• Via di San Gallicano, Rome, Italy
  • (39) 06 8992225
  • dream@santegidio.org

Tag Archives: malnutrizione

Karibu Arusha Dream Center! Il primo centro di Sant’Egidio in Tanzania

Home Care, prevenzione e cura di HIV/AIDS e altre malattie non trasmissibili, telemedicina, prevenzione della trasmissione del virus dell’HIV da madre in figlio: questo e altro ancora nel centro DREAM di Arusha in Tanzania.

DREAM, programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio, nato in Mozambico nel 2002 per garantire il diritto alla salute, contrastare l’AIDS e la malnutrizione in Africa, prende avvio in Tanzania a partire dal 2006. Il primo centro aperto nel paese è quello di Arusha, città che sorge all’ombra del Kilimanjaro, famosa per aver ospitato, dal 1994 al 2015, il Tribunale Criminale Internazionale per il Rwanda. La situazione dell’HIV in questa zona era critica, aggravata a causa di povertà, ignoranza e paura dello stigma. I malati all’epoca erano moltissimi, 8 persone su 10, ovvero la maggioranza della popolazione.

Prima che aprisse il centro DREAM, un solo ospedale si occupava di HIV e l’approccio delle persone alla malattia era di rifiuto totale. Rifiuto tale da non voler nemmeno fare il test. Sapere di essere positivi al virus avrebbe comportato conseguenze troppo gravi: vergogna, ripudio da parte della famiglia e del villaggio, emarginazione sociale. L’obiettivo principale di DREAM era cambiare tutto questo. I primi pazienti arrivati al centro erano pochi, disabili e già molto, troppo malati. Al centro DREAM ogni paziente era prima di tutto una persona, con la sua storia, i suoi problemi e le sue aspirazioni per il futuro. La privacy di ognuno era rispettata. Non nell’adattarsi al costume locale per cui “non se ne parla per non ferire o per non essere invadenti” ma dedicandosi alla costruzione di una relazione basata sulla fiducia reciproca medico-paziente. Piano piano, anzi “pole pole” in Swahili, sempre più persone venivano al centro. Fare il test non era più una condanna a morte, era il primo passo per stare bene, l’inizio di una nuova vita. A parlare erano gli effetti positivi della terapia antiretrovirale e tutte quelle misure che la rendono efficace.

Finalmente la cura era possibile e accessibile. Punto di forza, la gratuità del trattamento. Ad oggi i pazienti sono 1.593 e il centro è cresciuto, spostandosi nel 2009 in una sede più grande. Il team, interamente locale, conta 14 persone. Dalla coordinatrice ai medici, la counselor e le expert client, dall’amministratore alle infermiere, dall’autista al farmacista, dai tecnici di laboratorio alle addette alle pulizie. Un lavoro di squadra per garantire il diritto alla salute a tutti, fin da prima della nascita con la terapia prenatale. Due giorni a settimana sono dedicati alla PMTCT ovvero Prevention from Mother To Child Transmission dove le donne sieropositive, future mamme, vengono seguite durante la gravidanza fino ai 18 mesi del bambino o della bambina, termine ultimo per scongiurare la trasmissione. HIV e non solo. DREAM segue i suoi pazienti monitorando costantemente la loro salute, dal controllo delle malattie croniche come diabete e ipertensione fino allo screening del papilloma virus. Le giornate dedicate ai controlli sono anche momento di incontro, il servizio è rivolto a tutti, DREAM invita i suoi pazienti a portare con loro amici e familiari.

