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Category Page: Repubblica di Guinea

Conakry, Guinea – Notizie dalla città

 

In questi giorni la Guinea Conakry sta vivendo momenti molto difficili. Dal 10 gennaio è stato proclamato uno sciopero generale illimitato da parte dei sindacati CNTG e USTG, che di fatto ha paralizzato il paese.

Da giorni le scuole e gli uffici sono chiusi, il traffico, che normalmente intasa le vie della capitale, Conakry, è sparito: non circolano automobili e sono in sciopero anche tutti i taxi collettivi che di solito assicurano il trasporto da un capo all’altro della città.

 

La situazione è bloccata e si moltiplicano gli appelli alla popolazione, da una parte perché scenda in piazza a manifestare, dall’altra perché si ritiri in casa, dato che le manifestazioni sono state vietate. L’esercito presidia le strade ed iniziano ad esserci dei disordini ed alcuni morti.

In questo clima di tensione e di confusione molti pazienti del nostro centro DREAM, preoccupati di dovere interrompere la cura, hanno trovato comunque il modo di uscire di casa.

 

Alcuni hanno dovuto camminare parte della notte per raggiungere al mattino il quartiere dove si trova il centro, per rispettare il loro appuntamento più importante: ricevere i farmaci antiretrovirali.

Un esempio di aderenza che testimonia la volontà di vivere, la domanda di salute e di futuro, più forte della paura e della disperazione.

 

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Bari, Italia – Un ponte di solidarietà fra bambini europei ed africani

I bambini di una scuola elementare di Bari, la san Filippo Neri, si sono mobilitati nei giorni scorsi, insieme a insegnanti e genitori, per testimoniare la loro concreta vicinanza ai coetanei che vivono a Conakry, in Guinea. Le classi III C e III D, in particolare, hanno messo in scena una recita il cui ricavato è stato devoluto per sostenere i piccoli pazienti del centro DREAM in Africa.

L’iniziativa nasce dalla sensibilizzazione dei bambini, che hanno ascoltato il racconto di chi era stato al centro DREAM di Conakry ad aiutare. Il contatto con l’Africa attraverso le parole dei più grandi, le notizie delle grandi differenze tra la loro vita e quella dei bambini africani, hanno toccato profondamente i nostri amici di III elementare e li hanno spinti a realizzare – pur nel piccolo della loro realtà – un esempio vivo e grande di solidarietà euroafricana.

L’Africa è stata messa al centro dell’iniziativa: l’albero di Natale aveva le foto dei bambini della scuola della pace di Conakry, la presenza di strumenti musicali africani (kora, balafon, tamburo jembe, etc.) contribuiva dare una nota diversa alla giornata e le tantissime domande sul continente africano nel quadro di un affollatissimo incontro di spiegazione sono state l’occasione di un confronto , in cui i bambini hanno saputo essere al livello degli adulti.

Davvero l’amicizia fra europei e africani, il legame fra due mondi diversi ma che vogliono essere vicini, ha aiutato e fatto crescere tutti, tanto a Bari quanto a Conakry.

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Conakry, Guinea – La benedizione del centro DREAM si rivela più forte della paura e della rassegnazione che circondano la malattia

A Conakry, in Guinea, inizia a cedere il muro di paura e di rassegnazione che la malattia crea abitualmente attorno a chi è colpito dall’AIDS.

Un gruppo di donne malate che frequenta il nostro centro, una ventina circa, ha cominciato da qualche tempo a riunirsi una volta la settimana per parlare della propria personale esperienza e confrontarla con quella delle altre. Si fa strada tra queste donne un sentimento forte di solidarietà e di amicizia tra persone che hanno vissuto tutte, sia pure ognuna con accenti diversi, una sofferenza dovuta, prima ancora che alla malattia, alla solitudine ed alla stigmatizzazione che da quella malattia derivano. Le nostre pazienti scoprono d’altronde di avere in comune qualcosa di più della speranza di star meglio e di trovarsi tra le mani un coraggio nuovo, che nasce da una ritrovata forza fisica, dal miglioramento vissuto nel proprio corpo o visto in quello dei loro bambini in cura con DREAM, ma anche dal senso di aver ricevuto un dono grande che si può trasmettere ad altri, vincendo la rassegnazione e lo scoraggiamento.

 
“Lo ieri e l’oggi non sono la stessa cosa. La sofferenza di ieri non c’è più”, ha detto Fanta. “Senza di voi sarebbe davvero andata a finire male. Questa malattia, se non hai soldi, è terribile: io non riuscivo nemmeno più a camminare. Ora ho fiducia in Dio e in voi, per sempre”. La malattia aveva dato a Fanta diversi problemi neurologici, i suoi avevano cominciato a dire che stava impazzendo e avevano finito per farla rinchiudere nel “cabano” (così la gente di Conakry chiama il reparto di psichiatria dell’ospedale della città). Ora Fanta sta bene e viene alle riunioni col suo bambino, Muhammad.

