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Tag Archives: Mozambique

La devastazione del ciclone Idai. La testimonianza di un volontario da Beira

Testimonianza di Fabrizio Graglia – volontario dell’Associazione ESMABAMA con cui collabora il programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio in Mozambico.

Mozambico, 18 marzo. A quattro giorni dal ciclone Idai che ha travolto il Paese, sono riuscito a lasciare Beira per raggiungere zone in cui mi fosse possibile accedere alla connessione Internet.

La provincia di Sofala è totalmente distrutta. Siamo senza energia elettrica, senza collegamenti telefonici, senza benzina e soprattutto senza cibo né acqua potabile. Le scuole, gli uffici, gli ospedali che sono rimasti in piedi sono diventati il rifugio di centinaia di famiglie che hanno perso tutto. Il tetto dell’Ospedale centrale di Beira è caduto: 5 neonati e più di 160 malati sono morti a causa della mancanza di elettricità o per il crollo della struttura.

La tempesta è durata 20 ore. Il vento si è abbattuto alla velocità di 230 km/h: i motori dei condizionatori sono stati strappati via dai muri e scaraventati sui tetti delle case vicine, nessuna porta o finestra ha resistito alla violenza dell’uragano. Le lamiere dei tetti sono entrate come lame volanti nelle case, abbiamo usato i materassi come scudi per non essere colpiti da oggetti e vetri delle finestre. Gli animali domestici sono volati per aria e sono rimasti appesi sui rami o incastrati tra le macerie.

Interi villaggi sono scomparsi insieme ai loro abitanti. Molti distretti, come Buzi, Chibabava e Marromeu sono totalmente isolati e si prevede che il numero delle vittime aumenti così come i rischi di malattie dovute alle decine di cadaveri che galleggiano nei fiumi Pungue e Buzi.

Di notte, a Beira, ci sono gruppi di persone che vagano e tra questi gli sciacalli: le violenze sono molto aumentate e si registrano rapine alle persone e alle case danneggiate e abbandonate.

Le piogge torrenziali non si fermano e se continueranno anche nei prossimi giorni i fiumi strariperanno ancora.

Sono costernato e distrutto da questo scenario dantesco, ho negli occhi il panico dei visi di chi ora teme ancora per la propria vita e per quella dei propri cari.

Abbiamo bisogno di aiuto. Urgentemente.

Sostieni la nostra raccolta fondi a sostengo delle persone coinvolte dal ciclone

DONA ORA tramite il sito della Comunità di Sant’Egidio  o su Facebook

 

 

 

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Il centro Dream di Beira gravemente danneggiato. L’impegno delle Comunità per aiutare

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Mozambico – Fermare la trasmissione dell’HIV da madre a figlio si può, l’esperienza dei centri Dream

Maputo, Mozambico

Zero. Questo è il numero di neonati da madri HIV-positive che, nel 2018, ha contratto il virus per trasmissione verticale, registrato presso il Centro di Salute di Machava. Un risultato eccellente che è stato ottenuto grazie un’azione congiunta di Cooperazione italiana, UNICEF e Comunità di Sant’Egidio per l’implementazione di un progetto orientato al rafforzamento dei servizi di prevenzione della trasmissione verticale (madre-figlio) dell’infezione HIV e al trattamento del virus in età pediatrica in Mozambico. Sedi dell’iniziativa, realizzata grazie a un contributo di 1,5 milioni di euro, sono i centri di cura DREAM della Comunità di Sant’Egidio nelle province di Maputo, Gaza e Sofala.

Secondo i dati ufficiali del ministero della Salute, in Mozambico si registrano annualmente 120mila donne in gravidanza infettate dall’HIV, con un tasso di trasmissione verticale del 14%. Ogni mese il centro DREAM di Machava, a pochi chilometri da Maputo, accoglie oltre quattromila utenti, assistiti da 25 persone tra medici, infermieri, operatori sanitari e personale di supporto.

L’organizzazione della struttura segue un modello “Hub-and-Spoke” ad elevata efficienza. A partire dall’area di accoglienza e attesa, il paziente è indirizzato ai locali dedicati a visite e analisi. La struttura dispone di un’area family riservata a donne incinte o madri accompagnate da bambini. Ogni paziente si rifornisce presso la farmacia interna, che dispensa medicinali per la cura dell’HIV e delle patologie associate – rigorosamente gratuiti, come indicano i numerosi cartelli affissi. Sul retro della clinica c’è poi un magazzino per la conservazione di alimenti, dispensati ai pazienti più vulnerabili con finalità di supporto nutrizionale.