Poi c’è la telemedicina. Grazie a una piattaforma online lo staff dalla Tanzania è in collegamento diretto con medici specializzati in tutta Italia. Nata per esigenze legate a problematiche cardiologiche, oggi tramite la telemedicina si può avere ogni tipo di consulto. DREAM non si limita ad essere un centro di salute, conosce bene le problematiche del paese e le difficoltà della sua gente. Una volta al mese la clinica mobile arriva a Mererani, una zona di miniere, isolata, dove fino a poco tempo fa non c’era nemmeno un ricovero e i trasporti sono limitati. I pazienti che provengono da questa zona sono tanti e per permettergli di seguire la terapia è DREAM ad andare da loro. Stessa cosa avviene per tutti quelli che sono in Home Care. Le expert client, cuore del programma DREAM, si recano a casa dei pazienti più bisognosi per assicurarsi che seguano la cura. Questo servizio viene attivato nei casi di emergenza, quando un paziente è troppo malato o lontano per recarsi al centro a prendere le medicine, o quando ha difficoltà a prendersi cura di se stesso. L’Home Care è un sostegno che va oltre il trattamento. Le donne DREAM aiutano i pazienti a cucinare e a seguire una dieta sana, sistemano e puliscano la casa con loro, affinché le condizioni igieniche siano le migliori possibili, fanno il bucato con loro, aiutano mamme e nonne con la gestione dei bambini. Un servizio gestito interamente dalle expert client, simbolo del riscatto delle donne colpite dallo stigma, testimonial dell’efficacia del trattamento.

Nessun paziente è uguale all’altro al centro DREAM e per quelli più poveri, le mamme incinte o chi ha un rapporto peso-altezza inferiore alla media è prevista l’integrazione alimentare con pacchi di cibo che vengono distribuiti mensilmente. I giovani sono quelli che più di tutti hanno bisogno di sostegno per affrontare la malattia, il tabù si fa ancora più pesante quando si tratta di seguire la terapia condividendo la quotidianità con i coetanei. La vergogna può prendere il sopravvento e pur di non far vedere le medicine che si prendono, molti interrompono il trattamento. L’ultimo sabato del mese è dedicato a loro, ai giovani. Tutti i pazienti tra i 10 e i 20 anni sono invitati al centro per riunirsi insieme, senza “i grandi” per potersi sentire liberi di parlare e confrontarsi. E poi? Si pranza tutti insieme!

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

Una bella estate australe ricca di novità e iniziative al Centro nutrizionale “O Pais do Arco Iris” della Comunità di Sant’Egidio

II mese di novembre segna l’inizio dell’estate in Africa australe. Le scuole terminano ad ottobre ed è quindi tempo di vacanze. Particolarmente attese dai bambini che la Comunità di Sant’Egidio accoglie nel Centro “O Pais do Arco Iris” (il Paese dell’Arcobaleno), che da più di sei anni è diventato un punto di riferimento importante per tante famiglie e per i più giovani che abitano nel bairo di Matola C, vicino Maputo, in Mozambico.

Il Centro “O Pais do Arco Iris” è stato aperto nel 2005 ed è coordinato e animato dal lavoro delle attiviste del programma DREAM che si sono specializzate nella nutrizione e nell’educazione infantile.

Finanziato attraverso il Programma di Adozioni a Distanza della Comunità di Sant’Egidio, il centro ha coinvolto in questi sette anni più di 1.200 bambini ed è frequentato attualmente da più di 820 che giornalmente ricevono il pasto principale, per la maggioranza di loro anche l’unico della giornata. Ma “O Pais do Arco Iris” è frequentato anche dai ragazzi più grandi, di età compresa tra i 14 ed i 20 anni, che svolgono un servizio volontario a favore dei bambini più piccoli servendo in tavola e provvedendo alla pulizia delle paiote in cui si svolge il pranzo. Inoltre ogni sabato organizzano la Scuola della Pace, aiutati anche da un gruppo di giovani adolescenti del Programma DREAM e da alcuni compagni di scuola.

