, alcuni pazienti hanno poi voluto salutare il ministro, testimoniando personalmente la forza di una vita ritrovata.

 

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I bambini «stregoni» di Kinshasa. La storia di Angela del centro DREAM della Comunità di Sant’Egidio

Sono almeno 30 mila gli «enfant sorciers», i minori maledetti della megalopoli congolese Il clan li allontana: sono considerati causa di calamità familiari. Vittime di povertà e superstizione

Da l’Eco di Bergamo del 6 maggio 2013 . Dall'inviato Elena Catalfamo – Kinshasa (Rep. Dem. Del Congo)

Angela (nome di fantasia) ha 8 anni ed è sieropositiva. Ma non è per questo che il suo clan la considera una bambina maledetta. La sua «colpa» più grave è che sta bene. E che lei è sopravvissuta ai suoi genitori, morti a distanza di sei mesi l’uno dall’altra, falcidiati dall’Aids. Capelli arrotolati nelle treccine, un vestitino verde sgargiante, Angela è di casa al centro Dream della Comunità di Sant’Egidio sorto alla periferia di Kinshasa I medici e gli infermieri del programma nato per curare l’Aids con i farmaci antiretrovirali in una decina di Paesi africani la abbracciano e la considerano ormai una loro figlia adottiva. Vive con loro e le vicine suore diocesane congolesi da due anni, da quando il centro Dream è sorto nella megalopoli di 12 milioni di abitanti della Repubblica democratica del Congo.

Angela infatti fa parte della schiera di almeno 30 mila (ma alcune stime ne valutano più del doppio) di «enfant sorciers», i bambini stregoni che popolano le periferie della capitale. Sono bambini considerati maledetti e per questo allontanati da casa: su di loro ricade da parte del clan la colpa di qualche calamità capitata alla famiglia. I genitori di Angela sono morti a distanza di sei mesi l’uno dall’altra a pochi anni dalla nascita della bimba: con ogni probabilità entrambi avevano contratto l’Aids e, privi di accesso a cure adeguate, sono morti per un virus che colpisce alme- no il 3% della popolazione congolese.

La maledizione di Angela è quella di essergli sopravvissuta, quasi di aver spremuto loro lavita per salvare la sua. «Avevamo da poco aperto il centro Dream a Kinshasa – racconta Stefano Capparucci, supervisore del centro Dream della Comunità di Sant’Egidio in Congo – quando una mattina Angela è arrivata in fin di vita accompagnata da una sorella maggiore, quindicenne. Il test Hiv è risultato positivo. Angela e la sua famiglia non avevano i soldi per il contributo minimo alla trasfusioni: ci raccontarono che da pochi giorni avevano perso la madre e stavano cercando di racimolare qualcosa per darle sepoltura. Sei mesi prima avevano perso il padre, entrambi per cause sconosciute. Per noi era chiaro che i due genitori avevano con ogni probabilità contratto il virus Hiv e, non diagnosticato, erano morti di Aids.

Somministrammo le prime cure in day hospital ad Angela e quando ci sembrò che stesse meglio la affidammo nuovamente alla sorella». «Durante un giro di visite spiega Capparucci – abbiamo rivisto Angela sola per strada, completamente abbandonata e denutrita. È allora che ci hanno spiegato dei bambini stregoni: su di loro ricadono le colpe delle sventure famigliari. Essendo i più deboli pagano per i loro parenti e vengono allontanati per esorcizzare i dispiaceri e le malattie. È così che Angela è stata accolta dalle suore diocesane congolesi e noi l’abbiamo curata con i farmaci antiretrovirali. Oggi è una bambina piena di vita e, con il tempo, stando vicini ai fratelli e alla sorella, siamo riusciti anche a reinserirla parzialmente nella famiglia La superstizione purtroppo è alimentata dalla povertà delle persone». Il progetto Dream (l’acronimo sta per Drug Resource Enhancement against Aids and Malnutrition) è un sogno per l’Africa realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio a partire dal 2002. Sono ad oggi 38 i centri che praticano il test dell’Hiv e somministrano le cure di farmaci antiretrovirali in centri specializzati degni delle migliori cliniche italiane.