A ogni individuo che accede al Centro viene offerto un pacchetto completo di assistenza, sia in sede che in regime di continuità delle cure. La fondamentale attività di follow-up è affidata a operatori sanitari, detti “attivisti”, che si recano regolarmente presso il domicilio dei pazienti per verificare il loro stato di salute e mantenere sempre elevato il livello di attenzione sulla patologia.

Continua a leggere l’articolo su www.aics.gov.it

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Workshop DREAM sulle tecnologie dell’informazione

Una settimana di workshop ha visto coinvolti, nella sede del centro DREAM della Comunità di Sant’Egidio a Maputo, gli informatici che lavorano a supporto del Programma Dream in Tanzania, in Malawi e in diverse località dello stesso Mozambico.
Giornate intense di aggiornamento e approfondimento sulle tematiche delle tecnologie dell’informazione e di rete, sulla sicurezza e protezione dei dati e sull’uso e miglioramento dei software sviluppati dal Programma DREAM che, fin dai suoi inizi, ha investito in un alto livello di informatizzazione per poter assistere al meglio i più di 350.000 pazienti già raggiunti negli 11 paesi dell’Africa sub Sahariana dove è presente. Nel workshop si è discusso su come migliorare il supporto tecnologico e la capacità di risoluzione dei problemi senza mai perdere di vista che al centro del Programma ci sono le persone e non le tecnologie: non solo quindi come costruire e mantenere le reti digitali, ma soprattutto si è approfondito come migliorare quelle umane e trarre vantaggio dalla collaborazione e dal lavoro comune per sfruttare al meglio gli strumenti tecnologici a servizio dei pazienti.

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Il Programma DREAM in Africa. Il caso Mozambico: dagli accordi di pace alla lotta all’HIV.

Il 18 Gennaio Si è tenuta presso la Clinica Moncucco di Lugano la conferenza: Il Programma DREAM in Africa. Il caso Mozambico: dagli accordi di pace alla lotta all’HIV.

La Clinica ha tra i suoi soci la fondazione FAI ( Fondation Assistance Internationale) che da anni sostiene il programma DREAM in Mozambico. Rilevante il suo aiuto e contributo in quasi un decennio.

Speaker della Conferenza la Dottoressa Noorjeahn Magid, direttore Clinico del programma in Mozambico, , la Dr.ssa  Laura Zagrebelsky, responsabile per l’Italia del Global Fund e il Dr Guidotti Segretario Generale del Programma DREAM.  Grande entusiasmo e passione per il programma è stato testimoniato dal Presidente della FAI , Dr Respini e dalla Vicepresidente  Dr.ss Mancini che hanno ripercorso gli anni di lavoro e di collaborazione e il grande successo e forza che hanno contraddistinto questi anni di grande lavoro insieme che hanno fatto del programma uno degli esempi di punta della Fondazione stessa.

La dr.ssa Noorjeah ha ripercorso la storia di lotta , difficoltà e successi attraverso al sua storia personale suscitando tanta emozione simpatia per il Mozambico e per DREAM.

La grande collaborazione al conoscenza diretta in Mozambico del programma e i tanti  malati raggiunti che hanno contribuito ad un aumento del 40% dei malati n cura  è stato sottolineato dalla Dr.ssa Zagrebelsky che ha citato il programma veramente un modello per il Global Fund di successo ed  efficacia .

Immagini toccanti del programma e la voce delle attiviste , ascoltate in un video, hanno molto commosso e suscitata una grande ammirazione . Al termine della conferenza è stato firmato un nuovo accordo che permetterà a DREAM di poter aprire un nuovo centro in Centrafrica a Bangui.

L’avventura umana scientifica e spirituale del programma continua con sempre più passione ed amici.

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In visita al Centro DREAM Polivalente di Beira

Il 20 novembre una delegazione di rappresentanti della cooperazione dei paesi della U.E. ha visitato a Beira, in Mozambico, il Cento DREAM Polivalente della Comunità di Sant’Egidio. I rappresentanti, che collaborano a progetti comuni di aiuto allo sviluppo, hanno scelto di visitare insieme il programma DREAM come un esempio di buona pratica  nella partneship tra Europa e Africa.

L’accoglienza è stata calorosa e il percorso della visita ha attraversato tutti i settori del centro, permettendo di apprezzare la qualità del laboratorio di biologia molecolare e la sua dotazione tecnologica, il livello di formazione dei tecnici di laboratorio e del personale sanitario e di sostegno sociale. Gli ospiti sono stati particolarmente colpiti dall’attenzione del personale verso il paziente e di come sia data priorità alla continuità terapeutica ed assistenziale grazie a un’importante attività di ricerca delle persone che mancano agli appuntamenti, perchè non abbandonino le cure.

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