Alla riunione la storia dell’una si intreccia con quella delle altre: ci si ricorda di quando si era insieme all’ospedale, con i figli malati, senza che nessuno spiegasse mai nulla (“Il mio bambino era ricoverato e mi hanno detto: ‘avete la stessa malattia’, e basta. E’ stato solo quando sono arrivata qui che il dr. Pierre mi ha spiegato che avevo l’AIDS”, racconta Aicha); di come si fosse fatta insieme la strada che dall’ospedale porta al centro DREAM (i due luoghi sono molto vicini tra di loro); di come si sia vista progressivamente migliorare la propria salute e quella dei propri figli. Molti momenti si ricordano con precisione: “Era un sabato, il 2 dicembre, quando ho saputo di essere sieropositiva. Mio marito me lo ha detto sette anni dopo averlo saputo dai medici di Donka”, racconta Mariame, che oggi ha una bambina nata nel programma di prevenzione verticale.

 
D’altra parte alla riunione si approfondiscono le conoscenze di ciascuna, si trova il coraggio di fare tante domande, si capisce meglio come avviene il contagio e soprattutto come non avviene, come sia cioè possibile vivere senza l’incubo di contagiare i familiari, i figli, le sorelle. Molte donne hanno sofferto proprio per il silenzio o l’abbandono da parte dei familiari.

 
Alla disperazione si è sostituito dapprima lo stupore di trovare a DREAM gente un po’ particolare: “Gente che aiuta a motivo di Dio. Qui il dottore si arrabbia per il tuo bene se non vieni all’appuntamento: sembra quasi che sia il dottore stesso ad essere malato per quanto se la prende a

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Conakry, Guinea – Inaugurato ufficialmente il centro DREAM

Il 6 ottobre scorso si è tenuta a Conakry, in Guinea, l’inaugurazione ufficiale del locale centro DREAM.

Sono intervenuti monsignor Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, lo shaikh Elhadj Ibrahim Bah, imam della Grande Moschea di Conakry, ed il prof. Amara Cissé, Ministro della Salute della Repubblica di Guinea, ma erano presenti anche numerosi rappresentanti delle agenzie internazionali (Unaids, Unicef, OMS, World Bank) e di diverse ONG locali ed internazionali, nonché alcuni dei sostenitori del programma DREAM in Guinea (come Foguired, il Fondo italo-guineano per la remissione del debito) ed il PAM, che fornisce l’integrazione nutrizionale per i pazienti del centro.

 

Il centro DREAM di Conakry rappresenta oggi un fondamentale contributo alla lotta contro l’AIDS in Guinea. Aperto dal marzo scorso, il centro possiede l’unico laboratorio di biologia molecolare del paese, è divenuto in breve il centro di riferimento per la prevenzione della trasmissione madre-bambino del virus dell’HIV per tutti i centri di maternità della capitale, e si avvia inoltre – come ha sottolineato il ministro della Sanità – ad essere un importante polo per la formazione del personale sanitario.

 

I tanti amici ed i numerosi ospiti convenuti per l’occasione sono rimasti colpiti dalla visita del centro, di questa nostra struttura grande, moderna, ben equipaggiata, in cui la completa gratuità si coniuga con l’eccellenza delle prestazioni. Il centro DREAM di Conakry è davvero una buona notizia per un paese spesso dimenticato dagli aiuti internazionali.
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Guinea Conakry: inizia il lavoro delle attiviste nel centro DREAM della capitale

Nel centro DREAM di Conakry, aperto il 13 marzo scorso, c’è da qualche settimana a questa parte una presenza importante in più, quella delle prime due attiviste.

Si chiamano Maimouna e Fatoumata e sono due giovani donne sieropositive di 23 e 26 anni che hanno cominciato ad impegnarsi nell’accogliere chi arriva al centro per la prima volta, incoraggiando e testimoniando in prima persona che l’AIDS non è una condanna a morte, che una “resurrezione” è possibile, che il futuro è ancora aperto, per sé e per i propri cari.


Il lavoro delle attiviste è un segno bello, un vero e proprio frutto, della speranza che l’apertura di DREAM ha significato per la città di Conakry e per tutta la Guinea.

In quella che è una delle realtà più difficili dell’Africa, DREAM vuol dire vittoria sulla rassegnazione e sul pessimismo.

Maimouna e Fatoumata sono donne coraggiose, perché nel paese è ancora forte la paura di parlare dell’AIDS. Ma per loro è divenuta chiara l’importanza di trasmettere ad altri un senso di speranza e di fiducia, nella coscienza che l’AIDS oggi si può curare, anche a Conakry, e gratuitamente.

 

Ciò che esse hanno ricevuto in termini di cure e d’amicizia è ciò che cominciano a restituire a chi, arrivando al centro stanco ed impaurito per la malattia, trova qualcuno che sa accoglierli con un bel sorriso. 

 

 

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