«Partiamo da questo principio – spiega Stefano Capparucci, in questi giorni a Kinshasa con Cristina Moscatelli, medico e volontario della Comunità di Sant’Egidio, tutti abbiamo diritto alle stesse cure. È per questo che i centri Dream offrono le stesse possibilità di cura e di contrasto dell’Aids che potrebbe avere un italiano o un tedesco nel loro Paese». I centri Dream, completamente gratuiti per la popolazione, sono presenti in 10 Paesi africani, e hanno aiutato in questi anni un milione di persone, ne hanno assistite almeno 202.600 di cui 34.500 minori (under 15 anni).  Sono 20.020 i bambini nati sani grazie ai programmi di prevenzione. Al centro congolese ha somministrato il test a 3.765, di cui 747 sono risultati sieropositivi. Ogni paziente costa all’incirca 500 dollari all’anno e le spese vengono coperte da numerosi sponsor tra cui Assicurazioni Generali, Bambini del Danubio onlus e Coopi.

Il centro Dream sorge in una zona all’estrema periferia di Kinshasa dopo la nascita della struttura, sono cresciute nuove casupole e l’area si sta popolando anche se mancano i servizi di base: acqua ed elettricità. Proprio la Comunità di Sant’Egidio ha provveduto alla costruzione di un pozzo per le famiglie della zona Le strade sterrate, nei periodi delle grandi piogge equatoriali, si riempiono di pozzanghere e diventano impraticabili. Gli accumuli d’acqua poi favoriscono il proliferare delle zanzare, portatrici della malaria. Una malattia che, a queste latitudini, miete ancora più vittime dell’Aids, favorita da corpi malnutriti. Sempre la Comunità di Sant’Egidio ha anche un programma indirizzato alla malnutrizione con cui fornisce pacchi alimentari con riso, farina di mais, olio di palma e zucchero per i bambini e le famiglie (circa 175 persone ogni mese).  

In Repubblica democratica del Congo, l’83% della popolazione vive al di sotto della soglia della povertà e la speranza di vita è al di sotto di 50 anni: facile con questi numeri immaginare che la povertà alimenti antiche superstizioni che gli «enfant sorciers» pagano per tutti. Ma va anche detto che il 44,4% della popolazione è al di sotto dei 15 anni e che quindi la percentuale dei bimbi stregoni e di strada è piuttosto limitata sul numero complessivo dei minori presenti nel Paese. Il Congo poi è un Paese largamente cattolico anche se le sette proliferano sempre più soprattutto nei sobborghi della capitale. La presenza del clan e della famiglia aiuta alla stabilità dei rapporti e i bambini non mancano certo in generale dell’affetto dei genitori: i piccoli stanno sempre sulle spalle della mamma e la accompagnano in ogni gesto della giornata. La vera battaglia, che la Comunità di Sant’Egidio combatte anche sul piano politico da anni, è quella alla lotta alla povertà.

 

 

 

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DREAM a Kinshasa vuol dire anche acqua ogni giorno per il quartiere

Bibwa è il quartiere della periferia di Kinshasa dove è nato un anno fa il Centro DREAM. E’ una zona prevalentemente rurale, ora in continua espansione a causa di una crescita spropositata della città, che si dice sia arrivata a 13 milioni. A seguito della costruzione del centro si è riempita di nuove numerose piccole abitazioni in cemento, prive però di acqua e di luce. Nella zona ci sono solo due pozzi, dove l’acqua è a pagamento, ma la gente è molto povera e per riuscire a trovarla spesso fa molti chilometri.

Dream ha installato una nuova cisterna per l’acqua completa di un punto di distribuzione a disposizione della gente del quartiere.

“Con DREAM, e con la sua acqua, la Comunità di Sant’Egidio è come Mosè che ha liberato il suo popolo schiavo in Egitto!”. Con queste parole il capo-quartiere di Bibwa ha salutato l’inaugurazione della nuova cisterna. Un piccolo segno, un gesto di amicizia e di attenzione – anche questo completamente gratuito – per la vita e la salute di più di 40 famiglie ogni giorno. Ed allora… matondo mingi (grazie!) Sant’Egidio!

  

 

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