Per tutti loro questa estate australe è stata particolarmente ricca di nuovi impegni e di nuove prospettive di servizio verso i più piccoli. Per la prima volta sono stati chiamati ad organizzare da soli i soggiorni con i bambini che frequentano il Centro e la Scuola della Pace. Infatti negli anni passati questi stessi soggiorni erano stati realizzati con l’aiuto di un gruppo di giovani romani che venivano a Maputo durante le loro vacanze estive, ma inverno in Africa australe. La proposta di organizzare da soli il consueto “passeio” è stata accettata con grande entusiasmo anche se con qualche iniziale e fugace timore.

I “Passeios” a Moamba
L’organizzazione delle vacanze con i bambini ha occupato le prime settimane di novembre, i ragazzi si sono divisi i compiti poiché molte erano le cose da fare: avvertire le famiglie, preparare le attività, curare i giochi e le feste serali, occuparsi della cucina, organizzare i turni di pulizia, acquistare i regali per i bambini, preparare le squadre e abbellire i locali del soggiorno.

La preparazione del soggiorno è stato un momento ricco di idee, di lavoro e di confronto che ha rivelato quanto sia importante la Scuola della Pace per i bambini del Centro: “i bambini – ha commentato un giovane – hanno bisogno di essere aiutati a sviluppare buoni sentimenti, di imparare cose belle e giuste, se non glielo diciamo noi, fuori, nel bairo, imparano solo la violenza”. Tutti hanno capito che ciascuno di loro deve essere un esempio da seguire per i bambini, nella vita quotidiana come nella scuola. Per questo, alcuni dei più grandi hanno raccontato di essere tra i più bravi nelle loro classi, un esempio per mostrare ai più piccoli che la scuola è importante e che è importante frequentarla regolarmente. Così come è importante poter seguire fin da piccoli una dieta equilibrata, variegata, ricca di vitamine e proteine che possano contribuire ad uno sviluppo armonico del loro sistema cognitivo.

I due “Passeios” hanno coinvolto un totale di novanta bambini del Centro con un’età compresa tra i 7 e gli 11 anni e si sono svolti nella Vila de Moamba, un villaggio situato a 70 chilometri da Maputo, ospitati dai padri salesiani. I bambini hanno occupato due camerate con letti singoli e bagni con lavandini, docce e acqua corrente. Quando i bambini hanno visto le due camerate sono rimasti stupiti che ognuno di loro avesse il proprio letto dove poter dormire da solo e non con i fratelli o i genitori. Inoltre la possibilità di lavarsi a piacimento con l’acqua corrente ha scatenato la loro gioia, così come l’opportunità di bere direttamente dai rubinetti l’acqua potabile senza doverla andare a prendere al pozzo con i secchi o le taniche.

Per tutti i bambini sono stati giorni belli perché ricchi di attenzioni che normalmente nessuno ha nei loro confronti: dai pranzi e le cene cucinati in modo memorabile e abbondante dalle cuoche, ai giochi organizzati per loro, ai regali, alla festa serale, alla possibilità di lavarsi con l’acqua corrente e calda, al clima sereno che si respira.

I ragazzi più grandi, dimostratisi abili animatori, si sono impegnati affinché i soggiorni riuscissero nel migliore dei modi e fossero un momento di tranquillità e felicità per tutti i bambini, con affetto e preparazione, espressi molto concretamente anche nel regalo preparato per ciascuno: ogni bambino ha ricevuto infatti una maglietta ed un paio di pantaloni mentre le bambine hanno ricevuto un vestito.

Il fatto che i bambini abbiano frequentato quotidianamente il centro e la Scuola della Pace durante l’anno è risultato evidente durante i soggiorni, che non hanno registrato episodi di litigio tra i bambini, situazione invece costante nella loro vita, sia a casa sia nei giochi per la strada. Lo hanno notato gli stessi bambini e i ragazzi come non fosse un caso, ma un frutto del lavoro quotidiano per la pace e dono di quella più grande donata 20 anni fa a tutto il paese, con la fine della guerra e la firma a Roma degli accordi di pace, grazie alla mediazione della Comunità di Sant’Egidio.

 

 

 

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail